menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti (S) e il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Foto Ansa / De Meo

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti (S) e il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Foto Ansa / De Meo

Elezioni Roma, lavori in corso nel centrosinistra: tutto sulle candidature in comune e nei municipi

L'ipotesi di Roberto Gualtieri candidato sindaco sembra mettere tutti d'accordo, tanto che si ragiona per comporre il puzzle delle candidature nei municipi e in Campidoglio. Il tutto nonostante l'incognita primarie e la possibilità, concreta, che il voto venga rinviato al prossimo autunno

Con l'incognita della data del voto, delle alleanze e del perimetro della coalizione, nel centrosinistra - e in particolare nel Pd - sono iniziate le grandi trattative per la composizione delle liste e per la spartizione delle presidenze di municipio. Sono settimane in cui amicizie storiche vengono messe alla prova, e in cui, giovani e meno giovani, si giocano il proprio futuro politico. Guerre di correnti e nuovi posizionamenti sono in corso. A dare il via alle danze quella che viene ritenuta una quasi certezza, ovvero la candidatura a sindaco di Roberto Gualtieri. Che passi per le primarie o che ci sia l'alleanza con il M5s, Gualtieri viene dato per candidato certo del centrosinistra, il nome forte con cui provare la riconquista del Campidoglio. 

Gualtieri candidato, aumentano le poltrone

Con lui si può vincere e questo aumenta la possibilità di eleggere consiglieri comunali e presidenti di municipio. Le poltrone si moltiplicano e le correnti locali, anziché compattarsi, si spaccano. "Nel 2016 - racconta un esponente della segreteria dem - sapevamo di perdere e che i posti in consiglio sarebbero stati pochi. Questo portò molti a mettersi insieme, a dialogare e a stringere rapporti. Stavolta è diverso". Succede così che anche la corrente più solida a Roma, quella zingarettiana, stia vivendo delle lotte interne che porteranno a più candidature in Comune. Prima di entrare nel dettaglio però giova fare un passo indietro e raccontare la geografia del Pd e della coalizione che si appresta a tentare la riconquista del Campidoglio. 

Il perimetro della coalizione e le correnti del Pd

Sono tendenzialmente sei le correnti al momento in campo nel Pd Roma, specchio della situazione nazionale, ma non solo. Le tre aree più forti fanno riferimento rispettivamente a Nicola Zingaretti, a Dario Franceschini (area dem) e a Claudio Mancini. Sono loro oggi a guidare il partito romano, retto da Andrea Casu, ex renziano rimasto in sella forte dell'accordo tra le tre aree. Correnti minori sono quelle dei turchi (ex giovani democratici legati a Orfini), ex veltroniani (vicini a Goffredo Bettini) e base riformista (ex renziani e non solo, legati a Lorenzo Guerrini).

A questa divisione del partito principale del centrosinistra si affiancano poi le altre anime della coalizione. A sinistra il panorama vede la presenza di un'area, non meglio definita, che fa riferimento al presidente del III municipio Giovanni Caudo: raccoglie i sostenitori dell'ex sindaco Marino e diverse associazioni civiche. Ci sono poi gruppi di sinistra, più o meno riferibili a Leu, che si raccolgono in parte attorno ad Amedeo Ciaccheri, in parte nel perimetro dell'associazione Pop di Marta Bonafoni. E ci sono i Verdi, che negli ultimi anni hanno visto crescere la propria proposta politica. 

Più spostati al centro troviamo Italia Viva, Azione e i Radicali, partiti accompagnati da un asterisco importante. C'è ancora infatti convintamente in campo per la corsa al Campidoglio Carlo Calenda. Azione è il suo partito e tanto Italia Viva quanto Più Europa /Radicali sembrano orientati a sostenere l'ex ministro. Lo scenario ovviamente cambierebbe laddove, come in tanti ritengono, Calenda decidesse di fare un passo indietro. A quel punto bisognerebbe fare i conti anche con loro, soprattutto per quanto riguarda la spartizione delle candidature nei municipi. 

Le primarie

Convinzione di tanti è infatti quella che lo spazio per le primarie, nonostante le dichiarazioni di facciata, sia azzerato. Per la scelta del candidato sindaco, laddove Gualtieri scendesse effettivamente in campo, la consultazione avrebbe un esito scontato. A questo si affianca anche il tema pandemia: impossibile, con il rischio contagi, allestire i gazebo. Il software per le consultazioni on line appare al momento un'utopia e inoltre, ragionano in tanti, una consultazione on line farebbe perdere quell'effetto traino di bagno di democrazia che è anche una ragione non scritta delle primarie. Ancora (e forse soprattutto), da parte delle correnti e degli altri pezzi della coalizione c'è la paura di pesarsi nei municipi: la stessa paura che porta a non convocare il congresso romano, che fotograferebbe un "nuovo potere". Da qui l'idea che le presidenze di municipio andranno trattate in un tavolo di coalizione. 

I nomi circolano e proviamo a ricostruirli territorio per territorio, dopo aver consultato e verificato fonti di ogni area. 

I nomi per i municipi

Nel I municipio trova conferme l'indiscrezione lanciata nel luglio scorso da RomaToday che vuole l'attuale capogruppo in Campidoglio, Anton Giulio Pelonzi (esponente di areadem), pronto a candidarsi. Forte però è la spinta dell'attuale maggioranza municipale su Emiliano Monteverde, vicino all'attuale presidente Alfonsi ed esponente zingarettiano vicino a Mario Ciarla. Da non escludere la possibilità di una candidatura di Tatiana Campioni.

Nel II municipio praticamente certo è il bis di Francesca Del Bello, vicina all'ex ministro e probabile candidato sindaco, Roberto Gualtieri. C'è, nella coalizione, qualcuno che ne mette in dubbio la candidatura e che vorrebbe lanciare Andrea Alemanni.

Nel III municipio il quadro è ingarbugliato. L'attuale presidente Caudo da tempo è in campo per le primarie cittadine, con l'obiettivo di strappare un eventuale assessorato ma anche di "piazzare" un suo uomo a piazza Sempione per dare continuità al lavoro iniziato. Stefano Sampaolo sarebbe il prescelto. Il Pd però non è d'accordo ed è al lavoro per convergere sul nome di Francesco Pieroni, esponente della giunta sul quale c'è l'accordo di zingarettiani e manciniani. In campo anche altre due ipotesi, quella dell'attuale consigliere comunale Marco Palumbo o Sabrina Cavalcanti, delegata alle Politiche scolastiche del Partito Democratico del III municipio.

In municipio IV tutto ruota attorno al ruolo di Massimiliano Umberti. Consigliere ed ex capogruppo in municipio, il suo nome circola come possibile candidato in Campidoglio. Molte sono però le spinte per convincerlo ad accettare la candidatura in municipio che lui non vivrebbe come una bocciatura, anzi. In quota areadem, Umberti potrebbe lasciare il campo nel municipio ad Annarita Leobruni.

In municipio V è forte il nome di Mauro Caliste vicino al consigliere regionale Patanè. Su di lui si sta consumando una convergenza anomala, quella tra i gruppi afferenti all'assessore regionale zingarettiano Massimiliano Valeriani e il consigliere a La Pisana Eugenio Patanè, sponsor - forse il più entusiasta tra i dem - di Carlo Calenda. I due hanno promosso anche incontri insieme (l'ultimo ieri, 19 febbraio, trasmesso sulle rispettive pagine facebook), per parlare del futuro della città di Roma. Un accordo, nel quale rientra anche il XIV, che ha spiazzato Michela Di Biase che nel V municipio vanta la sua roccaforte. Una mancata condivisione che starebbe portando la consigliera regionale a discutere con l'area ben più a sinistra legata a Marta Bonafoni, che vorrebbe in campo Stefano Veglianti. 

Nel VI municipio quattro i nomi in ballo. Il più forte è quello di Fabrizio Compagnone, segretario dem in municipio. C'è anche Gianfranco Gasparutto, al lavoro da tempo. Ci sono poi due nomi fuori dall'attuale parlamentino di via Cambellotti. Da un lato la libraia di Tor Bella Monaca Alessandra Laterza, dall'altro invece Marco Argenti, esponente di Italia Viva che potrebbe ottenere, nel puzzle dei municipi, proprio Tor Bella Monaca. Non trova conferme invece un ritorno di Giuseppe Celli in corsa per il municipio. 

Nel VII municipio è forte la golden share dei manciniani che lavorano su due nomi. Il primo è Giulio Bugarini, che però punterebbe a restare in consiglio comunale. L'altro è Francesco Laddaga, al lavoro da tempo sulla sua candidatura. Outsider è Erika Battaglia, lontana dalle logiche correntizie, ma assai apprezzata da una parte del territorio dove in questi anni, sebbene fuori dalle istituzioni, ha lavorato per la risoluzione dei problemi.

In VIII municipio va a caccia del bis Amedeo Ciaccheri e sembrano esserci pochi dubbi su di lui. Il IX municipio nelle spartizioni a tavolino dovrebbe essere destinato a base riformista. Si tratta infatti della zona di Patrizia Prestipino, parlamentare romana di riferimento della corrente. Si starebbe lavorando su una donna, ma non filtrano nomi. C'è anche chi nomina Augusto Gregori, ma non ci sono in tal senso conferme. In campo però ci sono anche Alessandro Lepidini che aggrega attorno a sè l'area più movimentista e Claudia Pappatà, legata a Massimiliano Valeriani, che però più fonti danno come candidata in Campidoglio. 

Situazione complessa nel municipio X. I dem non riescono ad esprimere un candidato. Giovanni Zannola, ad oggi il nome più forte sul territorio, punta al bis in aula Giulio Cesare. Avanza così, sempre più forte, l'idea di una candidatura civica capace di insidiare il centrodestra e di conquistare, a spese del M5s, il ballottaggio. Il nome più gettonato è quello di Andrea Bozzi, giornalista e consigliere municipale che con la sua associazione ha avviato un dialogo con le forze di centrosinistra.  Fuori dai giochi, per la candidatura più importante, gli ex giovani democratici. L'idea, per provare a raggiungere il ballottaggio, sarebbe quella di scegliere un civico capace di aggregare i vari pezzi del centrosinistra che all'ultima consultazione municipale si dispersero tra De Donno (estrema sinistra), De Luca (Pd) e lo stesso Andrea Bozzi (candidato civico).

Nel municipio XI non dovrebbe avere problemi Gianluca Lanzi, da tempo candidato in pectore del Pd.

Nel XII municipio, altro territorio manciniano, Elio Tomassetti sembra nome quasi certo. In alternativa c'è il nome del giovanissimo Lorenzo Marinone, apprezzato da molti nel partito.

Nel municipio XIII Roberto Fera è un nome che appare spendibile. Nel XIV Alessio Cecera è l'uomo, vicino a Massimiliano Valeriani, su cui si compie la convergenza, in una sorta di scambio rispetto a quanto accadrebbe nel V, del calendiano Patanè. Ambizioni di candidatura anche da parte di Marco Della Porta appoggiato da areadem e dalle correnti minori. In municipio XV infine possibile sfida tra Daniele Torquati e Luigina Chirizzi. Meno quotati rispetto a qualche mese fa sembrano Agnese Rollo e Alessandro Cozza.

Le candidature in Campidoglio del Pd

Un puzzle, quello dei municipi, che avrà ripercussioni anche sulla lista dem per il campidoglio. Ogni corrente punta ad esprimere un tandem uomo donna, ma gli spazi di una possibile vittoria stanno aumentando gli appetiti dei singoli. Nell'area Zingaretti, ad esempio, le coppie potrebbero essere due. Da un lato Marco Palumbo e Sabrina Alfonsi, dall'altro dietro la regia di Massimiliano Valeriani ed Eugenio Patanè, Yuri Trombetti insieme a Claudia Pappatà. A semplificare il quadro il dirottamento sui municipi rispettivamente di Palumbo (presidente del III) e Pappatà (alla presidenza del IX). Nomi di corrente sono anche quelli di Daniele Parrucci e Giammarco Palmieri.

Areadem dovrebbe accogliere l'arrivo nel Pd di Svetlana Celli pronta a correre in tandem con Massimiliano Umberti, oppure con Claudio Mannarino. Nella corrente di Claudio Mancini, Giulia Tempesta sarà la candidata donna, affiancata da Riccardo Corbucci e da Giulio Bugarini. Base riformista dovrebbe schierare Mariano Angelucci e Antonella Melito, mentre i turchi lavorano su Nella Converti o Giulia Fainella, in possibile tandem con Massimo De Simoni. Per gli ex veltroniani in campo Valeria Baglio e Giovanni Zannola, entrambi a caccia della riconferma. Battitori liberi saranno Erika Battaglia, Antonio Stampete (entrambi cercano il ritorno in assemblea capitolina e potrebbero correre insieme), Julian Colabello, Tobia Zevi (il più convinto e coerente candidato alle primarie per il sindaco) e Livio Ricciardelli.

Le altre liste di centrosinistra

Fermento anche nelle altre liste, dove sembra esserci più spazio. Italia Viva punta soprattutto su Marco Cappa e Eleonora De Santis, coordinatori del partito romano. Nelle civiche di sinistra dovrebbe trovare spazio Andrea Catarci ex presidente dell'VIII municipio, così come l'ex consigliere capitolino Dario Nanni. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RomaToday è in caricamento