Politica

Enti locali, Di Stefano: "No a nuovo centralismo regionale, sì a concertazione aperta"

Il presidente della Commissione Federalismo fiscale e Roma Capitale, Marco Di Stefano, dichiara: "La Regione legiferi e coordini senza essere un supercomune"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

“Nel 2014, quando tutte le attuali riforme istituzionali che stanno prendendo forma saranno andate a regime, ci ritroveremo in un Paese completamente diverso, per non dire stravolto, e con regole di funzionamento totalmente diverse da quelle a cui ci siamo abituati in questi anni”. Lo ha detto il presidente della Commissione Federalismo fiscale e Roma Capitale, Marco Di Stefano, intervenendo, oggi alla Pisana, all’incontro di presentazione del rapporto “La Regione delle Autonomie - Leale collaborazione, concertazione e ruolo del Cal del Lazio”, realizzato dalla Fondazione Re.Se.T. e dall’Arall.

“E questo avverrà nonostante la stragrande maggioranza dei cittadini non se ne renda ancora conto, ma la cosa più grave è che purtroppo neanche la stragrande maggioranza della classe politica della nostra Regione se ne rende conto; c’è poca comunicazione, poco interesse della politica e tutto ciò malgrado il fatto che il 2014 sia, di fatto, domani.

Avremo tante cose da fare e, o passerà il principio che dovremo farle tutti insieme, politicamente e istituzionalmente, a tutti i livelli delle autonomie, comunali, provinciali e regionali, o altrimenti sarà un disastro. Anche perché questa è una tappa storica, d’ora in avanti dovremo sopravvivere senza più i trasferimenti di 'papà Stato', partendo non più, come in passato, dalle spese storiche, e spesso allegre aggiungo io, ma dai costi e fabbisogni standard, che si dovranno sostenere esclusivamente con i tributi dei cittadini. E siccome ci saranno molti meno soldi a disposizione, come illustrano molti studi fatti dalle associazioni degli enti locali, questa nuova sfida epocale dovremo affrontarla per forza tutti insieme.

E per fare questo la Regione dovrà evitare di continuare a essere, come sta facendo in questi ultimi anni, un ente di gestione, una sorta di 'Supercomune', che si occupa anche degli stanziamenti di poche migliaia di euro per il rifacimento di una stradina in una frazione di un piccolo Comune di montagna. La Regione dovrà invece diventare finalmente quello che deve essere, un ente che legifera e coordina gli enti locali e basta, smettendo di portare attacchi alla sussidiarietà e lasciando ai territori la loro sacrosanta autonomia: mi vengono alla mente tre esempi, in termini di Piano Casa, di Rifiuti e di Formazione.

Quindi, no a un nuovo centralismo Regionale e sì a una concertazione aperta ed efficace con gli enti locali; per quanto mi riguarda, la Commissione che presiedo ha iniziato a essere e rimarrà un luogo di confronto con enti locali e associazioni in cui questi non dovranno solo stare a sentire ma saranno anche seriamente ascoltati”.

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