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Martedì, 27 Settembre 2022
Elezioni Comunali Roma 2021

Il tracollo del M5s: a Roma persi oltre 200.000 voti. Le periferie spazzano via Virginia Raggi

La sindaca delle periferie bocciata dalle periferie. Tutti i numeri della sonora sconfitta grillina

"Sono l'unica a tenere rispetto alle corazzate di centrodestra e centrosinistra rispetto alle quali ho ottenuto poco di meno". Parole e musica di Virginia Raggi a caldo dopo il voto. Un commento che, come spesso accade nella giornata del voto, punta a minimizzare la sconfitta e a trasformarla quasi in una vittoria. I numeri però mostrano in maniera ineluttabile le bugie del racconto della sindaca uscente: la sconfitta è pesante, la perdita di voti di quelle impressionanti ed anche l'unicità (sono l'unica, ndr) della sua perfomance non è reale.

Numeri che si vanno ad aggiungere a quello che è il risultato finale che nel 2016 parlava di 13 municipi conquistati (oltre al Campidoglio) e 28 consiglieri eletti in assemblea capitolina. Oggi si passa ad un municipio in cui è stato raggiunto a fatica il ballottaggio e, nel migliore degli scenari, a 4 consiglieri stellati eletti.

Quarta arrivata

Raggi e il Movimento cinque stelle sono arrivati quarti, dietro Michetti e Gualtieri, ma anche dietro Carlo Calenda. Uno smacco per la sindaca soprattutto perché lo scenario peggiore disegnato dal suo cerchio magico era quello del terzo posto. A parlare di quarta posizione, da sempre, erano stati tutti quelli che hanno mollato il M55 in aperta polemica con lei e la sua decisione di ricandidarsi. Un posizionamento che va oltre il simbolico perché il quarto posto a Roma non la rende più l'unica contro le corazzate, ma immediatamente la seconda dietro Calenda. 

L'impressionante perdita di voti di Virginia Raggi e del Movimento cinque stelle

I numeri valgono più delle parole. Al primo turno, nel 2016, Virginia Raggi conquistò 461.190 voti. Di questi 420.435 venivano dal M5s. Il resto, 40.755 voti, erano frutto del voto su di lei. Cinque anni dopo il quadro è mutato. La sindaca raccoglie in totale 211.816 voti, ovvero 249.374 voti in meno. E le cose sarebbero potute andare anche peggio se Raggi, scardinando un vecchio tabù stellato, non avesse messo in piedi la macchina delle civiche in suo sostegno che in tutto le hanno portato 68.000 voti. La lista del M5s ha subito letteralmente un tracollo raccogliendo appena 111624 voti, ovvero 208.619 in meno del 2016.  Ma a perdere, a sorpresa, è stato anche l'appeal della sindaca Raggi, il cui valore aggiunto - rispetto alle liste - nel 2016 pesava 40755 voti, nel 2021 pesa 32312 voti. 

La sindaca delle periferie bocciata dalle periferie

Bocciata anche una delle tanti narrazioni della sindaca. "Sono la sindaca delle periferie", aveva detto a San Basilio all'inizio della campagna elettorale. Un'autoproclamazione che alle urne ha trovato la sua più sonora bocciatura. L'affluenza di domenica aveva già fatto suonare un campanello d'allarme. Sì, perché quel voto fluido dei quartieri più estremi di Roma, che nel 2016 alle comunali e nel 2018 alle politiche aveva premiato il M5s, e nel 2019 alle europee la Lega, domenica e lunedì è rimasto a casa. Il risultato si è visto al momento dello spoglio. E il confronto è per il M5s e per Virginia Raggi impietoso. Riportiamo i dati di tre municipi, quelli in cui la sindaca è stata più presente in campagna elettorale e dove il M5s contava delle roccaforti. 

Nel IV, municipio di San Basilio, nel 2016, Raggi raccoglieva 32.311, il M5s 29.240. Cinque anni dopo i voti complessivi della sindaca uscente sono 15.916. Il Movimento cinque stelle si ferma a quota 8528, compensanti dalle civiche, in particolare quella a nome della sindaca che raccoglie 3354 voti. 

Nel VI municipio, quello di Tor Bella Monaca, nel 2016 i voti di Raggi erano 41.899, quelli del M5s 39.117. Cinque anni dopo i voti per la sindaca sono dimezzati, ovvero 20436, quelli del M5s quattro volte meno, ovvero 11.411, compensati solo in parte dalle civiche. 

Nel X municipio infinite, Ostia,  i voti a Raggi nel 2016 furono 42.538, per il M5s 38.622. Cinque anni dopo la sindaca si ferma a 20757, il M5s a 12287. 

Insomma le periferie hanno mollato la sindaca: se le urne dovevano trasformare l'autoproclamazione nell'investitura ufficiale, si può dire che siamo di fronte ad una cacciata. 

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