Mercoledì, 22 Settembre 2021
Elezioni Comunali Roma 2021 Torre Angela / Viale Duilio Cambellotti

Municipio VI, c'era una volta la roccaforte grillina: la candidatura di Filipponi spacca il Movimento

Pronta la lista del M5s, i rumors sulle fratture deflagrano: restano fuori 3 presidenti di commissione. Nell'elenco solo sette consiglieri uscenti

Nell'elenco dei 24 candidati della lista del Movimento Cinque Stelle alle Torri per le amministrative di ottobre figurano molti nomi nuovi: dalla rosa degli aspiranti consiglieri municipali restano fuori, tra gli altri, tre presidenti di commissione. E il motivo, stando a quanto apprende RomaToday, è da individuarsi nella scelta del candidato presidente che il prossimo 3 ottobre dovrà sfidare centrodestra e centrosinistra per conquistare il municipio. Una scelta che ha esasperato i vecchi malumori interni a tal punto da provocare una frattura così forte da comportare la 'fuoriuscita' di alcuni consiglieri grillini dal gruppo. Tra 'non detti', frecciatine sui social, dichiarazioni al vetriolo e querele, il Movimento del 2021 non è più lo stesso del 2016: quello che, per intenderci, ha registrato al sesto municipio oltre il 70% di preferenze al secondo turno battendo al ballottaggio il centrodestra di Nicola Franco.

Francesca Filipponi candidata presidente del sesto municipio

Il nome della discordia è quello di Francesca Filipponi. Lei, ex assessora al sociale della giunta Romanella e vice presidente del municipio, si è dimessa nel giugno del 2019 e qualche mese più tardi ha ricoperto il ruolo di capo staff dell'assessora comunale Veronica Mammì. A RomaToday con l'annuncio della candidatura ha commentato "Torno a casa". Nella sua squadra ex consiglieri (sette) e new entry. Da quanto sappiamo sul tavolo di concertazione c'erano due nomi: il suo e quello di Alessandro Marco Gisonda (assessore alla cultura e vice presidente del sesto municipio dopo le dimissioni di Filipponi). A spuntarla è stata l'ex delegata alle politiche sociali ma per una parte del Movimento Cinque Stelle del sesto municipio (quello fuori dalla lista), questo nome è "stato calato dall'alto anche grazie all'intervento di parlamentari che hanno partecipato alle riunioni".

"Il nostro lavoro è stato apprezzato più dalle opposizioni che dal gruppo del M5s"

Tra loro anche chi avrebbe voluto che Roberto Romanella, presidente uscente, fosse ricandidato: "Il lavoro che abbiamo fatto è stato apprezzato più dalle opposizioni che dai nostri. Non me la sono sentita di candidarmi in questo gruppo così come è stato formato. In questi anni non ho visto la partecipazione all'attività consiliare di eletti che ora si candidano addirittura come capolista. Sicuramente continuerò a interessarmi dei cittadini" ha commentato a Roma Today Fabrizio Tassi, capogruppo uscente del M5s che, come altri, non nasconde il rammarico per gli ultimi accadimenti. Tra chi resta 'fermo un giro', chi fa volare stracci, c'è anche chi aderisce al Misto durante l'ultimo consiglio municipale per dedicarsi al progetto civico del centrodestra di Michetti. E' il caso di Alessandro Stabellini, presidente della commissione patrimonio che raggiunto dal nostro giornale ha spiegato: "Il M5s non è più lo stesso, ora chi decide sono i vertici e non la base tagliando le gambe ai cittadini. Quando sono entrato nel gruppo, i grillini ascoltavano i cittadini, questo non avviene più. Dal canto mio, ho mantenuto il mio mandato fino alla fine per rispetto proprio dei cittadini ma questo movimento non mi rappresenta più come non mi rappresenta la candidatura di Filipponi, forse con Romanella sarebbe stato diverso".

L'accusa di chi esce: "Il m5s è diventato un partito con capibastone"

Il 'j'accuse' di chi si è chiamato fuori è, dunque, anche la trasformazione del movimento in un partito che secondo alcune persone ascoltate da Roma Today vedrebbe 'carrieristi' e 'capibastone'. D'altra parte, chi resta nel Movimento del sesto municipio non 'piange' per i fuorisciti. "Questo è un periodo di transizione in cui si tirano un po' le somme: c'è chi ha deciso di farsi da parte (e per alcuni oserei dire finalmente) e chi ha ancora voglia di lottare e provare a migliorare il territorio. Mi spiace sinceramente che non siano della squadra Agnini e Tassi" ha commentato Laura Arnetoli, ex capogruppo e vice presidente della commissione commercio.

Filipponi: "Non devo giustificare la mia candidatura"

Abbiamo raggiunto Francesca Filipponi. Al nostro giornale ha detto: "Il movimento è in trasformazione e personalmente ritengo che sia doveroso fermarsi, fare un bilancio, mettersi in discussione e migliorare. Questo non significa rinnegare i principi cardine che hanno fatto nascere e crescere il movimento. Non penso che io debba giustificare la mia candidatura, era mio diritto proporla consapevole che non tutti sarebbero stati d’accordo. Ognuno poi ha fatto le sue valutazioni ed ha agito di conseguenza, spinto dalle proprie motivazioni di cui mi auguro se ne assuma le responsabilità senza trovare capri espiatori o labili giustificazioni. Candidandomi ho preso un impegno nei confronti del gruppo e soprattutto dei cittadini che meritano una campagna elettorale "seria". Gli altri faranno quanto riterranno opportuno".

La frattura interna al Movimento Cinque Stelle, che si è delineata già negli anni passati creando due distinti schieramenti negli stessi scranni, è esplosa al termine della consiliatura. Tuttavia questi cinque anni sono stati caratterizzati anche da perdita di consenso – al di là dei numeri - e un rapporto non idilliaco con comitati e associazioni. A cominciare dal QRE, un tempo fortino pentastellato (di cui faceva parte tra gli altri Katia Ziantoni, nominata assessora prima a Tor Bella Monaca e poi a Roma Capitale) oggi non più a sostegno del Movimento di Conte. Basti pensare che anche a causa dell’abbandono istituzionale, un intero quartiere (Torre Spaccata) dopo varie proteste ha chiesto di essere annesso ad un altro municipio (cosa che accadrà con le elezioni). E se nel 2016 Raggi ha presenziato spesso a iniziative territoriali, ad esempio al sesto ha chiuso la campagna elettorale – nel 2021 sceglie altre periferie per raccogliere consenso e punta tutto su Ostia.

La lista del Movimento Cinque Stelle

Giancarlo Colella
Laura Arnetoli
Valentina Fabri Zuccarelli
Antonio Muzzone
Celestina D'Ariano
Cristina Cerbara
Marcello Spinozzi
Alessandro Faina
Cristiana Pizziolo
Agata Genovese
Manuela Morgani
Cristina Silva Cencioni
Paolo Paciolla
Angelo Colonna
Fabio Baccelliere
Federica Contardi
Federico D'Agostini
Giulia de Santis
Raniero Romanelli
Federica Onesti
Pasqualina Salvucci
Angelo Colonna
Marzia Ferris
 

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