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Il Campidoglio approva il piano per il clima: “Puntiamo a ridurre del 51% le emissioni inquinanti”

Intervista all'Assessora Katia Ziantoni sugli obiettivi e le misure contenute nel Piano d'azione per l'energia sostenibile ed il clima

L'assemblea capitolina ha approvato il Piano d'azione per l'energia sostenibile ed il clima (PAESC). E' stato già ratificato da molti comuni e fissa l'obiettivo, ora formalizzato anche da Roma Capitale, di ridurre le emissioni climalteranti. Un risultato che, come ha spiegato a RomaToday l'assessora ai Rifiuti  Katia Ziantoni, pone l'amministrazione davanti ad una serie d'importanti sfide che sono contenute in un dettagliato programma, articolato per settori, e sviluppato in oltre 400 pagine.

Assessora Ziantoni, l'Aula Giulio Cesare ha approvato la delibera già firmata dalla vostra Giunta. Ma nello scenario di breve termine, quali saranno le prime misure da mettere in campo?

Alcune iniziative sono già partite. Il piano infatti fa proprie una serie di delibere che, in vari settori, sono in precedenza state approvate. Penso ad esempio al PUMS ed agli investimenti che vi sono correlati, dal rinnovo dei mezzi di trasporto pubblico alle piste ciclabili. Ma è il caso anche di altre operazioni, come quelle che sono legate alla riforestazione urbane e che concorrono alla realizzazione degli obiettivi fissati nel PAESC. Poi ci sono una serie di misure già intraprese, nel settore dei rifiuti ed altre che sono in itinere, come l’attivazione del tavolo sullo spreco alimentare.

E cosa ha intenzione di fare il comune al riguardo?

Lo spreco alimentare ha un grosso impatto sulla produzione di CO2. Vogliamo mettere in campo un progetto simile a quello milanese, che prevede di fissare uno sconto del 25% della tariffa sui rifiuti per le utenze non domestiche. Ne beneficeranno le attività che collaborano al recupero delle eccedenze. Le recuperiamo e le avviamo all’interno del circuito solidale.  In cambio le aziende pagano meno la TARI. E’ un modello che vogliamo mettere a sistema, lo renderemo strutturale. E questo aiuterà nella riduzione delle emissioni.

Nel Piano  c’è anche un capitolo dedicato alla prevenzione dei rifiuti. Come si fa a realizzare quest’obiettivo e cosa prevedete di fare?

Anche in questo caso qualcosa lo abbiamo già fatto. Penso ad esempio agli oli esausti, un rifiuto altamente inquinante, che ora può essere conferito nei mercati rionali e nelle sedi istituzionali. Vogliamo incentivare anche il compostaggio domestico e per farlo abbiamo intenzione di ribaltare l’approccio fin qui seguito. Finora era l’Ama che pubblicava la gara per l’acquisto delle compostiere. Ora abbiamo intenzione di farle comprare direttamente dagli utenti che, presentando l’apposita ricevuta fiscale, otterranno uno sconto sulla TARI pari al 30%.

In tema di emissioni, non possiamo fare a meno di ricordare che molte sono generate dal traffico urbano.  Il Paesc contempla interventi anche sul trasporto pubblico?

Sì. Da un lato con le misure previste all’interno del PUMS, che mirano a creare nuove infrastrutture, penso ai progetti sulle tramvie, alla funivia Casalotti, alle ciclabili. Dall’altro per raggiungere gli obiettivi del PAESC lavoreremo anche sulle limitazioni alla circolazione dei veicoli privati più inquinanti, con un’apposita delibera.

Andrete a ridurre anche vietare la circolazione di Diesel nel tessuto urbano?

E’ un obiettivo che però deve essere accompagnato dallo sviluppo delle alternative trasportistiche, finalità che si raggiunge perseguendo le misure previste nel piano urbano della mobilità sostenibile. Un altro aspetto su cui si sta lavorando è quello dell'efficientamento energetico, che è possibile perseguire anche grazie ai fondi del Recovery plan. Perchè una parte importante del PAESC, vale per tutti i comuni, deve attingere alle risorse messe in campo dall'Europa.

Assessora però la Sindaca aveva firmato il PAESC nel 2017, quattro anni fa. Invece delibera è stata approvata solo ieri dall’Assemblea Capitolina. Alla luce degli obiettivi che sta elencando, non si è perso tempo prezioso?

No, perchè in realtà come accennavo ci sono delle azioni che sono già state messe in campo. La riduzione delle emissioni climalteranti si raggiunge in base a dei calcoli che riguardano i vari settori per i quali vengono definite apposite azioni. Alcune, come dicevo, sono già partite. Altre, seppur previste, hanno avuto un impulso dettato dalla pandemia, penso ad esempio allo smart working ma anche alla riduzione dei consumi energetici legati ai flussi di traffico. Pertanto confidiamo di fare meglio di quanto previsto dal patto sottoscritto nel 2017, che prevedeva la riduzione delle emissioni di almeno il 40%. Noi, infatti, puntiamo ad andare oltre il 50.
 

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