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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Politica

Ex deposito Atac piazza Ragusa: per evitare la svendita è corsa contro il tempo

Il Campidoglio deve votare il bilancio entro il 4 per rilanciare sull'offerta ricevuta

Il Campidoglio vuole rilanciare sull’offerta di acquisto presentata per l’ex Deposito Atac di Piazza Ragusa. Per farlo deve però mettere a bilancio i fondi necessari per garantire l’operazione. E questo significa ingaggiare una corsa contro il tempo.

L'offerta da superare

L’ex deposito, in virtù del concordato preventivo con cui Roma Capitale punta a salvare Atac, è stato messo all’asta. Le prime sedute sono andate deserte e di conseguenza il suo valore, inizialmente fissato in 14 milioni, è calato. L’immobile è così diventato appetibile per un'importante società che, per acquistarlo, ha fatto un’offerta di circa 10,5 milioni di euro. ll Campidoglio deve rilanciare e, per riuscirci, ha pochi giorni di tempo. Ma soprattutto ha la necessità di approvare, urgentemente, l’assestamento di bilancio.

Una gara ad ostacoli

E’ una corsa ad ostacoli quella che Roma Capitale deve compiere per evitare di svendere l’ex deposito. Perchè, intanto, l’assestamento di bilancio doveva essere approvato entro il 31 luglio, mentre è ancora in corso. E per questo la presidenza dell’Aula ha scritto al prefetto, per sapere se l’iter seguito, dato lo sforamento, sia da ritenersi comunque corretto. In caso di assenso, bisogna superare un altro ostacolo: quello degli emendamenti presentati dalle opposizioni.

Il M5s chiede aiuto all'opposizione

“La sindaca ha fatto appello alle forze di opposizione affinché siano ritirati emendamenti ed ordini del giorno per consentire la votazione della manovra entro mercoledì -  ha reso noto il PD Capitolino attraverso un comunicato -il motivo di questo appello è legato alla volontà del Comune di partecipare, con un'offerta a rilancio, all'asta in corso per l'autorimessa di piazza Ragusa. Il Comune infatti ha 10 giorni dall'ultima offerta pervenuta per rilanciare. Questi 10 giorni scadono il 6 agosto”.

Una maggioranza senza numeri

Il conto alla rovescia è dunque già iniziato. Ma per riuscire nell’impresa, facendo rientrare le polemiche che hanno seguito l’indiscrezione sull’offerta presentata, la maggioranza Cinque stelle ha bisogno dell’opposizione. Il gruppo pentastellato, dopo l’addio di De Vito e di altri 4 consiglieri dissidenti, non ha più i numeri per governare l’Assemblea Capitolina. E quindi, ancora una volta, è costretta a chiedere il supporto degli eletti negli altri schieramenti a cui si chiede di votare, celermente, l’assestamento di bilancio. “È chiaro che il tentativo della sindaca - ha sottolineato il gruppo PD di Roma Capitale - è di scaricare l'eventuale insuccesso sulle opposizioni che sarebbero colpevoli di non aver ritirato i pezzi (emendamenti ed ordini del giorno ndr)”.

Le condizioni del PD

L’appello lanciato dalla Sindaca, però, potrebbe non cadere nel vuoto. A determinate condizioni, il PD ha dichiarato la propria disponibilità a sostenere l’operazione. Per farlo però ha chiesto di inserire i fondi necessari in “uno strumento di pianificazione generale come ad esempio è stato per il Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile ndr)”. Secondo i democratici si può fare anche successivamente alla votazione del bilancio.

Gli altri depositi da salvare

C'è un'altra richiesta che è stata avanzata e rigaurda gli ex depositi di piazza Bainsizza e di via Alessandro Severo a San Paolo. Devono essere “presi dal Comune appena l’asta relativa sarà bandita”. Sono altri due immobili che, come previsto nel concordato preventivo, sono destinati alla vendita. Quei beni però dovrebbero rientrare, nella proposta del PD, in un progetto legato alla mobilità sostenibile. Un obiettivo che consentirebbe, secondo i democratici, anche di “aggredire i fondi relativi del Pnrr e portare così nuove risorse alla Capitale”. 

“Se la Giunta Raggi darà formalmente queste rassicurazioni utili a mettere al riparo la procedura di acquisto di quei beni allora potremmo prendere in considerazione l'appello della sindaca” ha fatto sapere il Partito Democratico. In caso contrario, non ci saranno rilanci e l’ex Deposito dell’Appio Tuscolano sarà venduto per soli 10,5 milioni di euro. Con buona pace dei sogni di quanti avevano prospettato per quell’immobile, oggi utilizzato per accogliere i produttori di un Farmer’s Market, un destino a servizio del territorio.

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