Elezioni Comunali Roma 2021

Roberto Gualtieri: "Voglio i Giovani Democratici in consiglio comunale"

Il segretario GD Agostino Biondo: "Chiedo al Partito Democratico di inserire i giovani dem nelle liste per Campidoglio e municipi"

Roberto Gualtieri a san Lorenzo con i Giovani Democratici

"I Giovani Democratici devono essere il cuore, il nerbo e l’avanguardia della campagna elettorale del Partito Democratico per Roma Capitale. Voglio i GD nei municipi, in Assemblea Capitolina, nei posti di governo del nostro territorio. A Roma come nel Recovery Plan i giovani devono essere fra le priorità generali": parola di Roberto Gualtieri, candidato di bandiera dei democratici alle primarie del centrosinistra, pronunciate davanti al circolo del PD di San Lorenzo che dal 26 maggio è divenuto casa base del “Comitato giovanile per Roberto Gualtieri sindaco”.

Moltissimi i giovani dem assiepati e, prima dell’arrivo del candidato, anche un poco tesi per l’incombente campagna elettorale; dopo il discorso di Gualtieri, il segretario GD di Roma Agostino Biondo dice a RomaToday: “Ora chiedo formalmente al Partito Democratico di Roma di inserire nelle liste per comune e municipi dei Giovani Democratici”.

Facciamo un passo indietro, a qualche minuto prima il discorso dell'ex inquilino del Mef. Chiedevamo: un candidato GD per il Campidoglio sarà schierato? Risposta: discorsi evasivi. Dipende, vediamo, abbiamo fiducia nel PD. A microfoni spenti, la risposta era: no. “L’organizzazione giovanile è stata di nuovo irregimentata”, spiegavano dirigenti GD interrogati sottotraccia: “Ci aspettiamo di fare il nostro lavoro, come lo facciamo sempre: volantini, manifesti, iniziative e niente di più; abbiamo chiesto al partito di inserire il candidato GD, ma per ora non sembrano esserci gli spazi. Così, ognuno di noi si spenderà per il proprio nome di riferimento, chiunque sia, e poi vedremo fra cinque anni. Un eletto GD in ogni municipio? Certo, questo è un obiettivo realistico. Sicuramente puntiamo a confermare quelli che abbiamo già” – ovvero Gianluca Bogino in II, che era pronto a correre anche per il comune; Margherita Welyam in X (“Non mi candido presidente, scrivetelo per favore”, ci dice). Christian Giorgio e Nastassja Habdank in III. Poi, le parole del candidato sindaco, che lasciano intravedere un’inedita apertura – e speranza – per l’organizzazione giovanile del PD.

La forza appare esserci. “Siamo sul migliaio di tessere in città”, spiega Giovanni Biagi, presidente della giovanile romana: “Siamo convinti di aver fatto un buon lavoro”. Agostino Biondo annuncia, dal microfono: “E' già convocato il tavolo di coalizione delle forze giovanili del centrosinistra romano”.

Partecipanti: i giovani di MDP, il Movimento Giovanile della Sinistra; i Giovani Verdi, Liberare Roma, la Federazione dei Giovani Socialisti, i giovani di Sinistra Italiana, del movimento di Stefano Fassina, gli euroambientalisti di Volt. “Il sindaco di Roma si deve occupare anche del lavoro”, scandisce intanto Gualtieri: “Di rendere i giovani autonomi in questa città, di dargli case a un affitto decente e consentirgli di trovare lavoro. Roma deve essere una capitale dei giovani e per i giovani, oggi invece, principalmente, li manda via”.

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