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Ex Fiera, l'Aula conferma il taglio alle cubature: ''Prima l'interesse pubblico''

Contrarie le opposizioni. Il Pd: "Possibili ricorsi"

Alla fine ha prevalso la linea impressa dall'ex assessore all'Urbanistica Paolo Berdini. La lenta corsa della delibera per la 'valorizzazione' dell'area dell'Ex Fiera di Roma è terminata ieri in Aula Giulio Cesare con la conferma definitiva del taglio delle cubature edificabili. Con il provvedimemento (delibera 55/2017) in esame ieri sono state infatti respintre le osservazioni avanzate nel febbraio del 2017 dopo che le avevano considerate non apponibili. "Si mantiene quale consistenza edilizia edificabile all'interno dell'area della ex Fiera di Roma la quota di 44mila e 360 mq di suolo, per l'80% destinati ad edilizia residenziale e per il restante 20% a servizi" ha spiegato così l'assessore all'Urbanistica, Luca Montuori. "Nella parte residenziale il 20% viene destinata a edilizia sociale". 

Il Pd aveva posto una questione pregiudiziale, bocciato però con 8 voti favorevoli e 24 contrari: "Abbiamo presentato una pregiudiziale perché votando questo provvedimento vi assumete una grande responsabilità, quella di rispondere di eventuali ricorsi: siamo di fronte a una scelta che ha ridotto di 50 milioni di euro le entrate per il Comune di Roma, diminuendo le cubature per rispettare, scrivete, dei criteri di densificazione che in realtà sono maggiori. Questa riduzione incide su una partecipata del Comune, Investimenti Spa, e mi chiedo se l'assessore Montuori si sia confrontato con l'ormai quasi dimissionario Colomban. Su questa delibera restano molti dubbi, in primis quale sviluppo prevedete per questo territorio" ha spiegato la consigliera del Pd, Valeria Baglio, intervenendo in Assemblea.

La vendita della vecchia Fiera di Roma, infatti, è legata alla nuova. L'operazione urbanistica iniziata ormai oltre dieci anni fa ruotava attorno al fatto che la valorizzazione dell'area sulla Cristoforo Colombo doveva servire a ripagare i debiti di Investimenti spa con le banche, circa 180 milioni di euro, che erano stati necessari alla realizzazone dei padiglioni lungo l'autostrada Roma-Fiumicino. E concedere la possibilità di realizzare meno cubature potrebbe ridurre il margine di entrata dell'intera operazione. Un aspetto che riguarda anche il Comune di Roma che detiene il 21,76 per cento delle quote della società insieme ala Camera di Commercio di Roma (58,53%) e alla Regione Lazio (9,8%)

"Essendo il primo interesse pubblico quello della qualità urbana, indicheremo che qualsiasi trasformazione debba essere fatta a seguito di una serie di indicazioni date dall'amministrazione per la trasformazione dell'area" ha spiegato Montuori all'Aula. "Quindi non è soltanto un mero numero quello sul quale oggi si discute, ma anche un insieme di indicazioni su quelli che sono i servizi, gli spazi e le altezze. La mia intenzione nel prosieguo della procedura è individuare tutte quelle linee guida che sono la base della trasformazione urbana". 

Sulla stessa linea anche la presidente M5S della commissione Urbanistica, Donatella Iorio, intevenendo in Aula: "Sulla scorta della relazione del dipartimento Urbanistica abbiamo riconfermato la riduzione delle cubature non accogliendo le osservazioni presentate e di fatto confermando il passaggio da 67mila a circa 45mila metri quadri. Per quanto riguarda Investimenti, per legge il Comune non può ricapitalizzare società con bilanci in perdita da più di 5 anni: noi continuiamo a ritenere inopportuno aumentare le cubature solo a fini economici con nuove colate di cemento solo per ripianare i bilanci di società in condizioni economiche non positive. Per questo confermiamo il taglio delle cubature, dopo aver fatto un lavoro nel rispetto dei tempi con la commissione che ha espresso parere in pochissimi giorni". 

Ha votato contro anche Fdi-An. "Questa delibera era l'ultima occasione per mettere una pezza a una situazione che così, però, rischia di concludersi decisamente peggio" la dichiarazione del consigliere di Fdi-An, Andrea De Priamo, intervenendo in Assemblea. "Siamo di fronte a una impostazione urbanistica delle giunte di centrosinistra già da Rutelli e Veltroni che avevano occupato ogni spazio in questa città, e questo polo fieristico ne fa parte nella misura della scelta scellerata di costruire la nuova Fiera in un posto assolutamente non idoneo". Continua: "Ad aggravare questa impostazione è quella, oggi, di far diventare la ex Fiera moneta scambio urbanistico per ripagare i debiti di Investimenti Spa".

Contraria anche Fi: "Potrebbe mettere a rischio i conti di Roma, visto che la Investimenti spa è una partecipata del Comune. Potremmo trovarci, nei prossimi mesi, di fronte altri ricorsi insostenibili per il Comune" scrivono in una nota Davide Bordoni, coordinatore e capogruppo al Campidoglio di Forza Italia, e Simone Foglio, vice coordinatore romano che denunciano anche lo stato d'abbandono in cui versa l'area. 

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