Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Affrancazioni, il Senato approva l'emendamento 'salva-venditori': ecco cosa cambia

Il provvedimento nel dl Fiscale. Dessì: "Eliminiamo un dramma sociale"

È stato approvato oggi pomeriggio in Senato l’emendamento al decreto legge Fiscale che “pone rimedio”, per usare le parole della consigliera regionale Roberta Lombardi, ai contenziosi tra privati in merito al prezzo di compravendita delle case realizzate in regime di edilizia agevolata. “Cerchiamo di eliminare un enorme dramma sociale intervenendo legislativamente là dove c’è stata una dimenticanza da parte dello Stato” ha spiegato il senatore M5S Emanuele Dessì illustrando l’emendamento in Aula. “Questo intervento cerca di eliminare questa stortura e di dare serenità e certezza amministrativa a queste famiglie” ha concluso Dessì. 

La vicenda è quella delle case costruite su terreni di proprietà comunale e con finanziamenti pubblici, destinate a particolari categorie sociali. Il fenomeno coinvolge circa 250 mila alloggi solo a Roma. Dopo la prima cessione a un prezzo agevolato, questi appartamenti sono stati venduti e rivenduti a prezzi di mercato. Il Comune rilasciava i nulla osta. I notai rogitavano. Nel settembre del 2015 una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione ha riconosciuto che il valore calmierato avrebbe dovuto seguire l’immobile.

Migliaia di famiglie si sono ritrovate proprietarie di alloggi pagati a prezzi di mercato ma dal valore ‘agevolato’. Gli acquirenti hanno così iniziato a fare causa ai venditori chiedendo indietro differenze che arrivano anche a 300 mila euro. Tutto questo nonostante dal 2011 la legge consenta l'affrancazione, ovvero il pagamento di una somma all'amministrazione comunale per 'liberare' l'immobile dal vincolo del prezzo.

L'emendamento va a modificare il comma 49-bis e ad aggiungere il 49-quater dell'articolo 31 della legge 448 del 1998. In particolare prevede che i vincoli per la determinazione del prezzo massimo di cessione per la vendita di questi alloggi possono essere rimossi “dopo che siano trascorsi almeno cinque anni dalla data del primo trasferimento” anche “a richiesta delle persone fisiche che vi abbiano interesse, anche se non più titolari di diritti reali sul bene immobile”. Questo, in sintesi, permette anche ai venditori iniziali, e non solo agli attuali proprietari, di versare al Comune i soldi dell’affrancazione e di liberare così l’immobile dai vincoli di prezzo. 

Questo, prevede l’emendamento, ha un effetto diretto anche sulle cause tra venditori e acquirenti. “L'eventuale pretesa di rimborso della predetta differenza, a qualunque titolo richiesta, si estingue con la rimozione dei vincoli ”. Non solo. “La rimozione del vincolo di prezzo massimo di cessione comporta altresì la rimozione di qualsiasi vincolo di natura soggettiva (i requisiti, tra cui quello del reddito, richiesti per la sottoscrizione delle convenzioni con il Comune, ndr)”. Il provvedimento avrà valore retroattivo, ovvero si applica “anche agli immobili oggetto dei contratti stipulati prima dell'entrata in vigore del presente articolo”. La legge 448 del 1998 verrà modificata entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge. 

Dessì su Facebook ha commentato: "L’emendamento SalvaFamiglie al centro del dibattito delle ultime settimane è stato finalmente approvato dal Senato. Abbiamo fatto un grande lavoro. Voglio ringraziare i gruppi politici che lo hanno votato, il #M5S che lo ha sostenuto, comitati e associazioni, cittadini, ordini professionali, avvocature e tutti coloro che hanno contribuito".

All'emendamento hanno lavorato sia deputati e senatori del M5S, Emanuele Dessì e Emiliano Fenu in primis, sia il Movimento locale. Un "lavoro corale", come ha spiegato lunedì sera, dopo il via libera in commissione Finanze al Senato, il senatore M5S Ugo Grassi su Facebook: "Con emozione posso rendere pubblico il testo dell'emendamento con cui il M5S è intervenuto per risolvere una vicenda tragica innescata da un caos legislativo e giudiziario. Desidero sottolineare che la norma che domani andrà in aula è il frutto di un lavoro corale. In ordine sparso (e chissà quanti ne dimentico): Donatella Iorio, Roberta Lombardi, Emanuele Dessì, Emiliano Fenu. Quindi, vi prego, non ringraziate solo me. Avevo dimenticato di citare anche Pietro Calabrese". 

Attacca il sindacato Asia Usb, che da anni segue la vicenda dei piani di zona nella Capitale: "Questo emendamento è una sanatoria per alcuni dirigenti capitolini e regionali e per alcuni notai. Non per i cittadini. Per anni alcuni dirigenti capitolini non hanno vigilato sui piani di zona, sulle fideiussioni, sugli oneri concessori, sulle urbanizzazioni, sui prezzi massimi di cessione ecc, dopo aver fatto finta di non vedere tutto ciò con alcuni provvedimenti ad hoc rilasciavano nulla osta ad ignari cittadini dichiarando che potevano vendere. Quindi, ignari cittadini a causa di questi meri errori, rogitavano con alcuni notai che senza prezzi massimi di cessione e senza le formalità prescritte dalla legge avallavano le vendite". 

Il decreto legge, una volta approvato in Senato, passerà alla Camera.

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