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Martedì, 18 Giugno 2024
Politica Della Vittoria / Piazza Bainsizza

Il comune di Roma vuole riprendersi tutti i depositi Atac persi all'asta

La giunta Gualtieri ha formalizzato l’esigenza di recuperare gli ex depositi messi all’asta, dall’ex rimessa di San Paolo a quella di piazza Bainsizza, perché "strategici per il nuovo materiale rotabile"

La giunta Gualtieri fa quadrato per riprendersi gli ex depositi Atac che sono stati messi all’asta. L’assessore ai trasporti Eugenio Patanè e l’assessore al patrimonio Tobia Zevi hanno concordato sull’esigenza di scrivere una delibera. Servirà per ottenere, dall’assemblea capitolina, l'autorizzazione all’acquisizione degli immobili finiti nel piano concordatario 89/2017: il cosiddetto "concordato preventivo", quello che definisce gli asset cui Atac deve rinunciare per evitare il fallimento.

Acquisire in blocco gli immobili all'asta

L’obiettivo che i due assessori hanno messo nero su bianco in una memoria di giunta, è quello di procedere “all’acquisizione in blocco degli immobili”. Di tutti, compresi quelli che sono già stati acquisiti attraverso l’asta. Perché “sono strumentali ed indispensabili ai fini dell’espletamento del servizio pubblico di trasporto locale”. La loro acquisizione, si legge sempre nel documento firmato da Patanè e Zevi, è necessaria perché “strategici per la realizzazione di depositi per nuovo materiale rotabile”.

I beni considerati strategici

Tra gli immobili in questione figura il “centro carni” di via Severini, un’area situata alla Garbatella, tra via Libetta e via degli Argonauti. Ci sono tre sottostazioni elettriche ed anche l’ex deposito Atac di via Alessandro Severo, a San Paolo, per il cui acquisti, nelle prime sedute di asta che erano previste dal concordato preventivo, non sono state avanzate offerte. 

Il deposito Vittoria ed il diritto di prelazione

Tra gli immobili c’è anche l’ex rimessa “Vittoria” di piazza Bainsizza. Su questa rischia di aprirsi un contenzioso perché l’immobile è già stato acquistato dalla società Sant’Anna, vicina alla fondazione Memmo, che ha battuto l’offerta del Campidoglio di circa 100mila euro. Ma il bene, viene sottolineato nel documento firmato dagli assessori di Gualtieri, è “oggetto di vincolo per interesse storico ed artistico” e quindi “la compravendita è sottoposta alla condizione della sospensiva del mancato esercizio del diritto di prelazione”.

I tempi ed i costi

Per recuperare l’ex deposito Vittoria quindi, la giunta Gualtieri ha investito i dipartimenti capitolini del compito di verificare, con urgenza, “tutte le procedure amministrativamente esperibili”, finalizzate alla sua acquisizione, “compreso l’esercizio del diritto di prelazione”.  Dal punto di vista amministrativo, quindi, la giunta punta ad una delibera da sottoporre, in tempi brevi, all’aula Giulio Cesare. Resta l'incognita sui costi che l'operazione dovrebbe comportare. Un tema su cui l'opposizione cittadina, con la convocazione di una commissione trasparenza e con un'interrogazione presentata dal consigliere Federico Rocca (FdI), vorrebbe prima avere contezza. 

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