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Sicurezza stradale: il Campidoglio punta sul nuovo macchinario "tappa buche"

Asfalto ripristinato con una macchina che riscalda la pavimentazione e rigenera l'asfalto. E' la nuova frontiera "tappa buche" presentata dall'amministrazione

La guerra alla buche è cominciata. Ma non sarà soltanto l'esercito a combatterla. L'amministrazione cittadina ha infatti deciso di scendere in campo per tapparle attraverso una metodologia innovativa. Una macchina in grado di rigenerare a caldo il manto stradale. E' la nuova frontiera della sicurezza stradale che l'amministrazione pentastellata ha deciso di sperimentare.

L'intervento su via della Magliana

Gli interventi di riparazione, come annunciato per primo dall'assessore municipale Giacomo Giujusa, sono eseguiti dal Dipartimento Simu su strade di grande viabilità. Come nelle operazioni svolte in via della Magliana dove, l'assessora capitolina ai Lavori Pubblici Margherita Gatta ed il collega municipale Giacomo Giujuisa, hanno effettuato un recente sopralluogo. La visita dei due assessori ha offerto l'occasione per lanciare questa nuova modalità d'intervento sul manto stradale.

La nuova tecnologia

"Il macchinario – ha spiegato Margherita Gatta –  permette di effettuare dei ripristini integrali di circa 2 metri x 1, attraverso un processo di riscaldamento della pavimentazione la quale, portata alla temperatura di 180 gradi per una certa profondità, permette il riciclo integrale e la rigenerazione dell'asfalto presente. Questo, se necessario, viene integrato con altro asfalto. Viene poi aggiunto del bitume modificato e infine si procede alla battitura e riapertura al traffico".

Interventi garantiti massimo due anni

La soluzione prospettata, evita di procedere ad un più laborosio intervento di rifacimento del sottofondo stradale. Più complicato da realizzare, ma anche più duraturo visto che il macchinario tappa buche, intervendo sugli strati superficiali, garantisce ripristini la cui durata  ha riconosciuto Margherita Gatta, "arriva a due anni". Un risultato godibile nell'immediato, da mettere i campo "su tratti di strada compromessi in maniera non continuativa".

Le sperimentazioni del Campidoglio

La tecnologia appena presentata dal Campidoglio, non è la prima che viene sperimentata dal Campidoglio. A giugno del 2018 aveva fatto discutere la scelta di ricorrere ad una sorta di sigillante delle ormagliature, utilizzato anche negli aeroporti Stati Uniti. Vennero individuate due strade in territori dove, pochi giorni più tardi, si sarebbero svolte le elezioni municipali. Altrove invece si era proceduto ad investire su una macchina tappa buche. "Un camion sei volte più capiente del mezzo impiegato per spargere l'asfalto a caldo" aveva spiegato l'assessore ai Lavori pubblici del Municipio VII, dove il macchinario era stato impiegato.

L'emergenza buche

Nonostante le sperimentazioni messe in campo, le strade di Roma continuano a versare in pessime condizioni. L'emergenza è conclamata, visto che è stato chiamato in causa l'esercito. Gli uomini del genio militare saranno però ora affiancati anche dagli interventi, puntuali e sulla grande viabilità, messi in campo dal Dipartimento Simu. Come il caso di Magliana dimostra.

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