Raggi agli attivisti: "Ora avanti uniti". Ma c'è chi frena: "Nessuna ricandidatura senza voto della base"

La sindaca nella prima assemblea on line del Movimento romano tenta la riconquista della base ma tra gli interventi c'è chi frena sulla ricandidatura

Virginia Raggi, immagine d'archivio

"Siamo più di 540 in questa assemblea stasera, c'è Paola Taverna, c'è Alessandro Di Battista. È questo il Movimento che vogliamo, un Movimento unitario che sappia superare insieme le difficoltà. Non siamo spaccati, facciamo ragionamenti come tutti e come normale quando ci sono tante persone, poi bisogna fare una sintesi e fare passi in avanti". Parla al plurale la sindaca Virginia Raggi, aprendo la prima assemblea romana in videoconferenza del Movimento Cinque Stelle e rivolgendosi alle centinaia tra eletti e attivisti grillini che ieri sera si sono connessi sulla piattaforma Zoom. Un'iniziativa lanciata da Raggi nel disperato tentativo di sanare le fratture interne, i mal di pancia montati nelle ultime settimane, specie da quando lei stessa ha annunciato la ricandidatura alle elezioni comunali scatenando la protesta di chi si è sentito escluso da qualunque confronto. 

"Oggi siamo qui, dopo 4 anni e diversi mesi di riflessione, perchè abbiamo pensato di volerci ricandidare". Parla al plurale Raggi, con l'obiettivo e la speranza di lanciare un messaggio di unità. "Abbiamo lavorato tanto, soprattutto sui nostri nostri temi, quelli dell'onestà, della legalità e della trasparenza, cercando di rendere concrete le parole della campagna elettorale". E ancora: "Abbiamo messo a posto il bilancio, fatto ripartire le gare, abbiamo lavorato molto con le partecipate, abbiamo fatto tanto lavoro di back office per riattivare tanti servizi che le città di solito hanno di default, come manutenzione ordinaria e straordinaria, ma a Roma non c'era nulla" ha concluso la sindaca, lasciando poi la parola ai due "big" presenti tra gli invitati. 

Alessandro Di Battista, leader nazionale dell'ala ortodossa del Movimento. "Non è un segreto che io sostengo Virginia. Pochi avrebbero retto le stesse pressioni e difficoltà. Da romano posso dire di non aver mai visto così tanti cambiamenti a Roma, soprattutto negli ultimi due anni. La mia posizione è chiara sul sostegno a Raggi e sulla costruzione di una nuova agenda" spiega l'ex parlamentare che del suo endorsement alla sindaca non ha mai fatto mistero. Più timida negli elogi ma comunque presente proprio per tentare di trasmettere un messaggio di unità, la senatrice Paola Taverna, della fronda dei "governisti", tra i maggiori sostenitori (al contrario di Di Battista) dell'alleanza con il Partito democratico. "Siamo più di 500, una bella prova di forza" commenta in un breve intervento di pochi minuti dove si limita a ringraziare i presenti, e anche Virginia. 

Dopo i nomi noti seguono una serie di interventi concordati in precedenza: per ogni municipio parla il presidente (o capogruppo) e un attivista. C'è chi racconta cosa ha fatto in questi anni, chi chiede un intervento del Comune in ambiti particolarmente delicati, vedi rifiuti e verde pubblico, chi suggerisce incontri a cadenza mensile con il Campidoglio per capire cosa effettivamente si sta facendo a livello centrale. Ma che anche chi approfitta per toccare il tasto più dolente. "La ricandidatura di Raggi va discussa con la base" commenta il presidente del XV municipio Stefano Simonelli. "Gli attivisti devono poterla votare, e invece si dà tutto come già deciso". A esprimere il proprio malcontento anche il capogruppo M5s in I municipio Ermanno Paradisi che parla di "disagio e impotenza sia come consigliere che come attivista", ricordando una serie di episodi in cui il Comune si è mosso sul territorio senza alcun confronto con gli eletti. 

A prendere la parola tra i consiglieri capitolini invece sono esclusivamente i fedelissimi di Raggi. Il consigliere Andrea Coia: "Abbiamo fatto errori, è vero, ma abbiamo anche portato a casa risultati importanti per la città. Abbiamo combattuto la malavita, rifatto le strade, fatto grandi opere di mobilità, salvato e risanato aziende. A riveder le stelle". A magnificare la sindaca pensa anche il suo più grande fan, il grillino Paolo Ferrara. "Raggi ha la scorta, vuol dire che dà fastidio e ha combattuto il male in questa città. Ci sono tante cose da cambiare, cambiamole insieme con i portavoce e gli attivisti. Ora c'è bisogno di rimboccarsi le maniche"

Poche le voci in disaccordo. Chi è in aperto scontro con Raggi, specie in Campidoglio, sceglie il silenzio. Vedi il consigliere Enrico Stefàno, della fronda degli "anti raggiani", che a mezz'ora dall'inizio del dibattito lascia la piattaforma. Presenti ma senza intervenire anche i colleghi Donatella Iorio, Marco Terranova, Alessandra Agnello. Gli stessi che per sabato 17 ottobre hanno lanciato un contro evento per parlare "del futuro di Roma".

"Non dobbiamo chiuderci all'interno del proprio ambito politico, bensì mettere al centro del dibattito pubblico l'idea di un programma partecipato, costruito partendo dal lavoro svolto finora, aprendo al confronto con tutti coloro che la città la vivono quotidianamente e la conoscono" si legge in uno dei passaggi salienti nel post su Facebook che ha annunciato l'incontro. "All'esito di questo percorso sarà possibile presentare alla comunità cittadina una visione e un piano per il futuro di Roma, Capitale d'Italia e allora sarà naturale individuare i candidati che possano meglio intepretarla, dal sindaco ai presidenti di municipio". Chiaro il messaggio: la candidatura di Virginia Raggi per una parte di pentastellati rimane tutto fuorché scontata.

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