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Perché a Roma c'è una nuova emergenza rifiuti e cosa serve (con urgenza) per uscirne

Regione e Comune al tavolo con il Governo. Le rispettive posizioni e le soluzioni (non immediate) per un'emergenza che ha già invaso le strade della città

Rifiuti fuori dai cassonetti in Largo Giorgio Maccagno, Roma 1 giugno 2021. ANSA/Luciano DEL CASTILLO

Arriva l'estate e Roma si riempie di rifiuti. Il film, visto e rivisto, torna sulle strade dell'Urbe anche quest'anno. È emergenza rifiuti, attesa da tutti, ma che quasi nessuno ha provato ad evitare. Da ieri, giovedì 3 giugno, la crisi è sul tavolo del governo e più precisamente del ministro della Transione Ecologica Roberto Cingolani. A portarla il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, l'assessore regionale ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, e il capo di Gabinetto del presidente, Albino Ruberti. "Se tutti si predispongono alla collaborazione la soluzione si trova", ha detto Zingaretti all'agenzia di stampa Dire al termine dell'incontro, durato un'ora. "È stata una riunione molto positiva- ha aggiunto- Abbiamo illustrato al ministro il lavoro che abbiano fatto fin qui". Oggi il capodipartimento dell'area Economia circolare del ministero, Laura D'Aprile, incontrerà i direttori delle aree rifiuti di Roma Capitale e Regione.

Le posizioni di Regione e Comune

Chiare le posizioni in campo. Da un lato la Regione che chiede l'indicazione di una discarica all'interno del territorio di Roma. Un sito necessario per stoccare gli scarti della lavorazione degli impianti e da individuare nel territorio del comune di Roma in ottemperanza al piano rifiuti che impone alle singole province l'autosufficienza nella chiusura del ciclo dei rifiuti. Dall'altro c'è il Campidoglio a cinque stelle che non ritiene necessaria la discarica e che ritiene di aver fatto il suo presentando il piano industriale di Ama, che andrà definitivamente a regime (salvo intoppi sempre dietro l'angolo) entro il 2024. 

camion in fila in attesa di sversare-2

Come Roma smaltisce i rifiuti

Nel frattempo c'è l'urgenza di una situazione che in città, ora dopo ora, diventa critica. Le riaperture di locali e negozi stanno riportando la produzione dei rifiuti sui livelli pre lockdown. La città si sta riavvicinando a quella soglia delle 4600 tonnellate da smaltire. Di queste una parte, il 45% è di rifiuto differenziato (la giunta a cinque stelle negli anni aveva promesso per il 2021 quota 71%, ndr). Il resto rifiuto indifferenziato, portato negli impianti di trattamento meccanico e biologico di Rocca Cencia e di Colari (2) a Malagrotta. Impianti che però non fanno sparire l'immondizia, la trattano producendo degli scarti che vanno poi destinati a delle discariche. E qui inizia il giro d'Italia dei camion dei rifiuti. Sì perché con la chiusura di Roccasecca (Frosinone) più di recente, e di Colleferro ormai oltre un anno fa, il Lazio è in difficoltà. Roma a cinque stelle di avere una discarica di servizio, così come prescritto dal piano rifiuti, non vuol sentirne parlare e da qui il caos. Va detto, e le cronache sono lì a dimostrarlo, che anche quando erano aperte le discariche di Colleferro e Roccasecca Roma ha vissuto diversi periodi di emergenza rifiuti. [qui un articolo del 2017]

Accordi fino al 30 giugno, ma la raccolta è già in tilt: perché

Attualmente, per smaltire gli scarti dei Tmb e parte dell'indifferenziato, sono in piedi degli accordi con le altre regioni ma scadranno il prossimo 30 giugno. Poi sarà il caos. Tutti gli attori ne sono consapevoli. Nel frattempo basta il rallentamento dei camion per mandare in tilt la raccolta. Sì perché i tmb, pur lavorando al massimo, non riescono a liberarsi (i camion verso il nord non sempre sono puntuali) per accogliere nuova spazzatura dai compattatori. Compattatori che restano pieni, rallentando i giri di raccolta. Mezzi Ama che, per manutenzioni, spesso mancano. Da qui il caos. Ad aumentare le difficoltà c'è anche il sequestro di Rocca Cencia, impianto di Ama, che non può accogliere rifiuti oltre soglia. In particolare prima del sequestro l'impianto superava spesso la presenza delle 1100 tonnellate consentite. Ora, con il sequestro, raggiunta una certa soglia, ai compattatori pieni di rifiuti non viene concesso di scaricare.

Cosa occorre per evitare l'emergenza

Cosa occorre? Ama, l'azienda che rispetto a Comune e Regione tocca con mano i limiti del servizio, chiede provvedimenti urgenti. Sì perché tanto gli impianti del piano industriale di Ama e Comune (un tmb da costruire e uno da acquistare, più quelli di compostaggio di Casal Selce e Cesano), quanto la discarica che chiede con urgenza la Regione, non entrerebbero in servizio domani. E l'emergenza è già oggi. Per questo Ama, nella dettagliata lettera inviata alle istituzioni, Procura in testa, indica le soluzioni e, pur attribuendo delle pesanti responsabilità alla Regione, avalla la necessità di una discarica di servizio che è poi la richiesta della Regione. Uno sfogo necessario insomma che potrebbe anche essere, per Ama, la discarica di Monte Carnevale. 

Roccasecca e Colleferro

"Ama non può non notare che tenuto conto che le discariche di Civitavecchia e Viterbo hanno rispettivamente circa 30.000 e circa 160.000 metri cubi di capienza residua, quella di Colleferro circa 300.000 metri cubi di capienza residua e il Bacino V della discarica di Roccasecca circa 449.500 metri cubi di capienza autorizzata, al fine di non saturare le prime due discariche citate e utilizzare per meno tempo possibile quella di Colleferro è necessario accelerare l'apertura delle discariche autorizzate per il tempo necessario affinchè l'impianto previsto nel PRGR e denominato 'Compound' venga costruito e messo in funzione, contribuendo a migliorare il ciclo dei rifiuti di Roma e del Lazio".

Monte Carnevale al centro del piano industriale di Ama

Tra le "discariche autorizzate" dalla Regione secondo Zaghis c'era anche quella di Monte Carnevale, anche se l'assessore regionale ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, ha più volte detto che l'iter e' stato sospeso a tempo indeterminato e Roma Capitale ha ritirato la delibera di localizzazione. "Alla continuità della discarica di Roccasecca avrebbe fatto seguito la prossima apertura della discarica di Roma in località Malnome- scrive ancora Zaghis- su cui Ama ha incentrato il suo Piano Industriale". 

Nuovi accordi

Discariche da riaprire o di nuove da aprire. O discariche, in giro per l'Italia, da continuare a riempire. Serve però il rinnovo degli accordi e la mediazione del governo potrebbe essere in tal senso utile. Già perché, al netto delle rigidità presenti, nessuna delle 2 soluzioni poste da Regione e Comune è immediata.

Rocca Cencia 

Una discarica quindi, a Roma, in provincia, in regione o in altre regioni. Ma non basta. Zaghis punta anche su Rocca Cencia, impianto sotto sequestro e che per questo non accoglie in trasferenza una quantità di rifiuti inferiore ai mesi scorsi. "Per minimizzare i disagi sulla città di Roma causati dalle manutenzioni di alcuni impianti dentro e fuori regione" Zaghis chiede dall'1 al 20 giugno "l'utilizzo dell'impianto di Rocca Cencia per le quantità non utilizzate di trattamento o in trasferenza per il periodo 1 gennaio - 31 maggio 2021 o in alternativa, se non ci fosse l'accordo fra tutte le istituzioni coinvolte, come avvenuto per la giornata del 1 aprile 2021, si chiede la disponibilità di 150 tonnellate al giorno di trattamento in più presso l'impianto di E.Giovi portando il conferimento giornaliero a 1.400 ton/giorno e la disponibilità di 200 ton/giorno in trasferenza presso l'impianto di Ecosystem S.p.A., previo 'benestare della Regione Lazio'.

Secondo Ama senza questi provvedimenti "di urgenza che la situazione impone, non si potrà svolgere con regolarità il servizio di raccolta dei rifiuti nel territorio di Roma Capitale, e dunque verrà a determinarsi, non per responsabilità dell'Azienda, la possibile interruzione di un servizio di pubblica utilità". 


 

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