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Emergenza casa, Regione e Comune incontrano i movimenti: al via censimento degli aventi diritto

Al centro la delibera approvata dalla giunta regionale nel gennaio scorso. Al tavolo, gli assessori alla Casa comunale e regionale Ozzimo e Refrigeri

Avvio del censimento del patrimonio da destinare all'emergenza abitativa e apertura, già a partire da questa settimana, di una serie di tavoli istituzionali per dare il via all'attuazione della delibera regionale sull'emergenza abitativa. È questo quanto scaturito questo pomeriggio da un incontro tenutosi nella sede della giunta della Regione Lazio sulla Colombo tra una delegazione dei movimenti per il diritto all'abitare e gli assessori alla Casa di Comune e Regione, Daniele Ozzimo e Fabio Refrigeri. Intanto fuori, qualche centinaio di persone ha presidiato il palazzo in attesa di conoscere l'esito dell'incontro.

Secondo quanto si apprende nel corso dell'incontro si è posto l'accento sulla condivisione totale delle parti della delibera regionale di gennaio sull'emergenza abitativa approvata lo scorso gennaio dalla giunta regionale del Lazio. Il documento si propone un piano straordinario per l'emergenza abitativa che ruota attorno al recupero del patrimonio immobiliare pubblico, a cominciare da quello regionale, sostenendo la rigenerazione urbana, e all'acquisizione di quello privato a prezzi calmierati per fronteggiare l'emergenza abitativa del Lazio, con particolare attenzione alla situazione della Capitale. Quel provvedimento prevedeva, entro 60 giorni dalla sua pubblicazione, e il termine sta per scadere, l'espletamento di una serie di adempimenti per gli enti coinvolti (Comune, Regione, demanio e le Ater), tra cui un censimento del patrimonio disponibile da destinare all'emergenza e un censimento degli aventi diritto. Ai tavoli in programma verranno coinvolti anche i Municipi interessati e il comandante dei Vigili urbani, Raffaele Clemente.

“Il primo incontro con Ozzimo ci sarà già questo giovedì” hanno spiegato i movimenti. In quella sede l'assessore metterà sul tavolo i dati relativi a cosiddetti 'punti 10', ovvero le famiglie in attesa di una casa popolare con il massimo dei punti, i numeri di chi abita i residence e quelli relativi alle occupazioni. Verranno confrontati gli elenchi a disposizione di Comune, Prefettura e movimenti per arrivare poi a un elenco condiviso di aventi diritto.

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