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Rifiuti, la Regione firma ordinanza per mandare gli scarti a Viterbo. Raggi: "Riapro discarica di Albano"

In Prefettura un tavolo per condividere i problemi della raccolta. All'uscita la sindaca a mezzo stampa annuncia un'ordinanza, mai comunicata al Prefetto. E tra Regione e Comune volano ancora stracci

Il Prefetto Matteo Piantendosi prende in mano l'emergenza rifiuti di Roma Capitale. L'ha fatto mettendo intorno ad un tavolo Regione, Comune, Ama ma anche il Ministero per la Transizione ecologica. Cosa sta succedendo?, la domanda da cui si è partiti per mettere ordine nel caos e depurare la discussione dallo scontro politico di questi giorni.

Poco meno di due ore di incontro al termine del quale però un lancio dell'agenzia stampa AdnKronos ha lasciato tutti di sorpresa. "La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha chiesto di predisporre un'ordinanza urgente per imporre la riapertura della discarica di Albano Laziale". Peccato però che Albano non sia stata mai citata da nessuno degli enti seduti al tavolo (Comune compreso), né come soluzione all'emergenza immediata, né come soluzione più strutturale. La conferma arriva a RomaToday da tutte le fonti presenti al tavolo. Proviamo a ricostruire quanto accaduto in mattinata.

La spregiudicata narrazione di Virginia Raggi sull'emergenza rifiuti

Il tavolo in Prefettura

Obiettivo del tavolo voluto dal Prefetto era quello di fare il punto della situazione e capire cosa sta provocando i rifiuti lasciati a terra. Sono arrivate conferme in merito al fatto che gli sbocchi concordati, trovati e firmati non sono tutti da subito disponibili e non nell'immediato. Questo per problemi agli impianti, per problemi burocratici e più in generale cavilli tecnici.

I problemi che causano l'emergenza

Lo saranno tutti entro una decina di giorni. In pratica non si sa dove smaltire gli scarti prodotti dagli impianti e l'accumulo produce l'impossibilità dei camion compattatori di effettuare i giri a cadenza prestibilita. Questo produce la spazzatura in strada.

Come uscirne? Si parla dell'immediato, senza voler entrare in soluzioni strutturali per il ciclo dei rifiuti. Scelte che non competono al Prefetto, organo terzo, e che non può essere il Prefetto, appunto in quanto organo terzo, a sollecitare. A quanto si apprende, il Prefetto ha chiesto a ogni interlocutore al tavolo di individuare con sollecitudine soluzioni alternative e aggiuntive per il breve periodo per il conferimento delle tonnellate di rifiuti che attualmente non si riescono a trattare negli impianti cittadini.

Il quadro che si complica

Il quadro potrebbe ulteriormente complicarsi stante l'allarme lanciato da E.Giovi. L'azienda che gestisce gli impianti di Malagrotta ha fatto sapere che senza ulteriori interventi per garantire lo smaltimento degli scarti da giovedì non potrà ritirare da Ama 3.400 tonnellate di immondizia ogni settimana. Dall'altra anche la Saf, azienda di proprietà dei comuni della provincia di Frosinone, ha annunciato di avere problemi con lo smaltimento e per questo sarà costretta sempre da giovedì ad annullare l'aiuto che dava a Roma. 

La regione Lazio firma un'ordinanza

Nell'immediato la regione Lazio nelle prossime ore emanerà una nuova ordinanza che di fatto evita l'emergenza sanitaria a Roma per la mancata raccolta dei rifiuti. Infatti, il provvedimento, richiesto dal prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, permetterà ad E. Giovi, proprietaria dei due tmb di Malagrotta, e probabilmente anche alla Saf di Colfelice (azienda che col suo tmb aiuta da tempo Roma) di smaltire gli scarti del trattamento nella discarica di Viterbo per una decina di giorni.

Cosa succede con l'ordinanza

Un atto che in sostanza produce due conseguenze: da una parte sventa il pericolo che dal primo luglio E. Giovi non sia nelle condizioni di ritirare da Ama 3.400 tonnellate a settimana di sacchetti di immondizia e dall'altra fa da ponte fino a quando non entreranno a regime gli accordi sottoscritti dall'amministratore giudiziario dei due tmb di Malagrotta con sei discariche italiane fino alla fine dell'anno. Grazie alla possibilità di conferire nell'impianto di Viterbo, anche Saf dovrebbe proseguire col consueto intervento a sostegno del trattamento di una parte del talquale capitolino. Nel frattempo i rifiuti a terra in questi giorni saranno raccolti da Ama anche grazie ai cosiddetti ragni che stanno attraversando la città. E con la lenta entrata a regime degli sbocchi individuati e il ripristino degli impianti fermi in questi giorni, l'emergenza dovrebbe, almeno nell'immediato rientrare.

Per le problematiche strutturali e per essere sempre informato su quanto sta accadendo, il Prefetto ha anche chiesto che tali incontri siano periodici.

L'ordinanza della sindaca Raggi 

Sin qui l'incontro. Finita la riunione, l'uscita dell'agenzia di stampa AdnKronos. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha chiesto di predisporre un'ordinanza urgente per imporre la riapertura della discarica di Albano Laziale. A quanto si apprende, in qualità di sindaca della Città Metropolitana, Raggi utilizzerebbe poteri commissariali per consentire la riapertura della discarica in provincia di Roma, per il conferimento potenziale di 200 mila tonnellate di rifiuti. Nelle ultime settimane, la prima cittadina ha chiesto ripetutamente la riapertura delle discariche presenti nel Lazio e ancora capienti, in modo da offrire sbocchi per il conferimento dei rifiuti, che restano in strada proprio per la mancanza di siti dove smaltirli. Quindi anche una dichiarazione della prima cittadina: "L'inerzia della Regione Lazio ci costringe a questa decisione per evitare il peggioramento della crisi e conseguenze igienico-sanitarie per le persone. Su cinque discariche previste dalla Regione, soltanto due sono attive. E ad agosto chiuderà anche quella di Civitavecchia. Non hanno pensato ad una alternativa seria. Scaricano i problemi e la loro inefficienza sugli altri", ha detto la sindaca spiegando le motivazioni alla base della scelta.

Secondo quanto filtra dalla Prefettura Albano non è mai stata citata al tavolo.

Dura la replica dell'assessore ai rifiuti Massimiliano Valeriani: "Al termine di una riunione convocata dal Prefetto di Roma anche con la partecipazione dell’assessore ai rifiuti del Comune di Roma Katia Ziantoni e dell’amministratore della società Ama Stefano Zaghis, la Sindaca Raggi ha rilasciato dichiarazioni assurde sull'emergenza rifiuti, annunciando provvedimenti non comunicati alla riunione in Prefettura. Ennesimo segnale della drammatica confusione e approssimazione che regna in Campidoglio". 

Valeriani sottolinea come "in questi anni la  Regione Lazio ha aiutato Roma in tutti i modi, ma soprattutto in questi mesi ha tentato di evitare l'emergenza rifiuti nella capitale e si è fatta carico, con le altre province laziali, di accogliere e gestire i rifiuti romani. Questo perché l'amministrazione comunale in questi 5 anni non ha compiuto alcuna scelta che servisse a risolvere davvero la questione rifiuti, rifiutandosi di adempiere alle proprie competenze stabilite per legge. Il risultato è una città piena di rifiuti e una tassa, che pesa sulle tasche dei romani, tra le più alte in Italia a causa della necessità di conferire i rifiuti altrove, visto che Roma, la capitale d'Italia, non è autosufficiente. Senza contare la raccolta differenziata ferma da anni al 45%. Anche questa volta la Regione Lazio si assumerà le sue responsabilità accogliendo la richiesta unanime dei partecipanti alla riunione istituzionale di prorogare l'ordinanza che prevede il conferimento dei rifiuti romani nella discarica di Viterbo. Ora la Raggi dimostri di essere sindaco e individui i siti sul territorio comunale dove realizzare gli impianti necessari alla chiusura del ciclo dei rifiuti".

L'iniziativa della sindaca Virginia Raggi trova l'opposizione del sindaco di Albano Laziale Massimiliano Borelli: "E' qualcosa di inaccettabile. Se anziché andare avanti su un percorso istituzionale e di confronto per risolvere un tema delicato e complesso come quello dei rifiuti, si va a colpi di ordinanze, anche noi siamo pronti alle barricate e a rispondere con tutte le azioni legali necessarie". All'Adnkronos aggiunge: "Vorrei capire con quali poteri commissariali Raggi può fare un'ordinanza del genere. I poteri, a quanto mi risulta, li ha o il presidente della Regione o il Prefetto".

A difendere la sindaca l'assessora ai rifiuti Katia Ziantoni: "Già nel tavolo tecnico di oggi avevamo fatto presente al Prefetto che la ridotta capacità di trattamento degli impianti è legata all'assenza di sbocchi nelle discariche laziali e alle difficoltà tecniche ed economiche di avviare accordi fuori Regione. Le ipotesi di Roccasecca ed Albano, infatti erano già al vaglio degli Enti convocati presso il Ministero della Transizione ecologica. La stessa discarica di Civitavecchia esaurirà le volumetrie residue nel mese di agosto. Così un piano regionale dei rifiuti basato sullo smaltimento in discarica rimane con un solo impianto in tutta la Regione, quello di Viterbo. Virginia Raggi, come Sindaca della Città metropolitana interviene ora per l'inerzia della Regione Lazio e per l'inadeguatezza del suo piano dei rifiuti. Ricordiamo a Valeriani che nessuna Provincia è autonoma, così come non è autonomo alcun Comune. Il suo piano regionale, tra l'altro, prevedeva 36 mesi dall'adozione, avvenuta ad agosto del 2020, per raggiungere l'autosufficienza degli ATO, ovvero degli ambiti provinciali. Ma questi organismi, dopo più di 20 anni, non sono mai stati neppure previsti".

La discarica di Albano

Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Dire l'impianto di smaltimento della cittadina dei castelli romani è chiuso dal 2016 dopo un incendio che ha distrutto il tmb (che funionava in collegamento con la discarica), ha ancora volumetrie autorizzate fino al 2024 per 250.000 metri cubi ma in alcuni pozzi spia di quell'invaso i valori limite relativi alle concentrazioni degli inquinanti sarebbero stati superati e sarebbero ancora in corso alcuni rilievi dell'Arpa Lazio.


 

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