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Elezioni Comunali Roma 2021

Rossella Muroni: "La Roma a rifiuti zero non è quella della Raggi. Io candidata alle primarie? Non dico no"

Intervista alla deputata romana già in LeU, oggi in Facciamo ECO: “La cura del verde è un problema in tutte le città, sì ai partenariati pubblico-privati. Il Tevere? Deve essere un’occasione”

Già presidente nazionale di Legambiente, deputata eletta con Liberi e Uguali e oggi promotrice dell?iniziativa Facciamo ECO in Parlamento, Rossella Muroni è romana e orgogliosamente di Settebagni. Fra le sponde del Tevere, i problemi del servizio giardini e la Roma città agricola, Roma Today le ha chiesto se correrebbe alle primarie. La risposta non è no.

Onorevole Muroni, si è parlato molto del tema della pista ciclabile sugli argini del Tevere. Senza entrare nel merito stretto della polemica, alcune associazioni hanno notato che il punto sia costruire un corretto rapporto con il fiume nella sua globalità. Un suo commento su questo.

Rifiutare di costruire un rapporto con il proprio fiume non è mai una buona idea. Oggi il Tevere viene percepito come un luogo brutto, degradato, non piacevole da frequentare come invece dovrebbe essere. E? noto che Parigi e altre capitali europee hanno fatto della riqualificazione dei fiumi e degli argini degli esempi di buone pratiche di rigenerazione urbana e di nuova socialità. Il legame fra Roma e il Tevere è stato invece negato, per dire il vero non solo negli ultimi cinque anni. Per le città i fiumi sono luoghi simbolici e i simboli si possono costruire in maniera negativa o in maniera positiva, direi che dobbiamo scegliere la seconda strada.  

L?Assemblea Capitolina ha approvato una food policy per il Comune di Roma, all?unanimità. Le sembra un valore aggiunto?

Certo, è una scelta assolutamente centrale. Sappiamo che Roma è un comune agricolo e questo può e deve essere davvero essere un asset per l?economia, per la buona salute e per costruire il racconto per la capitale in maniera diversa. Sarebbe molto interessante poi il collegare l?alimentazione dei nostri bimbi nelle mense scolastiche con l?attività agricola cittadina e dell'hinterland.

Sappiamo che Roma ha diverse criticità sulla manutenzione del verde, partendo dalla dotazione dei servizi giardini fino all?ampiezza delle aree tutelate. E? un problema comune a molte metropoli. Come si può intervenire?

Come diceva, certamente è un tema che riguarda le grandi città. Nell?ambito dei progetti attuativi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza ho proposto che le 14 aree metropolitane diventino aree laboratorio per la politica ambientale e le politiche di vivibilità. Roma potrebbe vivere dei suoi spazi verdi e per questo bisogna lavorare sulle dinamiche dell?abbandono e del degrado delle stesse. Ricordo su questo che c'è stata una delibera più volte respinta in Assemblea Capitolina in cui si sostenevano i cittadini e i comitati che volevano lavorare sul verde pubblico, andando a costituire anche delle startup in ambito ambientale. Non vedo perché dovrebbe essere un problema che sulla cura degli spazi verdi urbani possa nascere anche una piccola economia di natura locale.

Potrebbe esserlo per un?impostazione di sinistra un po? più ?ortodossa?, magari, che pensa che di certe cose si debbano occupare i servizi pubblici.

E io infatti non sono d'accordo, su questo e su altro ho una visione molto più pragmatica. Pubblico e privato possono e devono convivere, al pubblico deve spettare il controllo e la gestione delle regole, il privato può sviluppare forme di aggregazione anche privata che sviluppi come dicevo anche un piccolo business costruito sulla base di regole e trasparenza.

Facciamo ECO, un nuovo gruppo parlamentare con dentro diverse anime, da quelle ambientaliste a parti di cultura radicale. Di che si tratta?

Direi che è il tentativo di essere utili all'interno del Parlamento con una componente iniziale dall'identità ecologista che parli di ecologia e di economia; un primo passo per costruire sotto l'egida dei Verdi europei una forza ambientalista che sia all'altezza del momento storico. Vogliamo anche in Italia una forza come i Verdi tedeschi che nei sondaggi appare capace di superare la CDU di Angela Merkel. All?ecologismo nostrano manca una linea, una traccia e una vocazione euromediterranea; oggi il movimento verde è un patrimonio soprattutto dei paesi dell?Europa Settentrionale. Dobbiamo trovare la nostra via.ù

Sarete già presenti alle elezioni amministrative in programma a settembre?

Onestamente non credo. Quello che stiamo facendo è ragionare sulle sfide amministrative, su quali personaggi appoggiare e quali profili sostenere. Vogliamo che la scadenza elettorale, questo certamente, sia nel segno dell?ambientalismo.

Di qui una domanda che ci sembra ineludibile. Lei è romana, donna di sinistra, da sempre ecologista: il profilo perfetto per le primarie. Ci sta pensando?

?non le nego che ci penso, e non da adesso. Chiunque fa politica a Roma ha penso il dovere di misurarsi almeno mentalmente con l?ipotesi di governare la propria città. Credo che però adesso non ci siano le condizioni, partecipo e seguo il tavolo del centrosinistra ma confesso qualche perplessità sul fatto che le primarie possano celebrarsi nel contesto di una pandemia. Io sono originaria e vivo da sempre orgogliosamente a Settebagni, questo mi aiuta a rimanere agganciata alla realtà; se a Settebagni si monta un gazebo bianco i cittadini penseranno che ci siano i vaccini contro il Covid, non che si fanno le primarie. Non credo che questo sia il momento giusto, insomma. Di certo aiuterò il centrosinistra a Roma, mi spenderò in campagna elettorale perché possiamo vincere nella mia città.

Tre temi imprescindibili per chiunque si candida a sindaco a Roma.

I rifiuti non possono non essere il tema centrale in questo momento. Le periferie della capitale sono coperte di rifiuti e qui abbiamo una questione enorme. Servono impianti per la gestione dell?organico e lavorare per l?obiettivo rifiuti zero, il che non significa certo muoversi come ha fatto Virginia Raggi, non sono certo le sue le politiche da adottare. L?altro tema cruciale è ovviamente la mobilità, partendo dal tema enorme della chiusura dell?anello ferroviario. Abbiamo una capitale invasa dalle automobili e dobbiamo invece liberare Roma. Una città che non sa liberare spazio è una città che non ci crede abbastanza. Come terza priorità sceglierei la rigenerazione urbana a partire dalle abitazioni nelle periferie, che vuol dire renderle più efficienti, più belle e lottare contro la marginalità sociale e la povertà energetica delle famiglie.

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