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Elezioni Roma, il sondaggio BiDiMedia: bene Gualtieri e Calenda, giunta Raggi bocciata. Male il centrodestra

Voti di lista, coalizioni e scenari nella consultazione promossa da BiDiMedia: “Gualtieri e Calenda i più forti. Al centrodestra serve un nome"

Roberto Gualtieri vincente al primo turno e a tutti i ballottaggi. Virginia Raggi che tiene al primo, ma perdente negli scontri al secondo turno sia con Gualtieri sia con Calenda. Male, malissimo il centrodestra - testato ad oggi con il candidato più accreditato, Andrea Abodi - perdente sia al primo turno che al secondo. Sono questi i dati principali del sondaggio promosso da BiDiMedia che ha indagato i diversi scenari, al momento tutti in divenire, delle prossime elezioni amministrative della Capitale.

Spiega BiDiMedia, associazione che ha realizzato il sondaggio su una base di rispondenti da 1700 cittadini del comune di Roma: “La corsa per il Campidoglio vede tutt'ora un quadro politico non definito sia per quanto riguarda i candidati sia riguardo alle possibili coalizioni. Abbiamo quindi selezionato, per poter realizzare il sondaggio, uno scenario di base ritenuto ad oggi solo il più probabile tra i tanti possibili, consapevoli che potrà mutare anche in maniera significativa”.

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Primo Turno

Ballottaggio facile e “sostanzialmente scontato” per il centrosinistra a Roma, se il fronte progressista sceglierà di schierare l’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Il docente di storia, misurato al 26,3%, stacca di due punti Virginia Raggi al primo turno (24,5%) che a sua volta è un pelo sopra il candidato del centrodestra – per ora, ipotizzato in Andrea Abodi che si ferma al 23,6%. Assai più distante Carlo Calenda con quasi il 16% dei consensi e a seguire i candidati più piccoli: Elisabetta Canitano per l’area di Potere al Popolo e Monica Lozzi per REvoluzione Civica, rispettivamente al 2,3 e al 2,1%.

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Secondo turno

Il dato del secondo turno è lampante: Virginia Raggi vince solo contro il candidato del centrodestra, e vince male, con una vittoria sul filo 51-49, non immune quindi dal margine di errore. In tutti gli altri casi, se al ballottaggio arriva un candidato del centrosinistra, la partita pare avere un esito scontato. E questo vale sia nel caso di Roberto Gualtieri che nel caso di Carlo Calenda. Se il primo arriva al ballottaggio contro il centrodestra, c’è un effetto marea e una vittoria 67-33. Se Gualtieri arriva al secondo turno contro Virginia Raggi, il risultato è 64-36. Se Calenda arriva al ballottaggio contro la Raggi, vince 60 a 40, e se il suo sfidante è il candidato del centrodestra vince 66 a 34. E se lo scontro fosse Gualtieri – Calenda? Vincerebbe l’esponente PD per 54 a 46. 

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Voto alle liste

Solido il consenso delle forze del centrosinistra, con il PD misurato al 19% e le due liste della sinistra – l’area di Liberi e Uguali e Liberare Roma – appaiate con risultati del 3,5%; i Verdi all'1,2% e DemoS e Volt poco sopra lo 0.5. Le liste appaiate ai candidati di estrema sinistra - Roma Città Pubblica con Elisabetta Canitano per Potere al Popolo e La Roma che Vogliamo radunata intorno a Paolo Berdini - sono rispettivamente all'1,8% e all'1,5%. 

L’area liberal-centrista vede Azione significativo in città, con oltre il 5% dei consensi, seguito da Italia Viva al 3,4% e +Europa / Radicali al 2%: ciò che spicca è che Carlo Calenda, forte del voto di opinione, è ben sopra il voto di lista della sua area.

L’ex ministro dello Sviluppo Economico accoglie infatti diversi voti da Forza Italia e dall’area ipotizzata intorno ad Andrea Abodi; in città il partito nettamente più rappresentativo del centrodestra è Fratelli d’Italia che raccoglie un lusinghiero 17%; segue la Lega, sorprendente, all’8,2% e Forza Italia molto più staccata al 4,2%.

Il Movimento Cinque Stelle non è particolarmente distante da Virginia Raggi, si ferma un punto sotto la sua candidata sindaca al 23,2%, con qualche sottrazione di voti dalla lista di Monica Lozzi che è pesata al 2%. Appare irrilevante, in questo momento, la candidatura di Vittorio Sgarbi con la sua Rinascimento che non va oltre l’1%.

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Voto per zone

BiDiMedia offre inoltre anche una disaggregazione geografica del voto, con la coalizione progressista largamente intesa che è in vantaggio in tutta la città e in grado di fare molto bene nel centro storico e in tutta l’area est, sue piazzeforti storiche; il centrodestra è forte a Roma nord e Roma ovest mentre in tutta l’area sud, dal litorale all’Eur all’ardeatino, prevale il Movimento 5 Stelle.

Interessante e da tenere d’occhio, soprattutto per il centrosinistra, il comportamento dentro e fuori il Raccordo Anulare: la circonvallazione è una grande muraglia. Il fronte progressista lì si ferma e fuori dall’anello sono sempre più forti Virgina Raggi e il candidato del centrodestra, con sette-dieci punti di scarto rispetto al Partito Democratico e ai suoi alleati. La battaglia storica del PD per la riconquista delle periferie è insomma tutta da giocare, mentre gli elettori di Carlo Calenda risiedono, senza sorprese, in un’area intermedia fra il centrosinistra e il centrodestra: nella città storica e a Roma nord-ovest.

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Giunta Raggi bocciata (promossa solo dagli elettori m5s)

La giunta di Virginia Raggi incassa la fiducia con maggioranze bulgare (98%) solo dagli elettori del Movimento Cinque Stelle. Per il resto il giudizio è generalmente negativo: il 32% degli elettori del Comune di Roma le dà un giudizio positivo e il 68% un voto negativo, intendendosi qui un voto da 5 e più contro un voto da 0 a 5. Interessante vedere come la sindaca sia peggio valutata dagli elettori del fronte moderato (le arrivano solo il 10 e il 12% di giudizi positivi dagli elettori di centrodestra e di Carlo Calenda) che dagli elettori del polo progressista, che la promuovono 24 contro 76.

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Il centrodestra

Confermata intanto la partita a due per il candidato del centrodestra con un netto vincitore: gli elettori del polo conservatore pensano che il nome giusto sia quello di Guido Bertolaso (36%) mentre Andrea Abodi si ferma al 21% e non infiamma. Staccato Fabio Rampelli al 13%, ma un elettore su 5 ancora non sa e non si esprime. Giorgia Meloni, pesata al 4%, viene oggi percepita come una figura più nazionale, fuori luogo ormai nella corsa per Roma.

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Primarie centrosinistra

Le ipotetiche primarie del centrosinistra, se c’è Roberto Gualtieri in campo, non vedono partita, con l’ex ministro proiettato al 41% dei consensi contro il 17% di Giovanni Caudo, il 13% di Monica Cirinnà, l’11% di Amedeo Ciaccheri e il 6% di Tobia Zevi. Ultima, al 4%, Sabrina Alfonsi. Osserva BiDiMedia che i candidati "piccoli", sebbene poco conosciuti, possono contare su sacche di consenso che possono fare la differenza ai gazebo. 

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Vale la pena osservare anche la tendenza dei cosiddetti scenari unitari. Se Carlo Calenda si ritira in favore di Roberto Gualtieri, una parte degli elettori del leader di Azione tornano in area Forza Italia, e il ballottaggio è fra il centrosinistra (35%) e centrodestra (27,6%), con Virginia Raggi forte solo dei suoi consensi al 26%. Se è invece Carlo Calenda a guidare il fronte unitario del centrosinistra, conserva parte degli elettori moderati che vogliono sceglierlo e il ballottaggio è fra lui (35,4%) e Virginia Raggi al 27,6%, raggiunta a sua volta da alcuni elettori di centrodestra disposti a votare per lei. In questo scenario è il centrodestra a rimanere al 25,7%

I commenti di BiDiMedia

Secondo l’istituto BiDiMedia “in generale, al secondo turno, buona parte degli elettori dei candidati esclusi è indecisa su cosa fare, persino se andare a votare o meno. Questi invece i principali flussi di voto tra coloro che voterebbero al ballottaggio anche se il candidato scelto al primo turno non vi accedesse: gli elettori di Gualtieri scelgono di votare in buona percentuale Calenda; almeno un terzo voterebbe per Raggi. In pochi sceglierebbero Abodi. Gli elettori di Virginia Raggi scelgono di votare per Gualtieri senza problemi; con un po' più di difficoltà votano anche Calenda, ma in pochissimi sceglierebbero Abodi. Gli elettori di Calenda votano quasi in massa Gualtieri e preferiscono Abodi alla Raggi. Infine, gli elettori di Abodi votano Calenda senza problemi e Gualtieri con qualche difficoltà in più, ma quasi nessuno sceglie Raggi”.

“Tutto ciò considerato”, continua l’istituto, “Gualtieri e Calenda appaiono i candidati più forti. Il grande ostacolo per loro è arrivare al secondo turno, soprattutto per quanto riguarda il candidato liberale. Virginia Raggi è invece molto debole in quanto apprezzata solo dal proprio elettorato, così che al secondo turno il voto di tutte le altre forze politiche si polarizza contro di lei. Simile esito per Abodi, ma probabilmente per motivi diversi (scarsa conoscenza del candidato). Cosa possono fare gli schieramenti per assicurarsi uno dei due posti del secondo turno? Se da un lato il Centrodestra potrebbe trovare un candidato più conosciuto o convincente, dall'altro il Centrosinistra potrebbe puntare ad una candidatura unitaria (magari attraverso le primarie) per accedere, senza alcun rischio, al ballottaggio, il cui esito appare, al momento, piuttosto scontato a favore della coalizione progressista”. 


 
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