Tommaso Caldarelli

Opinioni

Tommaso Caldarelli

Giornalista RomaToday

Sinistra unitaria, dai partiti non la si scampa

Cosa è un partito nel 2020, in particolare a Roma? In realtà lo sanno pochi. In meno sanno a cosa serva. Di certo però, dai gruppi organizzati di consenso, non la si scampa. Non l’ha scampata Giovanni Caudo che aveva proposto con la sua “Roma Futura” un perimetro per la sinistra unitaria; un fraseggio, quello contenuto nel documento del minisindaco-urbanista, che appariva da subito francamente indigeribile per i rappresentanti di forze più “organizzate e strutturate”. “Nella lista comunale non ci devono essere esponenti politici che svolgono il ruolo di segretari di partito, funzionari di partito, leader di movimenti politici, o coloro che hanno svolto due mandati di rappresentanza nelle assemblee elettive nei diversi livelli istituzionali”: davvero troppo per chi fa politica a Roma da oltre vent’anni.

Voci più moderate come quella del segretario di Sinistra Italiana Roma Adriano Labbucci incalzavano: “Direi che su questo tema quantomeno bisogna scegliere insieme”. Ma in una riunione di coalizione il coordinamento della campagna per Gualtieri ha fatto presente che il testo da cui si partiva era quello Caudo e la maionese, da quel momento in poi, ha iniziato a crescere di giri.

Chi li frequenta sa che oggi – ed è in larga parte vero – i partiti sono organizzazioni e comunità dedite principalmente alla tutela degli iscritti, degli equilibri interni e delle rendite di posizione. Tuttavia, ammesso che questa descrizione deteriore non debba essere smussata, pretendere di scavalcare un dato di realtà con dei documenti programmatici rischia di risultare un esperimento naive. In tempi non sospetti su Roma Today, prefigurando il percorso della lista unitaria, chi scrive aveva provato a sottolineare che la precondizione sarebbe stata un accordo a monte, nazionale addirittura, sulle quote di rappresentanza. Il tempo sembra averci dato ragione.

Sfortunatamente appare che Giovanni Caudo abbia mostrato il fianco. Con i toni loro propri, i guerriglieri di Amedeo Ciaccheri lo possono accusare di “rottamazione e grillismo” fuori tempo massimo. L’azione costante nell’ultimo quindicennio di gruppi di attivisti, centri sociali, esponenti di partito, classi dirigenti ha d’altronde saputo costruire coaguli di consenso che, al momento giusto, possono essere mobilitati. Di questo bisogna occuparsi, altrimenti, come si è visto, saranno queste organizzazioni a sottolineare la propria esistenza a chi tenta di dimenticarla.

Che spazi rimangono? Pochi, appare. La lista della sinistra unitaria si farà e avrà una struttura federale. Giovanni Caudo non comporrà la sua lista: o troverà ospitalità in una diversa compagine politica o metterà in conto di tornare a fare il professore di urbanistica, aspettando di vedere se Roberto Gualtieri conquisterà il Campidoglio. Gli va dato atto di due cose: primo, non sono moltissimi gli uomini liberi che, se capita e se quel che propongono non si radica, possono tornare a lavorare; secondo, la sua iniziativa ha comunque prodotto la lista unitaria della sinistra, anche se “per negazione”. Che nessuno sia profeta in patria, questo Caudo lo sa già.

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