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Elezioni Comunali Roma 2021

Roma Pride, i candidati sindaco si dividono: Raggi e Michetti assenti, sfilano Calenda e Gualtieri

Nella sfilata più politica della storia del pride, i quattro principali sfidanti per il Campidoglio scelgono strade diverse

Calenda e Gualtieri sì, Raggi e Michetti no. La politica si divide sul Roma Pride. Nell'edizione segnata inevitabilmente dal dibattito sul ddl Zan e dalla campagna elettorale per le elezioni di ottobre, impossibile non guardare ad assenze e presenze in piazza. La conferma arriva da un'assenza, quella della sindaca Virginia Raggi. La prima cittadina, impegnata a non rovinare i rapporti con la Chiesa, non si è fatta vedere in piazza, né ha espresso sui social il suo pensiero sulla manifestazione. Un'assenza coerente con i suoi equilibrismi sul ddl Zan sul quale non si è mai espressa, scegliendo la strada dell'ambiguità quando le sono state poste delle domande. Posizione in linea con l'ambiguità sui diritti civili che l'hanno vista bocciata dal Tribunale che ha intimato alla sindaca grillina di riconoscere una figlia nata da due mamme.

Difficile immaginare la presenza del candidato di centrodestra Enrico Michetti che infatti è tenuto alla larga da piazza Vittorio. Ha tuonato invece la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, sponsor principale dell'avvocato prestato alla corsa in Campidoglio. "Leggo che il corteo del Roma Pride è aperto da un ragazzo travestito da "Cristo Lgbt", con stimmate colorate e bandiera arcobaleno", scrive Meloni su facebook. "Per quanto mi interroghi, non riesco a trovare una risposta a questa domanda: che bisogno c'è di mancare di rispetto a milioni di fedeli per sostenere le proprie tesi?. E aggiungo: come si concilia la lotta alle discriminazioni, alla violenza e all'odio con i cori di insulti e minacce contro chi non è d'accordo con il ddl Zan? Se sei convinto delle tue idee e delle tue posizioni, non hai bisogno di insultare nessuno. Io la penso così. Qualcun altro evidentemente no".

Annunciata (il giorno prima) ma comunque una mezza sorpresa la presenza di Carlo Calenda. "Sono molto contento che oggi una delle prime iniziative che si torna a fare in presenza è questa", dichiara Calenda in piazza. "Un'iniziativa fondamentale per i diritti. Approviamo subito il Ddl Zan. Andiamo in Parlamento a misurarci, non si può sempre pensare ai numeri che comunque penso che ci saranno". Più tardi su twitter aggiunge: "Il Pride 2021 è un iniziativa importantissima per i diritti e per Roma. Noi lo abbiamo condiviso con Annalisa Scarnera imprenditrice e fondatrice della Gay Street, che si candiderà con noi al Campidoglio".

Ad attaccare Calenda ci pensa il neo candidato sindaco e portavoce Partito Gay per i diritti LGBT+, Solidale, Ambientalista e Liberale Fabrizio Marrazzo: "La presenza di Carlo Calenda al Roma Pride è ipocrita. Ricordiamo che il suo deputato, Enrico Costa ex forza Italia ora in Azione, ha proposto e fatto approvare l'attuale articolo 4 della legge contro l'omofobia (ddl Zan) che consente di dichiarare le persone LGBT+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans) malate e inferiori. Inoltre Calenda ha fatto anche dichiarazioni sostenendo che la legge fosse liberticida, mentre, con questa formulazione dell'articolo 4, hanno tolto diritti, legittimando quei docenti che in classe potranno dire che i propri studenti sono malati. Calenda oggi ipocritamente è venuto al Roma Pride: è facile andare ad una manifestazione e dichiarare in una piazza che si è a favore dei diritti quando i fatti concreti dimostrano che è andato nella direzione opposta ovvero quella di togliere diritti. Se vuole essere coerente dichiari che Costa non è compatibile con Azione, lo farà?", domanda in conclusione Marrazzo.

Sfila anche Roberto Gualtieri che, insieme ad altri esponenti dem, Monica Cirinnà su tutti, marca il territorio dei diritti: "Sono qui perché Roma deve essere una città aperta e la città dei diritti e della partecipazione. Noi siamo contro ogni discriminazione ed è bello che si possa tornare a manifestare pacificamente e dopo mesi di pandemia". "Il Ddl Zan?- ha aggiunto- Sono d'accordo con quello che ha detto Mario Draghi il Parlamento è sovrano e leggi le fa il Parlamento".

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