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"Zingaretti sarebbe un bravissimo sindaco di Roma": la proposta degli ex renziani

Dario Nardella, sindaco di Firenze: "È un bravissimo amministratore, ha fatto molto bene il presidente della Regione". Replica Foschi (vicesegretario del Pd Lazio): "Nardella pensi a Firenze"

Nicola Zingaretti candidato sindaco di Roma? "Io ce lo vedrei benissimo. È un bravissimo amministratore, ha dimostrato di fare molto bene il presidente della Provincia di Roma e della Regione Lazio". A dirlo, a una settimana dalle dimissioni di Zingaretti da segretario del Partito democratico, è il primo cittadino di Firenze Dario Nardella a Rai News 24. Non un dem qualunque ma un esponente di Base riformista, corrente di ex renziani facente capo a livello nazionale al ministro Lorenzo Guerini, tra i più critici nei confronti dell'ex segretario per la sua ferma volontà di portare avanti un'alleanza strutturale con il M5s. 

Zingaretti candidato sindaco? Cosa c'è di vero

"Roma è una delle città più importanti del mondo - ripete il sindaco fiorentino - in altri Paesi europei i sindaci delle capitali sono leader nazionali politici, diventati anche primi ministri come Antonio Costa in Portogallo. Sarebbe una grandissima risposta del Pd alla grande sfida di Roma". Un tentativo di escluderlo rapidamente dall'agone interno al partito? Così sembrano interpretarlo i vertici democratici sul territorio. "Ci chiediamo perché Dario Nardella ogni tanto non pensa a fare il sindaco di Firenze. Ce n'è bisogno e sarebbe meglio che occuparsi dei destini degli altri e di altre città" replica un piccato Enzo Foschi, vice segretario del Pd Lazio.  

D'altronde non è la prima volta che Base riformista solleva l'idea di Zingaretti in corsa per lo scranno più alto del Campidoglio. La ritroviamo in una recente intervista rilasciata a RomaToday dalla deputata romana Patrizia Prestipino: "Zingaretti sarebbe un ottimo candidato. A Roma è stimatissimo ed è capace di dialogare con tutti: ricordo che è stato il primo, in regione Lazio, con il patto dello scarpone, a stringere accordi anche con la destra". 

Già, e l'ipotesi esiste eccome. Era già circolata in autunno ma allora venne subito spenta dallo stesso governatore. Oggi le condizioni sono cambiate, e oltre a non avere più gli oneri da segretario del Pd, le elezioni sono slittate al prossimo autunno e c'è tutto il tempo di organizzare il nuovo disegno. Zingaretti piacerebbe a molti elettori romani di centrosinistra che già fanno il tifo per una discesa in campo. Così la possibilità è riemersa nel momento esatto dell'annuncio di dimissioni dal Nazareno, qualcosa in più di una semplice suggestione, nonostante il governatore del Lazio abbia per il momento accantonato, almeno a parole, la possibilità. 

"Fare il sindaco di Roma è una cosa bellissima, non è il mio obiettivo, per ora faccio il presidente della Regione" ha detto intervistato da Barbara D'Urso, nel salotto pop di Canale 5 dove l'ex segretario ha scelto di parlare rilanciando l'immagine di politico "vicino al popolo". Ed è quel "per ora", emerso poi in più dichiarazioni, che lascia comunque uno spiraglio aperto alla possibilità che alla fine, davvero, il cerchio si stringa sul suo nome nella scelta del candidato sindaco per la Capitale. Alternative? Resta aperta la possibilità dell'ex ministro Roberto Gualtieri. Un profilo che mette d'accordo tutti o quasi, un dialogo già avviato per un nome spendibile che avrebbe dato la sua disponibilità almeno in via ufficiosa. Nulla di certo comunque, il quadro potrebbe rapidamente cambiare. 

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