Piani di zona, un emendamento al Milleproroghe apre al blocco degli sfratti

L'emendamento riguarda interventi oggetto di revoca dei finanziamenti, decadenza delle convenzioni o richieste di rinvio a giudizio in un procedimento penale

Una protesta antisfratto nei piani di zona

Un emendamento al decreto Milleproroghe, in discussione in questi giorni alla Camera, apre al blocco degli sfratti nei piani di zona. Il testo prevede infatti che l’autorità giudiziaria possa sospendere i procedimenti di sfratto in quelle abitazioni costruite in edilizia agevolata in interventi edilizi dove sono stati avviati procedimenti di decadenza delle convenzioni da parte del comune o di revoca del finanziamento da parte della regione.

Non solo. La stessa possibilità è prevista anche per gli appartamenti costruiti da cooperative o società private per le quali pende una richiesta di rinvio a giudizio in un procedimento penale. L’emendamento era stato inizialmente giudicato inammissibile in sede di commissione e poi riammesso per ricorso di uno dei proponenti, il deputato di Leu, Stefano Fassina, che lo ha presentato insieme ai parlamentari del M5S Elisa Tripodi, Valentina Corneli e Anna Macina.

Nella Capitale il provvedimento era atteso. Se negli anni molti quartieri sono finiti sotto la lente della magistratura, sono diverse ormai anche le procedure di decadenza delle convenzioni avanzate dal Campidoglio e anche la Regione ha iniziato ad avviare alcune revoche dei finanziamenti. Spesso però queste situazioni non si traducono in uno stop alle procedure di sfratto per gli inquilini che vivono in queste case, anche se le violazioni riscontrate riguardano proprio i prezzi di affitto o di vendita delle abitazioni o le modalità con cui sono state assegnate.

“Un piccolo, grande passo avanti per i diritti delle famiglie nei piani di zona”, scrivono in una nota congiunta il deputato Fassina e Roberta Lombardi, presidente M5S della Commissione Speciale sui Piani di Zona in Regione Lazio. “Per migliaia di famiglie truffate da cooperative di banditi e dei loro complici nelle amministrazioni va garantito almeno il diritto a vivere nella casa che hanno comprato. Ora, Comuni e Regioni devono concludere al più presto i procedimenti di decadenza o revoca della convenzioni”.

Esulta il sindacato Asia Usb che da ormai dieci anni porta avanti una battaglia sindacale e legale nei piani di zona: “Si tratta di un provvedimento richiesto e sollecitato da noi insieme all’avvocato Vincenzo Perticaro, che corrisponde all’impegno assunto durante l’incontro pubblico avvenuto il 9 dicembre scorso nella sede del Consiglio regionale del Lazio a cui hanno partecipato tra gli altri l’assessore regionale alla Casa, Massimiliano Valeriani, e Roberta Lombardi”, le parole di Angelo Fascetti. “Questo provvedimento è un importante strumento per fermare gli atti di ingiustizia, come l’illegittima messa all’asta degli alloggi già pagati dagli inquilini per tutelare gli interessi delle banche e non quelli pubblici, con l’esborso di centinaia di milioni di euro dati a fondo perduto per favorire la soluzione all’emergenza abitativa”.

“Il segnale che viene dal Parlamento è forte”, commenta Massimo Pasquini segretario nazionale di Unione Inquilini. “Adesso però per ottenere un pieno risultato e fare in modo che siano effettivamente sospesi tutti gli sfratti a Roma e in Italia bisogna muoversi verso il Prefetto affinché quanto previsto venga applicato”.

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Quello che dispone la possibilità di uno stop agli sfratti, non è l’unico emendamento al Milleproroghe, avanzato dal deputato dem Fabio Melilli, che riguarda i piani di zona che è stato approvato. Come spiega in una nota l’assessore alle Politiche abitative e all’Urbanistica, Massimiliano Valeriani,  ne è stato approvato anche uno che riguarda “lo sblocco delle risorse destinate al completamento dei piani di zona già esistenti”. In particolare, spiega nella nota, “l'emendamento fortemente sostenuto dalla Regione Lazio consente a decorrere dal prossimo mese di aprile di impiegare i fondi non utilizzati per promuovere la predisposizione di programmi diretti al completamento delle infrastrutture e delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria dei piani di zona nelle periferie delle città”. In totale si tratta di 56 milioni di euro. 

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