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Elezioni Comunali Roma 2021

Primarie, martedì la data e le regole. Gualtieri si scalda

Dopo il tavolo di coalizione l'ex ministro dell'Economia dovrebbe sciogliere definitivamente la riserva

Roberto Gualtieri è pronto e domani, al massimo mercoledì, potrebbe ufficializzare la sua intenzione a competere alle primarie di centrosinistra per diventare sindaco di Roma. L'ex ministro dell'Economia ha trascorso in famiglia quest'ultimo week end di riflessione, tra una passeggiata con il figlio a villa Pamphili e la spesa al supermercato. Il cellulare messo da parte, senza buttare un occhio a chi da lui cercava segni di qualcosa che a breve sarà. La decisione è però matura. 

Dopo l'annuncio del tavolo di coalizione previsto per domani, 20 aprile, Gualtieri si è mostrato sollevato, pronto a sciogliere quella riserva a cui è appeso da settimane. Ha infatti atteso che il partito e il neo segretario Letta decidessero insieme la linea da tenere per il dossier Roma. Ha assistito al balletto sulla possibile candidatura di Nicola Zingaretti. Nel frattempo ha preso visione di quelle che sono le maggiori emergenze per Roma ed ha messo in chiaro le sue idee. Ora, con le primarie in vista, i tempi per l'annuncio sono maturi. Potrebbe anche dire che non si candiderà? Nessuno lo esclude, ma chi gli è vicino dà per scontata la corsa. 

Domani è previsto il tavolo di coalizione. C'è da ufficializzare la data delle primarie che dovrebbe cadere domenica 20 giugno, forse una domenica, forse una domenica dopo. C'è da buttare giù il regolamento con alcuni nodi importanti da sciogliere: su quanti giorni si voterà? Chi potrà votare? Ma soprattutto: qual è la coalizione che dà vita alle primarie? Già, perché ad oggi la coalizione larga auspicata da Letta si ferma al Pd, verso il centro, e a Liberare Roma a sinistra. Fuori, per motivi diversi, Italia Viva, Azione, Più europa, ma anche e soprattutto il M5s. 

I pentastellati un candidato ce l'hanno, Virginia Raggi, ma sono tanti quelli che vorrebbero un passo indietro della sindaca per agevolare l'alleanza giallorossa. Lei, la scorsa settimana, ha chiarito che gli accordi si possono anche fare ma solo con le sue regole e un passo indietro non è pensabile. Difficile quindi immaginare che il M5s possa far parte dei giochi per le primarie. 

Qualche speranza in più c'è sul versante Carlo Calenda, candidato dal 12 ottobre e per nulla intenzionato a passi indietro. Con lui, oltre al suo partito Azione, anche Italia Viva e Più Europa. Gli inviti allla partecipazione alle primarie si sprecano, così come forte è il pressing per farlo desistere dalla corsa. Lui non vuole sentirne parlare. Dalle parti del Nazareno si ostenta tranquillità, convinti di poter ricucire tanto con Calenda quanto con i partiti che lo sostengono, ritenuti importanti per la coalizione. Da questo punto di vista non sarà domani la giornata decisiva. 

Problemi anche a sinistra, con i Verdi che al momento si sono detti fuori dalle primarie. In corsa al momento ci sono Tobia Zevi, Paolo Ciani e Giovanni Caudo. Incerti Monica Cirinnà e Amedeo Ciaccheri. 
 

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