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Domenica, 2 Ottobre 2022
Elezioni Comunali Roma 2021

Politiche sociali: il programma di Roberto Gualtieri

L'obiettivo è valorizzare l’apporto della società civile e del Terzo Settore in un’alleanza strutturale e strutturata che sia il motore principale per il rilancio del governo della città

"Welfare, la città che riparte dal basso". Roberto Gualtieri intitola così il capitolo relativo alle politiche sociali. Secondo il candidato di centrosinistra "il welfare non può più essere riparativo, frammentato e residuale. Deve essere prioritario nell’agenda politica e parte integrante di una vera e propria strategia di sviluppo in una logica sistemica con le altre politiche, valorizzando il prezioso apporto della società civile e del Terzo Settore". L'intenzione di Gualtieri è quella di valorizzare l’apporto della società civile e del Terzo Settore in un’alleanza strutturale e strutturata che sia il motore principale per il rilancio del governo della città, tramite la co-programmazione e la co-progettazione. 

Basta emergenza, sì all'approccio sistemico 

Le proposte sono declinate in base ad un obiettivo generale. "A Roma occorre costruire, in una logica di rete sinergica, un nuovo sistema di welfare capace di superare l’approccio riduttivo dell’emergenza e dell’assistenzialismo, a favore di un approccio sistemico, generativo, comunitario e partecipativo, basato su politiche integrate. Le politiche sociali debbono essere poste in cima all’agenda delle priorità, ma non in modo frammentato e settoriale, bensì in collegamento e interdipendenza con le politiche abitative, le politiche del lavoro, le politiche urbanistiche, aspetti fondamentali di una democrazia sostanziale in una città che abbia a cuore la tutela della dignità della persona".

Le proposte per un nuovo welfare 

Sei i punti attraverso il quale si punta a costruire un nuovo welfare, capace di abbandonare la logica emergenziale e assistenzialista, passando ad un approccio sistemico basato su politiche integrate. 
 
1 - Un nuovo piano regolatore sociale per riequilibrare l’offerta di servizi sociali in città

Secondo Gualtieri Roma ha bisogno di riformare i servizi sociali territoriali con criteri moderni di organizzazione, garantendo i (LEA)Livelli Essenziali di Assistenza, valorizzando le buone pratiche e attuando la co-progettazione anche per far fronte a nuovi bisogni emergenti. Si deve dotare ogni Municipio di un regolamento e soprattutto della capacità di elaborare piani di interventi sociali per intercettare vecchi e nuovi bisogni attraverso piani di intervento che tengano conto dei bisogni e delle differenze dei contesti dove la persona vive e si esprime.

In quest’ottica, secondo Gualtieri occorre rilanciare un nuovo Piano Regolatore Sociale che faccia da cornice a queste azioni, riattivando i Piani di Zona. Il nuovo piano regolatore deve tenere conto della complessità di Roma, delineare delle azioni strategiche generali in un continuum integrato di interventi con la sanità territoriale, sempre più di prossimità. L’espansione dei servizi sociali, però, secondo quanto scritto nel programma deve avvenire in maniera programmata e sulla base di analisi dei fabbisogni di ciascun municipio, con lo scopo di garantire una copertura omogenea e superare l’attuale diseguaglianza di accesso ai servizi sociali. 

La nuova stagione di programmazione zonale dovrà far tornare Roma a essere laboratorio di sperimentazione nel panorama nazionale, con il più largo coinvolgimento a livello municipale delle tante realtà sociali che in questi anni non hanno smesso di proporre soluzioni innovative, senza tuttavia avere un effettivo riconoscimento da parte dell’amministrazione. 

È necessario governare questi processi conoscendo e riconoscendo le istanze delle associazioni e delle reti sociali, essendo queste le realtà più presenti nelle periferie dove vive la maggior parte della popolazione. È in questa chiave che sarà declinata la nuova agenda sociale della città, una città più inclusiva, più attenta al contrasto delle disuguaglianze e delle iniquità territoriali e che fa del welfare e dell’innovazione sociale uno dei motori della crescita e anche della creazione di nuova e buona occupazione, in settori e servizi essenziali senza i quali (lo abbiamo visto nella pandemia) le società si bloccano. Per questo serve un accesso e monitoraggio di dati, una mappatura degli spazi pubblici disponibili per concessioni, un supporto alle attività del terzo settore che mirano alla creazione di lavoro ed economia in aree fragili della città per persone svantaggiate.

2 - Potenziare la capacità di spesa dei municipi

Nuove regole (piano regolatore) ma anche nuovi e più importanti investimenti per le politiche sociali. Secondo Gualtieri "un’espansione degli investimenti sociali deve portare ad un’espansione di trasferimenti in favore dei Municipi. Troppo spesso, ad oggi, i Municipi, che sono i diretti responsabili dell’erogazione di servizi sociali al cittadino, non dispongono di risorse adeguate per far fronte alle proprie competenze. I trasferimenti dal bilancio del Comune in favore dei Municipi continuano ad avvenire secondo il criterio della spesa storica. Ciò comporta grandi disparità nella capacità di spesa sociali pro capite tra i Municipi. Occorre dunque superare il criterio della spesa storica nell’allocazione dei fondi sociali e rimpiazzarlo con indicatori fattuali, analisi sociologiche, economiche e demografiche, allo scopo di arrivare a stime più accurate e realistiche del fabbisogno di servizi sociali dei vari municipi".

3 - Investire sui Servizi Sociali

Secondo Gualtieri "il ruolo di assistente sociale è ricoperto da personale con un'età media avanzata che spesso deve compiere interventi impegnativi anche a livello fisico, lavorando spesso in contesti fatiscenti e scontando anni di mancato aggiornamento professionale". Le proposte

 Adeguare gli organici, assumendo gli assistenti sociali che ancora lavorano a tempo determinato;

 Completare l’organico, assumendo le unità mancanti per la dotazione organica prevista dalla normativa nazionale;

 Reperire nuovi spazi per i colloqui degli assistenti sociali nell’ampia disponibilità degli immobili comunali e finanziare la formazione con i fondi regionali;

 Assumere mediatori culturali ed educatori e psicologi e orientatori per il lavoro per offrire risposte diverse a bisogni diversi.

 Estendere in collaborazione con la regione Lazio l’accreditamento a tutti i servizi sociali programmabili per consentire il superamento delle distorsioni tipiche del sistema degli appalti e garantire l’uscita dalla condizione di emergenza costante. Vogliamo assetti centrati sul modello istituzionale, basati sulla stesura di piani del fabbisogno e sulla determinazione di rapporti tra domanda e offerta di servizi, sempre aperti al “cambiamento per il miglioramento”

4 - Valorizzazione della terza età


Sulla terza età Gualtieri ritiene sia "necessario prevedere ogni intervento possibile per contrastare l’isolamento e favorire per tutta la vita la presenza delle persone nel proprio ambiente e nel proprio quartiere, salvaguardando i rapporti familiari e le relazioni sociali, e intervenendo nelle situazioni di povertà, di abbandono, di solitudine e di mancanza di alloggio. Accanto a queste azioni di sostegno e accompagnamento degli anziani fragili occorrono strategie di valorizzazione e promozione della terza età attiva. In questa direzione, è necessario superare una rappresentazione omologante degli anziani, distinguendone condizioni materiali e risorse che possono animare la vita sociale sul territorio, incoraggiandone il protagonismo civico, la partecipazione al volontariato e l’inclusione piena nella socialità urbana".

 Le proposte 

 Azioni di prevenzione e contrasto all’istituzionalizzazione: rafforzamento dei servizi municipali di assistenza domiciliare; condomini protetti e solidali (presenza di anziani autosufficienti supportati da personale comune); co-housing (anziani che condividono spazi e spese, anche utilizzando una parte di patrimonio pubblico); azioni per favorire il reinserimento sociale degli anziani istituzionalizzati; 

 Interventi di monitoraggio attivo: il censimento degli anziani del territorio e azioni mirate (a volte semplicemente una telefonata) evitano ricoveri non necessari e migliorano la qualità della vita;
 Azioni volte a favorire nel territorio forme di aggregazione sociale e attività coordinate dal mondo del volontariato e dell'associazionismo verso una diffusa "prevenzione sociale" dell’isolamento dei cittadini più anziani. Valorizzare la rete dei Centri Sociali Anziani per promuovere la partecipazione degli anziani ad attività culturali, ricreative, sportive anche nell'ambito di rapporti intergenerazionali e di percorsi di cittadinanza attiva.

 La partecipazione di Roma alla rete delle città age-friendly faciliterà la sua immissione nel circuito di esperienze e conoscenze che mettono capo a questo nuovo urbanesimo a misura umana.


5 - Progetti di vita indipendente

"Una città", si legge nel programma di Gualtieri, "può ritenersi davvero inclusiva solo se offre supporto attivo alle persone con disabilità attraverso mirate politiche sociali che si pongano l’obiettivo di permettere alle persone con disabilità di costruire progetti di vita indipendente". Da qui le proposte:

 Attivare misure per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e misure che rendano possibile una vita indipendente, anche attraverso forme di co-abitazione. Dobbiamo aiutare le persone con disabilità a costruirsi una vita indipendente anche se non autosufficiente.

 Attivare misure di sostegno ai caregiver famigliari. È necessario sviluppare un sistema territoriale più accessibile alle famiglie coinvolte nei compiti di cura e, allo stesso tempo, promuovere ulteriore informazione e formazione nei confronti degli stessi caregiver, affinché l’incontro tra i bisogni e le risposte non avvenga troppo tardi. E’ necessario promuovere processi reali di orientamento, presa in carico, accompagnamento, appropriatezza, evitando che queste restino solo parole d’ordine senza un’effettiva declinazione nei servizi capitolini e senza nessun impatto sulle vite delle tantissime famiglie oggi toccate, e spesso travolte, dal tema della cura


6 - Nuovi servizi polivalenti

Secondo il candidato di centrosinistra "in una grande città come Roma, accanto a forme di assistenza incardinate sul bisogno individuale è indispensabile sviluppare l’erogazione di servizi più generali, ottimizzati in modo da garantire il necessario supporto al più ampio numero di persone. Lavorando per una vivificazione dei tessuti sociali serve dunque una azione che apra costantemente canali di relazione e partecipazione per il maggior numero di cittadini fragili, in condizione o a grave rischio di esclusione".

"Per una più efficace e diffusa azione sociale, costituiremo allora nuovi servizi polivalenti e flessibili, nell’ambito dei centri di assistenza sociale e delle nuove Case di Comunità".

Questi servizi secondo il programma includeranno: esigenze di mobilità intra-zonale e inter-zonale dell’intero bacino di fruizione; il recapito di merci e prodotti di diversa natura, realizzato anche in collaborazione con imprese attive nel settore delle consegne ultimo miglio a basso impatto ambientale; un presidio di emergenza h24 e la connessione con i servizi esistenti dai centri diurni ai laboratori. Questi servizi saranno organizzati in maniera orizzontale e collettiva per consentire di rispondere ad un numero maggiore di bisogni sociali oggi non soddisfatti se non in casi di particolare gravità. Si tratta di un sostegno importante a problemi, a volte relativamente semplici, che hanno tuttavia un impatto molto serio sulla qualità della vita delle persone fragili, o temporaneamente non autosufficienti, e delle loro famiglie. La qualità della vita delle persone fragili deve essere la misura con cui valutare la capacità di Roma di essere una città che include.

Casa: la città in cui abitare tutti

- Le politiche per la qualità dell’abitare sono cruciali per la qualità della vita dei romani: da troppi anni sono trattate dall’amministrazione come marginali o confinate a tamponare situazioni di emergenza.
- Vogliamo riaffermare il diritto all’abitare quale diritto fondamentale dei cittadini, disseminare in modo omogeneo gli alloggi di edilizia pubblica, favorire l’integrazione funzionale tra le politiche dell’abitare e politiche sociali personalizzate
- Creazione di una nuova Agenzia per le politiche abitative di Roma Capitale per una maggiore centralità e efficienza delle politiche della casa
- Strumenti per favorire l’accesso al mutuo per la prima casa per giovani e famiglie meno abbienti
- Progetti innovativi per l’edilizia residenziale pubblica ed il social housing
- Manutenzione e riqualificazione del patrimonio di ERP
- Garanzie – tramite l’agenzia – sui canoni d’affitto nel mercato privato da parte di soggetti bisognosi e verifica della corretta fruizione degli immobili per tutelare i proprietari
- Nuova efficace gestione dei buoni casa
- Ripristino della legalità nell’assegnazione e gestione degli alloggi pubblici in cooperazione con la task force specializzata
- Creazione di un osservatorio sulla qualità abitativa
- Coordinamento delle politiche abitative con quelle sociali per la protezione ed il reinserimento di soggetti bisognosi
- Programma per nuove case senza consumo di ulteriore suolo e costruzioni di alloggi di piccole dimensioni e centri civici di quartiere
- Chiudere i Campi Rom, superando l’approccio etnico al tema e gestendo la transizione degli aventi diritto verso alloggi regolari

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