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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Politica

Acquario di Roma, appello ai candidati Sindaco. “Vogliamo aprire in primavera, ma serve proroga concessione”

Il concessionario ha spiegato i motivi che non stanno consentendo di aprire l'acquario realizzato sotto il laghetto dell'Eur

Quando apre l’Acquario di Roma? Sono tanti i cittadini che, passando vicino al laghetto dell’Eur, si sono posti questa domanda. Più di dieci anni di cantiere (e di annunci) non sono però ancora stati sufficienti a terminare l’intervento. Anche se Mare Nostrum srl, l’azienda titolare della concessione, giura che i lavori sono quasi ultimati.

Prima di completare un’operazione che ha preso avvio con una delibera capitolina firmata nel 2006, l’ingegner Domenico Ricciardi, il presidente della Mare Nostrum, vuole però ottenere delle garanzie. Per questo ha scritto ai candidati sindaco di Roma Capitale, ripercorrendo una vicenda annosa che sembra sempre vicina alla conclusione. Ma che, al netto dei tanti annunci fatti, non ha mai raggiunto l’obiettivo dell’agognata apertura.

L'obiettivo dell'apertura in primavera

Secondo Ricciardi c’è la possibilità, questa volta, di tagliare veramente il traguardo. “L’obiettivo è di  l’opera completa e vale a dire l’Acquario Tradizionale e l’Acquario Tecnologico, per fine aprile 2022,” ha scritto in grassetto il titolare della Mare Nostrum, nella lettera inviata ai candidati nella corsa al Campidoglio. Ci sono però delle difficoltà da superare.

La battaglia legale

Intanto l’azienda di Ricciardi “oggi è ancora costretta a ricorrere al Tar ed al Tribunale Civile  - si legge sempre nella lettera inviata ai candidati sindaci - per ottenere le valutazioni di costi e tempi maggiori per l’adeguamento del Piano economico finanziario”. E questo perché “Eur Spa (il gestore del patrimonio immobiliare dell'Eur ndr) avrebbe potuto concedere almeno gli anni dovuti (ci sono anche i maggiori costi) nell’interesse pubblico e per evitare ulteriori danni erariali (mancati canoni)”. Invece non lo ha fatto e la scadenza della concessione, per ora, resta ferma al 2036.

I costi maggiorati

I soldi in più che sono stati investiti, ha spiegato l’azienda a Romatoday, sono dovuti alla realizzazione d’interventi non precedentemente pattuiti, ad esempio perché “è stata chiesta la modifica di tutte le uscite per ottemperare alle nuove norme antisismiche, ed è stato chiesto di modificare tutte le modalità di estrazione di fumi”. I costi sono aumentati, ma la durata della concessione è rimasta invariata. E qui s’innesta la richiesta di Riccardi.

La richiesta della proroga

Il titolare di Mare Nostrum sta chiedendo una proroga della convenzione dell’Acquario, complessivamente impostata sulla durata di 30 anni. Scade quindi nel 2036 ma secondo il privato si rischia di non rientrare dei costi finora sostenuti. E siccome mancano ancora dei lavori, perchè “a fronte dei 120 milioni già spesi dai privati , ne occorrono ancora una decina”, diventa complicato convincere altri investitori ad entrare nell’operazione, senza una proroga della concessione.

I lavori terminati

I fondi mancanti, però, non servirebbero a completare i lavori edilizi ed urbanistici perchè quelli, ha scritto Ricciardi, “sono terminati da tempo”. Nel 2018, ha spiegato il titolare di Mare Nostrum ai candidati sindaco, “è stato approvato il collaudo statico e l’agibilità parziale dell’Acquario.” E sono “oggi terminati anche i lavori residui edili delle parti comuni, richiesti dalla Società Merlin che dovrà gestire l’acquario tradizionale, per completare vasche ed impianti destinati a far arrivare all’Acquario i pesci nati in cattività”.

Cosa resta da fare prima dell'apertura

A cosa servirebbero quindi i 10 milioni che ancora mancano? Secondo Mare Nostrum ad assumere 400 persone, a stipulare un’assicurazione, ad avviare una campagna di comunicazione ed a coprire “le spese di organizzazione” di un’infrastruttura che i romani, ormai, attendono da una quindicina di anni.

L'Acquario di Roma

L’Acquario di Roma ha una superficie di 18mila metri quadri di cui 4mila destinati all’acquario tradizionale SEALIFE gestito dal gruppo britannico Merlin Entertainments che vanta oltre 40 acquari nel mondo. Nel Sealife si punta ad accogliere 5mila pesci appartenenti ad oltre 100 specie marine. Accanto all'acquario tradizionale, poi, sorge l’area Expo che al suo interno ospita pesci robot e racchiude spazi per attività didattiche, ricreative, culturali, di studio e ricerca scientifica. 
 

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