Elezioni Comunali Roma 2021

Paolo Cento (Sinistra Italiana) sostiene Imma Battaglia: “Un percorso nel segno di SEL”

Parla il dirigente della sinistra romana: “Serve un bandierone arcobaleno in queste primarie, dobbiamo uscire dagli schemi del Novecento. Lo stop a Monica Cirinnà? Una ferita”

Paolo Cento, storico dirigente romano di Sinistra Italiana, appoggia la corsa di Imma Battaglia e di Liberare Roma; tanto che il suo nome è stato scandito alla conferenza stampa di presentazione, alle Officine Fluviali, come membro del comitato promotore per la campagna della candidata sindaca: “Ma va detto subito che aderisco a titolo personale: il mio partito, legittimamente, ha scelto di non sostenere alcun candidato”, spiega Cento, contattato da Roma Today.

L’ex attivista ambientalista, parlamentare e poi esponente di Sinistra, Ecologia e Libertà spiega: “La scelta di candidare Imma Battaglia la trovo utile a rafforzare le primarie, a renderle più competitive, a rendere visibile un profilo che sia meno dentro le logiche tradizionali della sinistra e dei partiti politici. Scegliamo”, spiega Cento, “un nome più irregolare e innovativo. Scelgo di sostenere questa opzione con sobrietà e rispetto pieno della linea che ha il mio partito su Roma; Sinistra Italiana ha scelto, cosa che fra l’altro condivido, di impegnarsi al massimo per lavorare alla lista unitaria della sinistra ecologista e civica”. Primo elemento, questo, su cui c’è un approfondimento: “Io penso che Liberare Roma sia parte di questo percorso di costruzione unitaria, ma non sia sufficiente. Sinistra Italiana, Articolo 1 e le altre forme dell’associazionismo e del civismo devono fare uno sforzo per trovare una sintesi”.

La realtà, spiega Cento, è che il percorso di Liberare Roma ha in comune con lui l'eredità, almeno per spirito, “dell’ultima grande fucina di una unità della sinistra”, ovvero quella che fu Sinistra, Ecologia e Libertà: “Gran parte degli esponenti di Liberare Roma erano in SEL e io a quel percorso rimango affezionato. Fu un momento coraggioso e innovativo che provò ad intrecciare culture diverse: tengo molto ai rapporti che lì si sono formati. Oggi non serve una SEL 4.0, serve però recuperare quello spirito guidando un percorso di apertura. La sinistra in questa città deve diventare qualcosa di diverso rispetto agli schemi del Novecento, deve parlare con commercianti, professionisti, partite IVA. La pandemia ci ha regalato nuove forme di sfruttamento che si ritrovano nel lavoro autonomo, il prossimo sindaco di Roma ci deve spiegare quale sarà la strada della redistribuzione del reddito e come sarà possibile fornire alcuni servizi gratuiti fra cui il TPL, la cultura, il diritto all’abitare”.

“Una delle critiche che rivolgo al mio partito”, conclude Cento, “è quella di aver forse mancato di capire che oggi serve uno sforzo politico di generosità. Non servono più le identità, non servono più le bandierine. Serve un grande bandierone arcobaleno da tessere insieme, a partire certamente dai partiti che sono soggetti politici imprescindibili ma che se si rifugiano nell’identità incoraggiano la frammentazione. Esiste un grandissimo spazio popolare fra il PD e il Movimento Cinque stelle che noi dobbiamo organizzare, sulle parole d’ordine del verde, dell’ecologismo, della giustizia climatica e ambientale. Liberare Roma ha avuto il merito di rompere questo schema e di prendere l’iniziativa, all’indomani della ferita che ha avuto il percorso delle primarie: ovvero lo stop alla candidatura di Monica Cirinnà”. 

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