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Emergenza rifiuti, Roma non indicherà siti per discarica o tmb. La Regione: "Risolveremo noi il problema"

Raggi tace e affida il rifiuto dell'ultimatum alla sua assessora Ziantoni: "Non metterò la sindaca nelle condizioni del 2019, non indicherò entro 30 giorni un sito di discarica perché non è così che si fa

L’autosufficienza in termini di trattamento, trasferenza  e smaltimento. Questo quanto chiesto dalla Regione Lazio al Comune di Roma con un'ordinanza ultimatum per provare a risolvere l'ennesima crisi dei rifiuti. Detta in maniera più semplice, Zingaretti ha chiesto a Raggi di indicare dove e come intende costruire impianti di trattamento o discariche che consentano alla Capitale di chiudere il ciclo dei rifiuti all'interno del proprio ambito territoriale, così come prescrive il piano dei rifiuti. 

Cosa ha fatto e cosa pensa di fare Roma per chiudere il ciclo dei rifiuti nel proprio territorio

La sindaca Virginia Raggi, in campagna elettorale, sul tema non si espone. Evita lo scontro istituzionale, consapevole che l'argomento è di quelli che in passato l'hanno vista bocciata anche dal prossimo leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte. Nello stesso tempo, proprio perché in campagna elettorale e per timore di perdere voti, oggi più che mai non sembra essere in grado di indicare luoghi dove aprire discariche e costruire impianti.

A dirlo, per lei, è Katia Ziantoni assessora ai rifiuti da pochi mesi ma che esprime, in un'intervista all'agenzia Dire, un concetto chiarissimo: "Io non metterò la sindaca nelle condizioni del 2019, non indicherò entro 30 giorni un sito di discarica perché non è così che si fa". Il riferimento è alla scelta, molto discussa, della discarica di Monte Carnevale nella Valle Galeria. 

Secondo Ziantoni il Comune può limitarsi al piano di industriale di Ama approvato ieri che per la filiera dei rifiuti indifferenziati non prevede alcuna discarica ma solo un Tmb, ndr). "I siti per lo smaltimento finale sono un'altra cosa- ha spiegato Ziantoni- Fanno capo alla cartografia che deve essere aggiornata dalla Città metropolitana sulla base del Ptpr che la Regione Lazio deve adottare, perché dichiarato incostituzionale. Questo è il problema. E infatti questo aspetto è citato nel piano industriale".

Ziantoni disconosce il lavoro fatto dalla Città Metropolitana, a guida Virginia Raggi e a maggioranza cinque stelle, che aveva indicato i siti idonei. "Assolutamente non siamo disponibili a ripartire dall'analisi di quei siti, perché era distorta e individuava semplicemente le cave, che sono sempre le stesse. Ed è veramente ridicolo. Non credo che quell'analisi, fatta sulla base di un'ordinanza contingibile è urgente sia stata corretta. Non credo si debba ripartire da quella. Città metropolitana deve fare la cartografia sulla base del Ptpr definitivo, da quella si possono scegliere le aree e non sulla base di un ordinanza perché non è una gestione trasparente dei rifiuti. E questa è sempre stata fatta negli anni". 

La Regione ha affidato ad una nota la replica alle parole della Ziantoni: "Le prime risposte arrivate da Roma Capitale sull’ordinanza per salvare la città dall’emergenza rifiuti sono veramente deludenti e irresponsabili. Non si ha minimamente idea dei rischi immensi a cui si espone la capitale. Atteggiamenti polemici e ancora dilatori senza soluzioni sono davvero gravi. Come Regione ci siamo, stiamo lavorando e risolveremo noi anche questo problema".

E sull'argomento meno esplicite ma chiare le parole di Roberta Lombardi, esponente M5s e assessora alla transizione ecologica, che a Nsl Radio ha spiegato: "Noi finalmente dopo tanti anni abbiamo varato il piano rifiuti regionali che ha assorbito molti degli stimoli dati dal Movimento 5 Stelle che guarda molto ai temi ambientali e dell’economia circolare e all’impiantistica di nuova generazione". Quindi le parole che sanno di ultimatum per la sindaca: "Ora spetta alla politica locale dover decidere e questo significa, tornando all’ordinanza, che arrivati a questo punto con una sofferenza dell’impiantistica di servizio a Roma bisognerà decidere dove e come fare finalmente gli impianti nuovi per uscire da questa emergenza e questo non riguarda solo Roma che con i suo carico di cittadini e pendolari produce il 65% dei rifiuti, ma anche la provincia di Latina e quella di Frosinone visto che il fenomeno è generale".
 

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