menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Camion Ama (immagine d'archivio)

Camion Ama (immagine d'archivio)

Ama, aumenti a dirigenti e progressioni di carriera finiscono alla Corte dei Conti: doppio esposto contro l'azienda

Un documento depositato dalla Cgil, un altro dal capogruppo della Lega Maurizio Politi. Sotto accusa nomine e aumenti di stipendio che secondo i denuncianti violerebbero la normativa in materia

Nomine a dirigenti e aumenti di stipendio superiori a quanto previsto dal contratto nazionale, il tutto senza concorsi nè selezioni interne, e senza coinvolgere i sindacati. Sarebbe accaduto in Ama dal marzo del 2020, secondo la Fp Cgil di Roma e Lazio, che su questo ha presentato un lungo esposto alla Corte dei Conti del Lazio per valutare l'esistenza di un danno erariale. 

Si comincia lo scorso marzo, in piena pandemia di coronavirus. La notizia venne anticipata da RomaToday, in possesso delle carte oggi citate dal sindacato. Ama notificava al responsabile del servizio Logistica, Flotta e Contenitori (responsabile SELFC), al responsabile del servizio Impianti (responsabile SEIMP), e al direttore operativo, Stefano Bianchi, tre provvedimenti a firma dell'amministratore unico, Stefano Zaghis attraverso i quali si riconosceva a ognuno dei destinatari un aumento retributivo. 

Gli aumenti di marzo a quadri e dirigenti

In particolare, si legge nell'esposto che abbiamo potuto visionare, "nei primi due casi si trattava di due Quadri e si fissava una retribuzione annua lorda pari ad euro 75.000, con un incremento mensile da indennità di funzione pari ad euro 1.003,80 per il responsabile SEIMP (annualmente pari ad euro 12.046,08, che portano la retribuzione annua originaria di euro 62.953,92 ai citati 75.000) e pari ad euro 1.398,96 per il responsabile SELFC (annualmente pari ad euro 16.787,53 che portano la retribuzione annua originaria di euro 58.212,00 ai citati 75.000 euro); per la terza figura invece, quella dirigenziale di direttore operativo, fissava una retribuzione annua lorda pari ad euro 117.000". 

"Violato il contratto collettivo nazionale"

Per la Fp Cgil si tratta di "aumenti retributivi occulti basati su un assessment che, benchè riconosciuto dall'amministratore Zaghis in varie dichiarazioni alla stampa nazionale, in cui ne faceva addirittura risalire l'avvio al 4 novembre 2019, a circa un mese dal suo insediamento, non è mai stato presentato alle organizzazioni sindacali". Questo tipo di valutazione del personale di Ama "risulta atto a valutare i Quadri e i Dirigenti aziendali, e, nel caso sopra richiamato, ha addirittura consentito di collocare Quadri aziendali in posizioni precedentemente occupate dai Dirigenti e con retribuzioni ben superiori a quelle previste dal contratto collettivo nazionale Servizi Ambientali Utilitalia (retribuzione base parametrale mensile lorda di 3.359,90 euro)". Sarebbero così state eluse le norme contrattuali, andando a garantire a personale dipendente, coperto dunque da tutele specifiche, retribuzioni pari a quelle dei Dirigenti. 

Progressioni verticali e promozioni

Ma non è questo l'unico episodio oggetto dell'esposto. Il 7 agosto 2020, si legge nell'esposto, "ancora una volta Ama, sempre con lettere individuali e senza rispettare le norme contrattuali, riconosce ulteriori indennità occulte, pari a ben 8.000 euro annui, ad alcuni selezionati dipendenti, questa volta capi area, con corresponsione retroattiva all'1 marzo del 2020". Secondo il sindacato, la municipalizzata non si sarebbe fermata qui: "In alcuni casi persino a prescindere dai risultati negativi registrati dal medesimo (assessment, ndr), tra l'agosto e il novembre 2020, pare siano state effettuate almeno sei ulteriori progressioni verticali di cui 4 promozioni a dirigente (una delle quale vede come protagonista il già responsabile SELFC che nel marzo 2020 da Quadro aveva ricevuto la maggiorazione retributiva sopra descritta e l'immotivato trattamento dirigenziale) e 2 a Quadro, con retribuzioni di accesso anche in questo caso ben superiori a quanto previsto dal CCNL, pari a 60.000 euro". 

"Ignorate le selezioni interne e il piano assunzionale"

Anche in questi casi "si è operato senza le necessarie selezioni interne, senza che tali figure siano previste nel piano assunzionale, e anzi a seguito di una puntuale contestazione delle organizzazioni sindacali circa la pubblicazioni, nell'aprile del 2020, di una selezione esterna per 3 Quadri e 2 Dirigenti, non prevista dagli accordi sui piani assunzionale". Peraltro la vicenda potrebbe non esaurirsi con questi provvedimenti: "Quelle citate sono solo le progressioni verticali note, poiché in assenza di informativa sindacale adeguata su tutte le progressioni, orizzontali e verticali, operate a seguito dell'assessment, non è possibile un report complessivo e puntuale".

Tutte le normative violate secondo il sindacato

Tutto questo, secondo la Cgil, in spregio di diverse norme. A cominciare dal Testo unico sulle società partecipate e delle Norme sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. "Risulta pacifico - si legge - l'onore di Ama di esperire procedure concorsuali o selettive nel rispetto dei principi di cui al dlgs 165/2001, pena la nullità della nuova assunzione o del nuovo inquadramento, ma altresì la responsabilità contabile del funzionario. La ratio della disposizione pare oltremodo chiara, ovvero scoraggiare il clientelismo in ambiti posti sotto l'egida della mano pubblica, sottoponendo alla vigilanza e garanzia dei principi di matrice pubblicistica il cruciale momento del reclutamento del personale". Non solo. 

Proprio citando una sentenza della Corte dei Conti del Lazio, il legale del sindacato ha sottolineato che "la violazione del principio di concorsualità per l'accesso all'impiego e/o la progressione di carriera presso la società a controllo pubblico si configura quale fattispecie suscettibile di ingenerare un danno erariale". 

E anche per quanto riguarda la 'valorizzazione' dei dipendenti. Secondo la Fp Cgil questa deve avvenire attraverso delle selezioni e per un limite ben preciso, in base a quanto previsto dal decreto Madia, "il quale per gli anni 2018/2020 ha previsto specifiche modalità di progressione verticale, al fine di valorizzare le professionalità interne operate nei limiti delle vigenti facoltà assunzionali, mediante procedure selettive, ed il cui numero non può superare il 20% di quello previsto nei piani di fabbisogni come nuove assunzioni consentite per la relativa area o categoria". Insomma, la progressione di carriera doveva avvenire per selezione, procedura del tutto ignorata da Ama. 

L'altro esposto depositato dalla Lega

Un altro esposto sempre alla Corte dei Conti con richiesta di accertamento di un possibile danno erariale è stato presentato dal capogruppo della Lega Maurizio Politi lo scorso 9 febbraio. Sotto accusa anche in questo caso aumenti di stipendio e progressioni verticali risalenti allo scorso autunno. In particolare "l'investitura di 5 nuovi dirigenti interni e di 2 figure di quadri direttivi interni", si legge nell'esposto che RomaToday ha potuto visionare. Allegate all'esposto le determine a firma dell'amministratore Stefano Zaghis, su proposta del Direttore Risorse Umane Dott. Marcello Bronzetti. 

Vi si confermano "emolumenti stabiliti per i nuovi 5 dirigenti pari a 85mila euro, in contrasto con quanto disposto dal CCNL (Contratto collettivo nazionale) di categoria che prevede come soglia minima garantita per l'ingresso nella funzione dirigenziale pari a 69mila euro". Anche in questo caso di parla di "omissione di procedure di selezione o di bando concorso per il riconoscimento di una progressione verticale di carriera", il "palese contrasto con il nuovo dettato della Legge Madia", il "mancato rispetto del regolamento interno sulle assunzioni e gli sviluppi di carriera e la prassi consolidata vigente in Ama Spa". E ancora la "mancata indicazione della necessità di dotarsi di tali risorse all'interno del documento obbligatorio relativo ai fabbisogni del personale (cd. Piano assunzionale), approvato da Roma Capitale". 

"Mancano i bilanci, l'azienda è sull'orlo del fallimento, ma la dirigenza si autopromuove" commenta il leghista Politi. "Questo è il primo di una serie di esposti che presenteremo sulla gestione della municipalizzata, siamo già stati anche in Anac. Non si sono fatti gli impianti, i cimiteri capitolini stanno scoppiando per via della disorganizzazione, la Giunta Raggi è completamente nel caos, ma Ama trova il tempo per aumentare gli stipendi. Uno schiaffo all'intera città"

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Zona arancione più vicina per Roma e il Lazio. D'Amato: "Curva in ascesa"

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RomaToday è in caricamento