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Museo unico per Roma antica, da destra arriva la difesa per Calenda

Vittorio Sgarbi e il senatore Giro stanno con il candidato sindaco. Calenda: "I musei di Roma oggi non funzionano"

Arriva da destra la difesa a Carlo Calenda finito nelle ultime ore sotto un fuoco di critiche feroci dal mondo della cultura pre la sua proposta di un museo unico per la Roma antica. A sorpresa è l'assessore alla cultura in pectore del centrodestra, Vittorio Sgarbi, a difendere la proposta del candidato sindaco della "lista civica Calenda sindaco". Non solo: c'è chi, sempre a destra, promette un'interrogazione parlamentare per i toni usati da qualche critico. Si tratta di Francesco Giro, senatore di Forza Italia. 

Calenda, dal canto suo, mantiene il punto e oggi su facebook aggiunge: "Chi si scandalizza per la proposta del museo unico al Campidoglio nega un dato di realtà. I musei di Roma oggi non funzionano: non sono pensati per i cittadini che - infatti - li visitano poco. La nostra proposta può piacere o meno ma il dibattito è necessario". 

Ieri le critiche durissime. Oggi arrivano le parole di Vittorio Sgarbi: "Un museo unico per Roma? Mi pare una buona idea. Io sto con Calenda. Ignorante è Montanari. La proposta è ottima: non si tratta di spostare opere, ma di "federare" i musei di enti e Stati diversi. Non sono forse a Roma i musei vaticani? E perché vengono attribuiti a un altro Stato? E non era casa del Papa il Quirinale? E Scipione Borghese, creatore della omonima galleria di Stato, non era un Cardinale? E cioè un uomo di chiesa?Parigi è Louvre. E Roma è l'insieme dei suoi musei e della sue aree archeologiche, che convivono. Roma deve essere un museo continuo, senza divisioni di proprietà comunali e statali e private, visitabile con un solo biglietto, dai musei capitolini a villa Albani, dalla Basilica di San Pietro a Santa Maria del Popolo (che è del Fec, fondo edifici di culto, cioè ministero dell'Interno, e nondimeno è chiesa officiata) a Santa Maria dell'Anima, che è dei tedeschi, aSan Luigi dei Francesi, che è dei Francesi". 

Secondo Sgarbi "la proposta di Calenda va interpretata, ed è profondamente giusta. Un solo biglietto, un pass, deve offrire le chiavi di Roma, deve dar diritto, in una settimana, ad aprire ogni porta. Si deve vendere con i soggiorni negli alberghi, e deve consentire di aprire ogni porta. Roma è un solo museo, miracolosamente articolato,non un accumulo di conquista come il Louvre. E palazzo Farnese, che è dello Stato italiano, non deve essere la residenza dell'ambasciatore francese che ne dispone, ma un museo aperto a tutti". Conclude Sgarbi: "I talebani dei musei separati,alla Montanari, la finiscano di difendere i loro orti, bocciando idee grandi e nobili. Sono piccoli burocrati, scolastici e nemici del popolo. Tutte le grandi idee sono realizzabili da uomini capaci a convinti. Altrimenti il Louvre non esisterebbe. Invito Michetti e Matone a sostenere l'idea di Calenda e mia di un grande Museo antico e moderno (scavi, chiese, ville, palazzi, porti): Roma. Il museo di Roma".

Si concentra sui toni usati contro Calenda il senatore Francesco Giro. "L'aggressione verbale, spinta all'invettiva, messa in atto contro l'ex ministro Carlo Calenda, non mi sorprende ma mi indigna. Non avevo mai visto, neppure da Sottosegretario ai Beni Culturali dell'ultimo governo Berlusconi, il dirigente del Museo più prestigioso di Roma, sede della Galleria nazionale d'Arte Antica, esprimersi in modo così intemperante e becero". Giro aggiunge: "Convengo che Calenda non è il ministro Franceschini ma oggi la sua proposta è criticabile quanto lo era ieri quella di Franceschini. O no? Ma il linguaggio becero è intollerabile e sto pensando di presentare un'interrogazione parlamentare pro Calenda contro queste aggressioni da parte di funzionari pubblici che dovrebbero attenersi ad un codice deontologico e non aprire bocca come se fossero al bar". 

"Quanto alla proposta lanciata da Calenda di un maxi Museo a Roma non convince neppure me ma ha due grandi meriti, quello di rilanciare la centralità del sistema museale in una Capitale che ne ha davvero bisogno, spesso indolente e gelosa di un passato non tutto commendevole, e quello di dirci che il Museo come concetto culturale e funzionale non è mai stato cristallizzato e identico a sé stesso nei secoli. Tutt'altro. Per questo a Roma è nato il primo Museo pubblico al mondo proprio nella sede dei Musei Capitolini che Calenda propone oggi di rivoluzionare. E ciò accadde grazie ad un pontefice illuminato, Sisto IV, che decise di donare alla città un'importante collezione di bronzi proveniente dal Laterano". 
 

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