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Rifiuti, Polverini a Clini: “Riunioni inutili, noi svolto lavoro responsabile”

Dalla Regione al Ministero dell'Ambiente: l'emergenza rifiuti si fa bollente. Polverini: "A cosa serve convocare presso il ministero tutte le istituzioni senza decidere"

Il tema caldo dell'emergenza rifiuti diventa sempre più rovente, dopo l'incontro in prefettura di venerdì dove le istituzioni non sono giunte a una soluzione per il post Malagrotta, Renata Polverini lancia un duro attacco al ministro dell'ambiente Clini. I movimenti e i residenti continuano a protestare e a dire no alle nuove discariche, da Malagrotta accanto a Monti dell'Ortaccio, passando per Pizzo del Prete, Riano e Corcolle non si trova la soluzione e non si fanno passi avanti sul problema.

Intanto, dalla regione piovono strali: “In relazione alla nota del ministero dell'Ambiente diffusa ieri, siamo costretti a ricordare in primo luogo come non servano ulteriori conferme sul fatto che il problema Malagrotta abbia radici lontane: ne siamo pienamente consapevoli e la presidente Polverini con una propria lettera ha illustrato al ministro Clini tanti anni di rinvii e omissioni che hanno portato alla situazione attuale di cui questa Giunta, per la prima volta, si è occupata in modo deciso e responsabile". E' quanto comunica in una nota la Regione Lazio.

"In secondo luogo - prosegue la nota - dobbiamo ribadire come la Regione Lazio, attraverso l'attuale amministrazione, abbia già da tempo predisposto e consegnato ogni documentazione utile e tutti gli atti amministrativi di propria competenza fin da giugno. In quegli atti possono essere lette tutte le informazioni necessarie relative alla tempistica degli interventi e alle procedure del siting. Per il resto, tutte le istituzioni coinvolte sanno bene che la decisione riguardo l'impianto definitivo non è di competenza della Regione Lazio e di conseguenza non ha nessuna utilità continuare a invocare risposte e dati che presuppongono delle decisioni che ancora non risultano assunte e per le quali doveva servire proprio il tavolo politico che lo stesso Ministero dell'Ambiente ha deciso di istituire. Tutti conoscono il territorio della Provincia ma nessuno finora è stato in grado di confutare gli atti regionali o suggerire soluzioni diverse da quelle che la Regione è stata costretta a proporre dopo anni di immobilismo. Viene da chiedersi a cosa sia servito convocare presso il ministero tutte le istituzioni per poi vedersi ogni volta riportare al punto di partenza". "Può risultare a qualcuno indigesto o incredibile - si legge poi nelle nota - ma tutti gli atti politici, legislativi e amministrativi (atti e fatti concreti, dunque, non le fantasie parolaie del profeta di turno) che hanno posto le condizioni per evitare l'emergenza e finalmente decidere un sistema efficace di gestione integrale dei rifiuti vedono la firma della presidente Polverini o della sua Giunta. In attesa che qualcuno, finalmente, smentisca tutto ciò con altrettanti atti e fatti concreti - conclude la nota - questa amministrazione continuerà a lavorare affinché il Lazio possa vedere attuata la chiusura del ciclo dei rifiuti".



BONESSIO (Verdi) – Piccato il commento di Nando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio alle parole di Polverini: “Governatore Polverini, la verità le fa male. Solo così si può spiegare la replica piccata al ministero dell'Ambiente che ha diffuso oggi. Il ministro Clini ha prima di tutto chiarito - aggiunge - che nei poteri commissariali straordinari non possono rientrare le deroghe alle norme di tutela ambientale derivate dalle direttive europee a cui ogni stato membro dell'Ue si deve attenere. In secondo luogo con la sua richiesta di un supplemento d'indagine - afferma ancora - il ministro ha voluto veder chiaro in uno studio preliminare sui siti approssimativo e inconsistente. Oltre a ciò la Polverini continua ad affermare delle mezze verità per mascherare le lacune del proprio operato, come quella circa il Piano Rifiuti che se è vero che esiste, è anche vero che la seconda parte smentisce la prima. Risultato: il modello circa la gestione dei rifiuti del Lazio è tuttora ancorato a doppio filo alla filiera dello smaltimento insostenibile e inquinante composto dal ciclo Tmb/discariche/inceneritori. Ci sembra che il ministro Clini si stia affrontando con serietà il problema. Dopo gli opportuni controlli e le verifiche del caso il ministro dovrebbe costringere Alemanno e Polverini a mettere in campo una diversa politica dei rifiuti - conclude Bonessio - facendo cambiare sia il piano industriale dall'Ama, sia il Piano Regionale Rifiuti. Chiediamo infine di commissariare il Comune di Roma, per quanto riguarda la raccolta differenziata".



MONTINO (Pd) - “La vicenda dell'individuazione di una nuova discarica è ormai un manuale di codardia politica. La risposta della Regione alle critiche del ministro sono l'ultimo atto di questo percorso indecente e che sta portando Roma al corto circuito". Ad affermarlo il capogruppo Pd al Consiglio regionale del Lazio Esterino Montino. "Per quattro lunghi anni é scappato il sindaco, ora scappa la Regione - aggiunge - Dopo aver sbandierato per mesi di essersi assunta tutte le responsabilità e di aver realizzato il miracolo, l'esecutivo minaccia di ritirarsi nel perimetro 'letterale' di quanto previsto dalla legge. Quanto vantato dalla Giunta era solo un castello di carta: ora è crollato. La Regione riconsegna la patata bollente al sindaco dopo aver preteso un Commissario con il fine dichiarato di fare strame di ogni legge. Tra poco più di tre mesi scade l'ennesima proroga per Malagrotta e siamo al punto zero. La trovata della Polverini di realizzare un unico ambito regionale per dare una via d'uscita al primo cittadino della Capitale si è rivelata una scorciatoia inutile. E ora si chiama fuori tentando di scaricare il problema al Governo Monti. Risalta ancora di più il fatto che sul terreno del piano rifiuti gli unici fatti concreti sono quelli realizzati dalla nostra Giunta. Discutibili, difficili ma abbiamo avuto il coraggio di prevedere nuovi impianti. L'unica via d'uscita - conclude Montino - è far funzionare a pieno regime gli impianti esistenti, sbloccare quelli in attesa di autorizzazione, raddoppiare Maccarese".



NIERI e ZARATTI (Sel) - “Il re è nudo. Dopo le parole del Ministro Clini non possiamo che sottolineare che avevamo ragione nel sostenere che le misure predisposte dalla Regione in materia di rifiuti sono altamente insufficienti". Ad affermarlo il capogruppo e il consigliere di Sel alla Regione Lazio Luigi Nieri e Filiberto Zaratti. "Come insufficiente e lacunoso è lo studio della Regione - proseguono - la cui reazione stizzosa dimostra l'impasse in cui si trova l'amministrazione nonché l'incapacità di avviare un confronto costruttivo per trovare una soluzione adeguata. Molto spesso siamo in disaccordo con questo Governo, ma in questo caso l'atteggiamento della Regione appare fuori scala. La realtà - aggiungono i consiglieri Sel - è che non vi sono alternative a un serio piano di raccolta differenziata che, al momento, rappresenta l'unica soluzione per un ciclo dei rifiuti virtuoso ed efficiente. La presidente Polverini anziché usare toni apocalittici o di sfida - concludono - farebbe bene a lavorare per rafforzare proprio la raccolta differenziata e la riduzione della produzione dei rifiuti, due temi che sembrano definitivamente cancellati dal dibattito pubblico ormai concentrato sullo scenario emergenziale che non consente più ragionamenti lucidi e un confronto proficuo".  (Fonte Ansa)

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