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Politiche sociali: il programma di Carlo Calenda

Sono otto le azioni trasversali che il candidato sindaco di 'Azione' intende mettere in atto nei vari ambiti del social per risollevare il welfare. A partire dall'incremento del numero degli assistenti sociali

Dalla raccolta dati al decentramento delle competenze. Sono comprese tutte le fasi di una riorganizzazione dei servizi sociali e delle politiche abitative all’interno delle 40 pagine di programma che Carlo Calenda, candidato sindaco di Azione ha dedicato a questo ambito. “Roma è una città profondamente diseguale sia in termini di reddito che di servizi e opportunità: il reddito medio nel secondo Municipio è oltre il doppio di quello del sesto Municipio; la percentuale di laureati è del 38% nei quartieri più ricchi e meno del 9% in quelli più poveri; ai Parioli solo il 4,9% dei residenti è disoccupato, a Tor Cervara il 17%” ha detto presentando il suo piano per Roma. 

Il recupero della comunità educante

I bisogni e i diritti dei bambini, dei giovani e delle famiglie sono al centro della politica di Azione che punta al recupero della comunità educante. “Vogliamo costruire una Scuola che garantisca a tutti parità di condizioni e stesse opportunità di accesso, intervenendo in modo particolare sulle situazioni di svantaggio economico, fisico, sociale e culturale. Con tutti questi interventi rendiamo Roma una città in grado di rispondere più efficacemente a tutte le emergenze sociali presenti sul territorio, di fornire i servizi necessari alla quotidianità della cittadinanza e che garantisca pari condizioni e opportunità a tutti” si legge nel programma elettorale del candidato sindaco Carlo Calenda.

Le proposte per un nuovo stato sociale: 8 azioni trasversali

Bambini, giovani, anziani, famiglie. La ricetta di Carlo Calenda per risollevare la politiche sociali della città di Roma passa attraverso 8 azioni trasversali che rispondono ad altrettante criticità. Tra queste figurano principalmente la scarsa collaborazione con il Terzo settore, i problemi nella gestione dei servizi sociali, la frammentarietà, lo sbilanciamento dei servizi sociali verso gli anziani,  la mancanza di spazi pubblici dedicati ai giovani, difficoltà di accesso ai servizi, pochi assistenti sociali e la mancanza di dati. Per ovviare a queste problematiche, Calenda ha immaginato otto azioni trasversali, adatte per ogni ambito di intervento. Ecco quali sono: 

1) raccogliere dati su servizi sociali
2) potenziare il PUA e la piattaforma digitale ‘Roma Cura’
3) aumentare il numero di assistenti sociali
4) destinare i beni comuni ai fini sociali
5) ridisegnare il meccanismo di assegnazione dei servizi
6) operare in sinergia con il Terzo settore
7) maggiore decentramento delle competenze
8) trasformare i centri anziani in centri sociali diurni aperti anche ai giovani

Politiche abitative: 

"Roma è una città profondamente diseguale. Il reddito medio nel Municipio II è oltre il doppio di quello del Municipio VI, rispettivamente 40mila euro contro 16mila. La percentuale di laureati è del 38% nei quartieri più ricchi e meno del 9% nelle periferie.Nel quartiere Parioli solo il 4,9% è disoccupato, mentre in quello di Tor Cervara circa il 17%". E' questo l'incipit del capitolo riservato alle politiche sociali, educative del programma di Carlo Calenda. Nei vari ambiti, la proiezione delle 8 azioni trasversali per risollevare il welfare della città.

1) riforma degli enti gestori
- Creazione di un sistema integrato tra enti e amministrazione, con database condiviso di tutte le banche dati. Sarà così possibile verificare in tempi certi lo status di un alloggio a seguito di una segnalazione
- Ricostituzione dell’Unità di Supporto delle Politiche Abitative. La task force era stata istituita dal Sindaco Marino e smantellata dall’ultima giunta capitolina, nonostante avesse ridotto, in un solo anno, le occupazioni abusive del 70% La riforma degli enti gestori, la razionalizzazione del settore e l’intensificarsi dei controlli consentirà anche di attenuare l’abusivismo che esiste oggi 

2) Osservatorio sulle Politiche della Casa
Con il compito di mappare, monitorare lo stato di manutenzione e l’utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico, da effettuare entro il 2022 

3) Ristrutturazione del patrimonio attuale
- Tramite i fondi del PNRR ci occuperemo della ristrutturazione dei condomini attuali.
- L’abbattimento delle barriere architettoniche e l’efficientamento energetico degli stessi verrà invece coperto dal super bonus 110%

4) Operazioni di frazionamento e cohousing 
- Verso la massima occupazione del patrimonio attuale. L’80% dei nuclei in graduatoria ai primi 1.500 posti sono composti da una sola persona mentre il 41% degli alloggi è di grandi dimensioni.
- Sviluppo dei progetti di cohousing o operazioni di frazionamento all’interno degli alloggi di grandi dimensioni non assegnabili

5) Acquisizione di nuovi alloggi
- Tramite la messa a reddito del patrimonio disponibile di maggiore valore si procederà all’acquisto di un numero importante di nuovi alloggi

6) Chiusura dei CAAT
- L’assegnazione puntuale degli alloggi ricavati tramite le operazioni descritte nei punti precedenti consentirà di chiudere i 9 CAAT con un risparmio di 24 milioni l’anno.

7) Utilizzo della formula “affitto con riscatto”
- Ove possibile, gli alloggi verranno assegnati con la formula “affitto con riscatto” (rent to buy). Questo, oltre a incentivare la cura dell’alloggio e a diminuire la morosità, permetterà di promuovere la mobilità sociale

8) Espansione del Buono Casa
L’istituzione dell’Agenzia Sociale della Casa che svolgerà il ruolo di interfaccia tra il mercato privato e l’amministrazione, nonché di garante dei processi

Persone con disabilità

1) Abbattere le barriere architettoniche 
Assicurare l’accesso agli edifici scolastici o agli uffici pubblici e garantire la possibilità di spostarsi con facilità a tutti è una nostra priorità. Il Piano per l’abbattimento verrà approfondito nel capitolo “Lavori Pubblici”

2) Istituire il “Disability Manager” nei PUA
- Oltre ad aumentare il numero, è necessario incrementare la finestra oraria in cui operano. Istituiremo la figura del “Disability Manager” che faccia da interlocutore tra le persone con disabilità e i PUA, per facilitare l’accesso ai servizi

3)Incentivare l’imprenditorialità disabile 
- L’accesso al mercato del lavoro è un diritto: i progetti di imprenditorialità disabile verranno incentivati tramite la semplificazione delle pratiche burocratiche, l’assegnazione di spazi del Comune inutilizzati alle attività e incentivi per chi decida di offrire stage e tirocini formativi

4) Creazione di un “Taxi Sociale”
- Promozione della convenzione tra ATAC e Taxi o NCC utilizzabile dagli utenti al costo di una corsa Metrobus (ora 1,50€) per ogni tratta. Questo restituirà alle persone con disabilità l’autonomia di spostamento in attesa dell’adeguamento dei mezzi di ATAC
5) Incentivare i progetti “Dopo di Noi”
La legge “Dopo di Noi” ha stanziato diversi milioni per progetti a favore delle persone con disabilità. Di questi soldi però ne sono stati spesi pochi, per via del bassissimo numero di progetti adeguati presentati dai Municipi. Proponiamo di affiancare figure tecniche agli amministrativi del Municipio così che i soldi già stanziati possano essere effettivamente utilizzati 

6) Aumentare i centri diurni
Potenziare la rete di centri diurni, affinché tutto il territorio sia coperto e tutti i Municipi ne offrano almeno uno. 

Gli altri ambiti del sociale: anziani, senza dimora, migranti e donne

Nel programma delle politiche sociali di Calenda, attenzione anche a anziani, persone senza dimora, migranti, donne. Tra le proposte di Azione, per citarne alcune la creazione di ‘taxi sociale’ per gli anziani, creazione di percorsi per inserimento sociale, aumento del numero dei centri antiviolenza. Ecco nel dettaglio le proposte per i vari ambiti. 

Anziani 
Creazione di centri polivalenti 
Attivazione Punti Verdi e Blu in tutti i Municipi 
Creazione di un "Taxi Sociale”
Promozione nei centri anziani di incontri con bambini del quartiere 

Persone senza dimora
Creazione di 500 posti stabili in più ogni anno per 4 anni
Creazione di percorsi stabilità economica e reinserimento sociale 
Promozione della conoscenza sulle problematiche per consentire una migliore pianificazione dei servizi offerti 
Semplificare il processo di iscrizione anagrafica e garantire una distribuzione degli iscritti equilibrata nei diversi Municipi 

Migranti
Cambiare criteri di aggiudicazione dei bandi per la gestione delle strutture 
Potenziare la rete dei centri di accoglienza 
Aumentare il controllo qualità dei servizi
Istituire una Cabina di Regia per i progetti di uscita 
Creare la piattaforma RomAccoglienza 
Facilitare l’inserimento lavorativo 
Potenziare il servizio di mediazione culturale

Donne

Garantire accesso per 3 anni, in automatico, ad un sussidio di inclusione che permetta alle donne di essere indipendenti
Assicurarsi che le donne vittime di violenza riescano ad integrare il mercato del lavoro stabilmente, organizzando regolarmente delle sessioni di orientamento lavorativo e servizi di assistenza per la ricerca e la candidatura a posti di lavoro
Assegnare ad ogni vittima un’operatrice che la seguirà su lungo periodo (minimo 2 anni dopo la fine del percorso nei CAV), con incontri regolari e assistenza social 
Potenziamento dei Centri Anti Violenza (CAV) 
Campagne di prevenzione e sensibilizzazione contro le violenze di genere 

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