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Sanità, Polverini: “Situazione attuale è così perché tutti rubano”

Bufera sulla sanità: pochi fondi, pronto soccorso sovraccarichi, manca il personale e i pazienti ne pagano direttamente le conseguenze e la vicenda arriva in Procura

La sanità romana e del Lazio arrancano: mancano i fondi e gli stipendi, le strutture chiudono, le eccellenze si contano sulle dita di una mano e a farne le spese più gravi sono i pazienti.
Dalla grave situazione dei Pronto Soccorsi romani, denunciati più volte e a più riprese da associazioni ed esponenti politici, sollevando il velo dell'organizzazione sanitaria regionale, si scoperchia un vaso di Pandora che libera i mali organizzativi.

“TUTTI RUBANO” - In modo un po' meno velato lo dice anche, nel corso della trasmissione Piazzapulita di La7, Renata Polverini nel corso della trasmissione Piazzapulita di La7 che, interrogata sulla situaizone sanitaria regionale e sul fascicolo aperto dalla Procura di Roma spiega che la sanità è nelle attuali condizioni "perché tutti hanno rubato, hanno usato i soldi della sanità per fare altro, diciamolo con chiarezza". “Mio padre è morto al San Camillo, e in quelle condizioni. Aveva 29 anni. Lo scambiarono per un anziano perché era stato malato un anno e mezzo. Io conosco quella struttura, ci vado sempre, se c'é un grido di dolore io lo raccolgo".

VITALIZI AI CONSIGLIERI - A chi le chiedeva se non sarebbe stato meglio girare sulla sanità in affanno il denaro per i vitalizi concessi agli assessori, Polverini ha risposto: "Sui vitalizi si è detto già troppo. E' stato fatto in un momento forse poco opportuno, ma quelle persone pagheranno un contributo come i colleghi del Consiglio regionale. Al S. Camillo è stato dato un appalto per i pasti poche settimane prima del mio arrivo a 30 euro contro la media regionale di 15, per sei anni. A Tor Vergata ho trovato un appalto a 23 euro per 9 anni. Questa è la condizione, al di là delle barelle" che mancano nei pronto soccorso.

IL SAN CAMILLO – Continua Polverini parlando del San Camillo: “Mio padre è morto al San Camillo, e in quelle condizioni. Aveva 29 anni. Lo scambiarono per un anziano perché era stato malato un anno e mezzo. Io conosco quella struttura, ci vado sempre, se c'è un grido di dolore io lo raccolgo".
"Mia madre si è operata al San Camillo, è stata nel corridoio – continua la presidente -. Io sono una persona come voi. Nessuno mi può dire che sono diversa, io faccio la strada come voi. Mia madre è stata in un corridoio, ero ragazza e l'ho assistita io. Conosco bene gli ospedali del Lazio. E conosco bene anche il Policlinico. Non stiamo qui per fare pagliacciate - ha aggiunto - io stando qui mi sono assunta delle responsabilità e ci sto mettendo la faccia. E' la mia vita" ha concluso.

OSPEDALI CHIUSI - "Sono stati chiusi il S. Giacomo e il Regina Margherita, qualcuno dice perché erano troppo centrali, altri perché erano in strutture di pregio, quindi probabilmente era utile dismetterli per farci altro - ha aggiunto -. Ho qui un articolo di giornale sui pronto soccorso con la gente in barella. E' del 2009. E' una situazione che ci portiamo dietro, è il frutto di anni di malasanità. Io non voglio incolpare nessuno". Polverini ha ricordato la situazione dei conti pubblici della Regione Lazio al suo arrivo, confrontandola con quella attuale, dopo i suoi provvedimenti.
 

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