Lunedì, 14 Giugno 2021
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Il piano di Calenda per il verde di Roma: mille aree gioco, riorganizzazione del servizio giardini e cura dei pini

Il leader di Azione presenta le linee programmatiche per il verde della Capitale: "I romani non meritano la savana"

Più aree gioco, un Servizio giardini rinnovato e soprattutto più risorse. Carlo Calenda, candidato sindaco di Azione e delle varie sigle del centro liberale, ha annunciato le misure da mettere in campo per il verde della Capitale.

Il patrimonio verde e l'incapacità del M5s

“Tra le grandi capitali europee, Roma è quella che ha il verde pubblico più esteso: 460 kmq tra giardini, Riserve e Parchi Storici” ha ricordato Calenda. Si tratta di un patrimonio immenso, che contraddistingue la città eterna. Ma che “troppo spesso è abbandonato al degrado ed all’incapacità gestionale del Comune”.

Le criticità riscontrate

A conferma delle carenze dimostrate dall’attuale amministrazione, Calenda ha citato le criticità più evidenti. I “4 anni per assegnare una gara per la cura degli alberi e per lo sfalcio dei prati”. Ma anche le carenze nel servizio di rimozione dalle erbacce, che è stato sottratto ad Ama,senza che “sia ancora stata aggiudicata la gara per ripristinarlo”. C’è spazio anche  per citare “l’inerzia nella lotta contro la Cocciniglia” il parassita che sta uccidendo i pini. E per criticare “il totale abbandono dei Punti verde qualità”.

Gli interventi da fare subito

Cosa fare per migliorare la qualità degli spazi verdi in città? Calenda divide gli interventi in due categorie: quelli da realizzare nell’immediato e quelli da mettere in campo nel medio periodo. Nella prima schiera rientra “un piano di pulizia straordinaria della durata di un anno” che si deve associare ad una “riorganizzazione del Servizio Giardini” che deve essere concentrato su tre azioni: “pianificazione della gestione del Verde, controllo degli interventi eseguiti e formazione dei giardinieri del Comune”. Per quanto riguarda la salvaguardia dei pini “Serve un decreto del Ministero di lotta obbligatoria, che vincoli gli enti locali a realizzare un piano di endoterapia”. Sui Punti verde qualità, invece “bisogna scrivere nuovi bandi per ristrutturare gli impianti in rovina, riportare servizi e quindi sicurezza e impegnare i nuovi concessionari nella cura del verde di pertinenza”.

Il piano nel medio periodo

Nel medio periodo Calenda, che accusa Raggi di aver fatto solo 8 aree giochi, punta invece a realizzarne “mille, per raggiungere i numeri delle principali capitali europee. Inoltre, serve creare spazi attrezzati per chi fa sport, giovani e anziani”. Per quanto riguarda le ville storiche, il leader di Azione propone invece di creare “un ente unico di gestione”. E per quanto riguarda la cura delle riserve e dei parchi che ricadono nel territorio cittadino, punta a chiedere alla Regione “il trasferimento di Roma Natura e delle risorse economiche e del personale necessarie” al Comune.  “Con questi interventi raddoppiamo la spesa del Comune in beni e servizi per la manutenzione del Verde, passando dagli attuali 70 centesimi a mq a 1,30 euro. Sono risorse fondamentali per garantire un livello di cura del Verde finalmente all’altezza della città. I cittadini di Roma non si meritano la giungla o la savana, ma spazi urbani sicuri, curati e accessibili”.
 

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