INTERVISTA | Cirinnà sfida Raggi e Salvini: "Io irregolare del Pd andrò a caccia dei voti dei delusi dal M5s"

Senatrice dem, per vent'anni consigliera comunale, dà la sua disponibilità a correre per il Campidoglio ma passando dalle primarie. L'intervista a RomaToday

Monica Cirinnà (foto Ansa)

Parla già da candidato sindaco ma ci tiene a precisare che, semplicemente, parteciperà alle primarie del centrosinistra per le amministrative del 2021, quando e se ci saranno. D'altronde, sottolinea, "sono nello statuto". Ha annunciato che scenderà in campo e lo ha fatto "per colmare il vuoto a sinistra", per non "restare schiacciati nel dibattito dal bipolarismo Raggi-Salvini". Monica Cirinnà, senatrice del Pd, nota per la legge sulle unioni civili che porta il suo nome, per vent'anni consigliera comunale con Francesco Rutelli, Valter Veltroni e poi all'opposizione di Gianni Alemanno, si posiziona tra i papabili per la corsa al Campidoglio.

Dice di non apprezzare i nomi di candidati calati dall'alto, strategia che sembrava la preferita dal partito. Ben vengano un David Sassoli o un Roberto Gualtieri, ma sempre dalle primarie si passa. Da sempre considerata donna fuori dai correntismi, potrebbe unire diverse appartenenze e guidare quella larga coalizione tanto auspicata a sinistra per riprendere Roma. Boccia Raggi su tutta la linea, si definisce sicuramente più antifascista di lei e ne condanna la "totale paralisi" amministrativa. 

Senatrice, qual è stata la reazione all'intervista uscita oggi su Repubblica? Ha ricevuto più telefonate di incoraggiamento o più per dirle "chi te lo fa fare”?

Direi che nessuno mi sta dicendo "chi te lo fa fare". Al massimo qualcuno mi dice di avere cautela. Nel campo del centrosinistra abbiamo un problema in questa fase: serve presidiare un'area che, almeno in attesa delle primarie, è scoperta. Rischiamo di finire schiacciati dal bipolarismo Raggi-Salvini. E lo vediamo, dato che Salvini, con il suo solito inganno elettorale, ha pensato bene di incartare Roma con la sua faccia nonostante non sia il candidato. I nostri elettori devono sapere che il centrosinistra anche in un atteggiamento dialogico e di confronto c'è, esiste. Questo è il motivo che mi ha spinto a scendere in campo: chi mi conosce lo sa e non mi dice "chi te lo fa fare". 

Ha annunciato già diverse tappe di un tour per Roma. A Pomezia dai produttori del vaccino anti-covid, dai costruttori, a Fiumicino dai lavoratori dell'aeroporto, nelle periferie. Sembra un programma già da candidato sindaco…

Semplicemente penso che le cose o si fanno seriamente o non si fanno. Al momento sto lavorando per le elezioni regionali, come tutti i dirigenti del partito e quando sto a Roma giro per la città. Osservo, ascolto le necessità e dico la mia su alcune cose. Può darsi che alla fine io capisca che sono più le persone che non mi apprezzano di quelle che mi apprezzano. In tal caso saprò prendere le mie decisioni. Ma la gara di facce non mi interessa e non mi interessa competere sulla base di meri pezzi di carta. 

Ha detto che correrà alle primarie. Per lei sono imprescindibili per selezionare il nome finale? 

Sono nello statuto del Partito Democratico. Noi non torniamo indietro sulle regole e sui patti. 

Ha parlato con la segreteria del Pd? 

Sono una dirigente nazionale e in questo momento stiamo tutti lavorando per le elezioni regionali. Se ne parlerà quindi, insieme, dopo il 22. Nicola Zingaretti è il mio segretario, l'ho votato e sostenuto, non ho certo problemi a confrontarmi.  

Proprio i vertici del partito fin'ora sembravano propendere per la ricerca di un profilo "alto", di un big da scegliere a tavolino. Penso a David Sassoli, a Roberto Gualtieri... Andrebbero bene per Roma?

Non ho niente da dire su questi profili, sono tutti uomini che ammiro, con grandissima capacità politica, che fanno e hanno fatto un lavoro encomiabile per tutti i cittadini italiani e quindi anche romani. Se qualcuno di loro deciderà di essere a disposizione della città di Roma molto bene. Ma siccome il Pd Roma prevede le primarie anche loro si misureranno con le primarie. Un candidato forte non le teme.   

È sempre stata considerata una donna fuori dalle correnti. Forse quello che serve per realizzare quella larga coalizione di cui tanto si parla a sinistra, imprescindibile per vincere a Roma?

Penso che un Pd troppo imbrigliato nella ragnatela delle aree e delle appartenenze non riesca a spiccare il grande salto a partito di massa nel quale ognuno di noi può riconoscersi. Deve esserci spazio anche per quelli come me, che sono un po', come dire, "irregolare", quelli che seguono i loro valori e votano il segretario sulla base del programma proposto. Credo che il Pd debba guardare fuori da se stesso e parlare agli elettori M5s di Roma delusi. È a loro che do la caccia, a loro e agli astenuti, e lo faccio da "irregolare", dalla persona che i romani conoscono.  

Già, i romani la conoscono bene. Vent'anni da consigliera comunale. Quali battaglie vinte ricorda in particolare e quali fallimenti?

Difficile riassumere un ventennio di amministrazione. Le cito le battaglie che riguardano i diritti delle donne: la nascita della Casa delle Donne fu opera della commissione delle Elette quando io ero presidente. Penso al Piano delle certezze, delibera con cui abbiamo messo in sicurezza migliaia e migliaia di ettari di verde, al canile della Muratella considerato tra i più belli d'Italia, al salvataggio di Acea. Rammarichi certo ce ne sono stati, capita sempre quando si fa politica.  

Ha vissuto come consiglierà comunale gli anni di Alemanno. Come giudica, a confronto, quell'amministrazione di centrodestra e quella attuale del M5s? 

Sulla giunta Alemanno ho il giudizio di una persona che l'ha vissuta da consigliera comunale. C'era una dialettica continua destra-sinistra, eravamo 17 consiglieri comunali all'opposizione. Oggi siamo davanti a un monocolore M5s che ha portato Roma a essere la città più sporca d'Italia, con i bus che vanno a fuoco, le strade piene di buche. Anche questa forse è in parte un'eredità della giunta Alemanno, ma in quattro anni e mezzo Raggi, con una maggioranza come la sua, qualche pezza avrebbe potuto metterla. Potevano rivoltare Roma come un calzino ma non hanno avuto vere teste per farlo. 

Raggi peggio di Alemanno?

Questo non l'ho detto. Dico solo che i romani sanno chi ha risollevato Roma e chi l'ha affossata. Ci si può rialzare anche dalla peggiore decadenza, come facemmo con Francesco Rutelli sindaco nel '93, dopo Tangentopoli. Qualcosa poteva fare Raggi per risollevare Roma. 

Sempre Raggi ha detto di essere una donna "di sinistra" e che il Pd non ha combattuto quanto lei contro Casapound. Commenti? 

Se Raggi fosse di sinistra non avrebbe attaccato frontalmente la Casa internazionale delle donne con un procedura di sfratto o Lucha y Siesta, un'occupazione sì ma di un vecchio immobile di Atac che non interessa a nessuno. Se fosse di sinistra non smantellerebbe i presidi della sinistra. Penso ancora al centro sociale Spin Time. Una donna di sinistra sta dalla parte degli ultimi. Sull'antifascismo la mia posizione è più che conosciuta: parla per me il lavoro di tanti anni con Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani, ndr). Non credo che si possa discutere sull’antifascismo. 

Il più grande flop dell'amministrazione M5s a Roma?

In generale la manutenzione della città. I romani chiedono che il bus passi alla fermata, che una strada sia percorribile in sicurezza, che i bambini non debbano giocare in mezzo all'immondizia, chiedono la raccolta differenziata, visto che non si capisce neanche come la si debba fare. Un esempio su tutti: le strade. Raggi si vanta di aver rifatto 800 chilometri di vie. In realtà sta usando il binder, l'asfalto "elettorale", quello alto pochi centimetri che al primo freddo e alla prima pioggia si crepa. Lo so perché ho seguito anni di lavori pubblici negli anni di Rutelli e Veltroni.  

Cosa farebbe da sindaca nei primi cento giorni di mandato. 

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Non posso dirlo perché non so se sarò io la candidata né se sarò sindaca. E se sarò io sarò solo un capo branco. Non è si mai uomini o donne sole al comando. Ritengo che per la città le priorità siano manutenzione e funzionamento della città, lavoro, ricerca, trasformazione ecologica. Ma non sarò io da sola a decidere. 

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