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Tobia Zevi

Tobia Zevi

INTERVISTA | Tobia Zevi: "Pronto a primarie con Gualtieri". Poi l'idea: "Nel mio programma un 'sindaco della notte'"

Tra i candidati ancora in corsa per le elezioni primarie del centrosinistra (se verranno confermate), Tobia Zevi lancia a RomaToday una delle proposte contenute nel suo programma elettorale: il "sindaco della notte"

Che l'ex ministro Roberto Gualtieri sia il candidato preferito dai vertici del Partito democratico, pronto (salvo sorprese) a scendere in campo per la conquista del Campidoglio non lo spaventa. Dà per scontate le primarie e pensa comunque di potersela giocare. Tobia Zevi, classe '83, diversi incarichi politici dalla provincia di Roma alla presidenza del Consiglio sotto Paolo Gentiloni, promotore nel 2016 dell'osservatorio "Roma puoi dirlo forte", sogna il Campidoglio e si prepara da mesi. A RomaToday lancia una delle proposte più interessanti del suo programma elettorale: il "sindaco della notte", una figura istituzionale che si occupi di tenere aperta la città anche al calar del sole. Insomma, che la gestisca "dalle 22 alle 6". Per una metropoli che non dorma mai su modello delle grandi capitali europee, con annessi e rilevanti introiti economici.  


Cosa pensa della (quasi) discesa in campo dell'ex ministro Roberto Gualtieri come candidato sindaco? 

Da mesi vado ripetendo che Roma deve essere al centro dell'agenda politica nazionale, sia nell'interesse dei cittadini romani che del nostro Paese. In questo senso non posso che essere soddisfatto della discesa in campo di una personalità di calibro nazionale come quella di Gualtieri, dirigente politico autorevole. Ora vorrei che al più presto fossero indette le primarie, non vedo l'ora di sfidarmi con lui e altri candidati su progetti e idee per Roma. 

Dà per scontato che ci saranno primarie quindi? 

Sto a quello che hanno stabilito i partiti nei loro organismi. Le primarie si faranno perché sono utili alla città. Devono essere le persone a scegliere programma, squadra e candidato.

Con un nome così forte come quello di Gualtieri, c'è chi tra i candidati teme che le primarie siano quasi una formalità. 

No non credo questo, non basta il curriculum per vincerle, né per vincere le elezioni, serve tanto lavoro fatto per le strade e tanta curiosità nei confronti degli abitanti di Roma. Quindi in questo senso sono fiducioso del percorso da me fatto in questi anni. Un lavoro che nel momento delle primarie sarà uno strumento potente per raccogliere consenso. Dopodiché rimane vero un principio fondante delle primarie stesse: ci si confronta per eleggere il candidato, poi un minuto dopo si fa tutti squadra per sconfiggere le destre e Virginia Raggi. 

Al netto delle dinamiche politiche nazionali delle ultime settimane che hanno accentrato il dibattito, di fatto la discussione su Roma da parte dei candidati che in autunno si erano resi disponibili alle primarie sembra essersi silenziata negli ultimi tempi. Non trova?

Questa è una città che non è amata dalle classi dirigenti, né nazionali né locali. Fare il sindaco è sembrata finora più una rogna che un onore, e questa è la ragione fondamentale del mio impegno pubblico su Roma. Dobbiamo combattere questo tipo di atteggiamento. Fare il sindaco è un onore, bisogna conoscere e amare la città, la questione romana è un'urgenza dei cittadini romani che vivono continui disagi causati da servizi che non funzionano ma è anche la sfida di un Paese che si deve ricostruire.

Nel suo programma elettorale c'è un punto in particolare che desta curiosità. Parla di istituire un "sindaco della notte". Ci spiega meglio?

Ho pensato proprio a una figura dedicata. Un assessore alle notti di Roma. Ritengo che ragionare sulla gestione delle notti romane sia necessario per due aspetti. Da una parte fornisce risorse economiche alla città, e dall'altra lancia un messaggio a ragazze e ragazzi: ci stiamo occupando di voi. Sogno una città che non dorme mai. Su modello di Amsterdam, Londra, Parigi, Berlino. 

Un po' un'utopia se guardiamo oggi a come può degenerare talvolta la movida notturna... 

Ma è esattamente gestendo la notte che inverti la rotta. Serve una gestione a 360 gradi. Immagino una figura istituzionale dedicata, come se fosse un assessore dalle 22 alle 6. Eventi culturali, musica, bar e attività di ristorazione aperte. Ovviamente dobbiamo evitare il degrado, gli schiamazzi, magari localizzando alcune attività più impattanti in zone meno abitate da riqualificare, gestendo in parallelo la pulizia e garantendo il rispetto delle norme. 

Una città "aperta" di notte?

Esatto, che parli a una tipologia di turisti che non sia solo quella che viene nella Capitale per vedere il Colosseo. Parliamo di potenziali introiti economici stimati in circa 150 milioni di euro l'anno, che puoi poi ovviamente investire nei servizi alla città. Se pensiamo alla Roma degli anni 2000 ricordiamo un'energia, una vibrazione particolare data dalle continue iniziative culturali aperte anche e soprattutto ai giovani. Oggi quell'energia non esiste più. Dobbiamo impegnarci per ricostruirla. 

Ci dice altri due punti prioritari del suo programma?

La liberalizzazione del trasporto pubblico locale. Quindi divisione della città in lotti e loro messa a gara togliendo quindi il monopolio ad Atac. Altra questione fondamentale: il conferimento di Ama in Acea, per la parte industriale del ciclo dei rifiuti. 

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