Comunali 2021, a sinistra spunta l'opzione Zingaretti candidato ma lui nega: "Solo gossip" 

Le voci si rincorrono da giorni ma il presidente del Lazio frena: "Nient'altro che chiacchere"

Nicola Zingaretti, foto Ansa

"Non esiste un'opzione politica in questo senso, riduciamo lo spazio del gossip". Così Nicola Zingaretti stronca sul nascere retroscena giornalistici vari ed eventuali. Che il segretario del Partito democratico, nonché presidente della Regione Lazio, alla fine decida di correre da sindaco di Roma? La voce tra gli addetti ai lavori si fa insistente da giorni e ora il diretto interessato cerca in ogni modo di smentire. 

"Preoccupiamoci di sconfiggere il virus, questo è il vero tema che le persone si attendono dalla politica" taglia corto intervistato su Sky Tg24. Eppure l'ipotesi, sono in diversi a sostenerlo, è circolata eccome. "Specie se le elezioni slittassero a settembre l'opzione potrebbe prendere quota" commentano voci interne al partito. Già, se per ragioni legate all'emergenza coronavirus l'appuntamento con le urne arrivasse a fine estate, magari libero dalla gestione dell'emergenza sanitaria, Zingaretti potrebbe scegliere di sparigliare le carte e correre al Campidoglio. 

Solo ipotesi, appunto, che il governatore del Lazio bolla come mere "chiacchiere". Alimentate però anche da un'altra indiscrezione: lo stesso Zingaretti avrebbe commissionato un sondaggio interno per testare l'elettorato romano su una sua candidatura. Mossa che lui stesso non nega pur frenando qualunque, a suo dire fantasiosa, interpretazione. "Se c'è stato un sondaggio che riguarda anche il presidente della Regione è scientifico ma non politico, perché non esiste una opzione politica di questo tipo". 

Come del resto non ne esistono altre. Al momento la scelta del candidato sindaco di Roma per i dem sembra lontana. Il tempo stringe però, c'è Virginia Raggi, in campo già da agosto, e a breve il centrodestra annuncerà il suo nome. Forse Guido Bertolaso. "Non c'è ancora in nessuna città italiana un candidato sindaco per le prossime amministrative. C'è un po' un'ossessione per Roma" continua Zingaretti tentando di ridimensionare l'ansia da candidatura. Un'ossessione forse giustificata dal fatto che Roma è una partita tanto importante quanto difficile da portare a dama. E c'è forse chi si aspetterebbe una preparazione maggiore e un candidato che parta per tempo. 

Il quadro invece è di stallo da mesi. Ci sono auto candidature "minori" - dalla senatrice Monica Cirinnà al presidente del III municipio Giovanni Caudo -  che chiedono l'indizione delle primarie. Che ancora non si è capito se ci saranno o meno e se, causa coronavirus, sarà possibile farle on line. Poi c'è Carlo Calenda, leader di Azione, da un mese in campo con una candidatura che una parte dei democratici sarebbe anche disposta a sostenere, specie tra gli ex renziani. Una parte. Un'altra invece, altrettanto pesante, ha bocciato il suo nome da subito e senza appello. Lui si dice disposto al dialogo, chiede chiarezza al partito ma a oggi quel dialogo con Zingaretti appare congelato. 

Zingaretti che intanto, al netto di sue ipotetiche discese in campo - per qualcuno un'extrema ratio in caso davvero non spuntassero fuori nomi convincenti - sembrerebbe non aver chiuso il tavolo delle trattative con il Movimento Cinque Stelle. Per riproporre un'alleanza rossogialla anche nella Capitale. Non con Virginia Raggi candidata però. Questa è l'unica certezza. E tra i grillini e Calenda, questo il vero tallone d'achille dell'ex ministro, non corre certo buon sangue. Allora ecco riemergere puntuale il volto di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, ex volto storico del Tg2. Ha sempre negato la sua disponibilità ma il corteggiamento a Bruxelles c'è chi dice non si sia mai davvero interrotto. Un'opzione anche questa che potrebbe essere più plausibile se le elezioni amministrative slittassero a settembre, quando il suo mandato in Europa arriverà a scadenza. Sassoli che, non è un mistero, ha tutte le carte per conquistare anche i Cinque Stelle.   

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