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Giovedì, 7 Luglio 2022
Politica

Roma lercia, per le strade muri di rifiuti. Ama scarica Raggi: “Azienda è vittima”

La Municipalizzata si dice “parte lesa” nell’emergenza rifiuti che sta dilagando in città: “Massimo sforzo ma pesa storica fragilità dell'assetto impiantistico autorizzato ed utilizzabile”

“Nell'attuale crisi del ciclo dei rifiuti di Roma e del Lazio, AMA è vittima e parte lesa”. Così l’azienda del Comune che si occupa di raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento dell’immondizia della Capitale scarica la sindaca Virginia Raggi.

Emergenza rifiuti, Ama scarica Raggi: “E’ il sistema che è fragile"

Si perchè se la società “ha messo in atto qualunque opzione e - parole di via Calderon de La Barca - cercato incessantemente tutte le soluzioni operative possibili andando, spesso, anche oltre i propri compiti di mero braccio operativo nei servizi di igiene urbana”, a mancare è sempre un solido sistema di gestione dei rifiuti. Roma non è autosufficiente, per chiudere il proprio ciclo deve rivolgersi altrove. Una dipendenza da terzi, oltre confine e che ai romani costa di più, che denota tutta la precarietà di un sistema lasciato in balia di se stesso. Anche negli ultimi cinque anni

Impianti mancanti, differenziata ferma e niente discarica

Ad inizio mandato della sindaca Raggi lo stop, senza alternative, al progetto degli Ecodistretti che era stato messo in piedi dall'ex giunta Marino e che forse, sul fronte impiantistico, avrebbero dato una mano. Niente biodigestori destinati a utilizzare l'umido, trasformando il rifiuto in ricchezza, "perchè - aveva spiegato il sindaco caduto per mano dei suoi - con gli scarti alimentari sarebbe stato prodotto gas". Differenziata ferma al palo: la percentuale in città sfiora appena il 46%, ben lontano da quel “70% entro il 2021” promesso dall’allora assessora ai Rifiuti, Pinuccia Montanari. In un lustro è cresciuta di appena tre punti. Troppo poco per accantonare i TMB. Il Salario è stato distrutto da un incendio, ad Ama resta solo quello di Rocca Cencia che il Campidoglio vuole trasformare in sito per il multimateriale. Al trattamento dell’immondizia di Roma ci pensano perlopiù i privati. Oggi i due TMB della E.Giovi a Malagrotta e quelli coinvolti negli accordi interregionali, domani Raggi punta su quello di Cerroni a Guidonia. Il nuovo impianto di trattamento meccanico biologico di Roma, previsto nell’area di Santa Palomba, è ben lontano dall’essere realizzato. E’ lo stesso per gli impianti di compostaggio di Cesano e Casal Selce, promessi nel 2017 arriveranno forse nel 2024. A Roma poi manca anche la discarica così la città esporta i suoi rifiuti: tra trattamento e smaltimento sono sei gli impianti sparsi per l’Italia che stanno aiutando la Capitale. 

Roma lercia, i medici avvertono: “Rischio sanitario”

Ma basta uno stop per gettare la Città Eterna nel caos più assoluto: lo sanno bene i romani che da giorni, interrotti i conferimenti a Viterbo e in Toscana, sono costretti a fare lo slalom tra muri di immondizia. “C’è il rischio sanitario” - avverte l’Ordine dei medici. Il Comune accusa la Regione, la Pisana il Campidoglio. Ama se la prende con la “storica fragilità dell'assetto impiantistico autorizzato ed utilizzabile dall'azienda o dai suoi fornitori”. Quello rimasto immutato per anni, con l’efficientamento ad essere una chimera così come il ciclo virtuoso dei rifiuti.  

Per i rifiuti di Roma mancano soluzioni a lungo termine

Non è colpa di Ama, dicono dai vertici dell’azienda. “Fin dall'annuncio dell'improvvisa e imprevista chiusura della discarica di Roccasecca, il 16 marzo scorso, AMA ha assicurato la più totale collaborazione a tutte le istituzioni coinvolte. Da allora, settimana dopo settimana, l'azienda ha dovuto riprogrammare le attività di raccolta sulla base della rimodulazione continua dei conferimenti agli impianti e dei flussi a valle. Con le ulteriori, ultime novità non positive dell'indisponibilità di un impianto di trattamento in Toscana e del guasto al TMB di Ecologia Viterbo, lo sforzo di tutte le maestranze è divenuto ancora maggiore e tutto il personale, dagli operatori ecologici agli autisti, tecnici e ruoli direttivi, sta dando il massimo per minimizzare le criticità e contenere gli effetti sui servizi erogati ai cittadini derivanti dalla mancanza di sbocchi per i rifiuti, che non dipendono in alcun modo dall'azienda. Proprio a partire dalla vicenda di Roccasecca, sono in corso indagini da parte della magistratura. Nel rispettoso riserbo e doveroso silenzio dovuti a vicende simili, poiché AMA viene ingiustamente additata da più parti come potenziale causa di questa situazione mentre è stata in ogni modo parte attiva e protagonista per scongiurare ogni possibile crisi, qualora si arrivasse in giudizio - hanno annunciato dal quartier generale della municipalizzata - l'azienda si costituirà come parte lesa, riservandosi di richiedere i danni subiti, per l'aumento dei costi sostenuti ed eventualmente anche per altri aspetti, all'esito del giudizio”. 

Sul versante operativo, promesso il massimo sforzo di uomini e mezzi nei vari quadranti cittadini. “Solo nei primi 21 giorni di giugno, pur in presenza delle citate limitazioni negli sbocchi di destinazione, l’azienda ha raccolto e avviato a trattamento circa 53mila tonnellate di rifiuti indifferenziati (oltre 2000 tonnellate in più rispetto all’analogo periodo dello scorso anno).  Anche sul fronte della raccolta differenziata proseguono i miglioramenti già evidenziati nel primo trimestre 2021. Nei primi cinque mesi dell’anno in corso sono state, infatti, raccolte in modo differenziato oltre 310mila tonnellate di materiali: circa 23mila in più (+8,1%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

Le ipotesi in campo: ritorno alla discarica di Roccasecca

Sul Campidoglio aleggia lo spettro del commissariamento, Raggi deve indicare la discarica. Nel mentre si lavora alla riapertura di Roccasecca e all’ipotesi di utilizzo dell’invaso di Albano Laziale. Intanto però fino a domenica resteranno a terra, sulle strade di Roma, almeno 1600 tonnellate di immondizia
 

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