Caos rifiuti, la Procura apre un'inchiesta sui ritardi nella raccolta

A far partire le indagini un esposto del Codacons che ha avanzato possibili legami tra i disagi nella raccolta e le assenze dei dipendenti Ama

La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta sui ritardi nella raccolta dei rifiuti che nei giorni scorsi si sono accumulati per le strade di Roma. Il fascicolo per ora rimane senza ipotesi di reato. Tutto è partito da un esposto presentato ieri dal Codacons in cui si è parlato di un presunto boicottaggio da parte di un gruppo di dipendenti Ama. In particolare, secondo l'associazione che lavora in difesa dei consumatori, bisogna indagare sulle assenze.

L'ESPOSTO – Scrive il Codacons: "Le strade della Capitale  si sono trasformate in vere e proprie discariche a cielo aperto, con i cassonetti sempre stracolmi, la raccolta che non viene effettuata e invasione di sporcizia e degrado. Gli abitanti sono costretti a convivere con l'inquinamento ambientale e i conseguenti pericoli igienico-sanitari, e respirare aria maleodorante proveniente da cumuli di rifiuti, in particolare quelli organici, oltre che ad inalare sgradevoli e nocive esalazioni provenienti dai cassonetti stracolmi e, comunque, sudici e fatiscenti”. Il Codacons punta il dito contro gli assenteisti. Nell'esposto "si chiede alla Procura di svolgere le opportune indagini chiedendo sin da ora procedere al sequestro di tutte le certificazioni rilasciate in cui si attesta la malattia dei dipendenti Ama per risalire ai medici che, nell'ultimo anno, le hanno prescritte e verificando la rispondenza all'effettivo stato di malattia dei dipendenti e in caso di illeciti agire anche nei confronti dei medici stessi autori delle certificazioni".

LA GIUNTA D'URGENZA – Intanto il sindaco Ignazio Marino ha deciso andare fino in fondo. Per questa sera ha convocato “una Giunta d'urgenza per conoscere dall'assessore all'Ambiente, Estella Marino, e dal presidente di Ama, Daniele Fortini, quali siano i progetti immediatamente operativi per risolvere la sofferenza della città in relazione alla questione del ciclo dei rifiuti" ha annunciato nel corso della conferenza stampa ad Acea.

AMA E ACEA – Questa mattina intanto il sindaco Ignazio Marino, l'ad di Acea Alberto Irace e la presidente della municipalizzata Catia Tomasetti, hanno parlato di una possibile “sinergia tra un'azienda che si occupa della raccolta di rifiuti come Ama e un'azienda ad alta tecnologia come Acea, che può aiutare a completare lo smaltimento dei rifiuti" ha spiegato il primo cittadino. Proprio lo smaltimento dei rifiuti "è certamente critico in un momento in cui questa amministrazione ha preso la decisione di chiudere la discarica di Malagrotta, che era pericolosa sia per l'ambiente che per la salute". Irace ha quindi aggiunto: "Discuteremo con Ama. Credo che Acea abbia uno know how specifico nella costruzione e gestione della parte degli impianti, potrà concentrarsi nella parte del trattamento dei rifiuti. Su questo naturalmente ci sarà da lavorare insieme ad Ama e ad altri soggetti ma lo faremo nel corso delle prossime settimane quando e se avremo informazioni tali da modificare i nostri programmi".

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SFIDUCIA – L'opposizione invece è passata all'attacco puntando il dito contro l'assessore all'Ambiente Estella Marino. Da Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale è arrivata una mozione di sfiducia verso la titolare dei rifiuti. Dichiara Fabrizio Ghera capogruppo in Campidoglio: “Marino ha dichiarato in modo stizzito che 'è ora che saltino teste. Bene, allora cominciamo dall'assessore all'Ambiente. La situazione nella Capitale è fuori controllo, interi quartieri strabuzzano di rifiuti e i romani sono furiosi e insoddisfatti”.

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