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Giovedì, 30 Giugno 2022
Elezioni Comunali Roma 2021

Enrico Michetti e il suo programma per conquistare la Confcommercio

“La delega al turismo la tiene il sindaco”, dice l’amministrativista alle categorie: “La nostra sarà un’amministrazione concertata. IMU? Non faccio promesse e potremo fare poco”

“L’attività della PA deve essere concertata, il commercio va rispettato e per questo serve un dialogo, una visione dell’amministrazione che non sia ostativa. E’ passata una visione deteriore, come se chi fa commercio facesse meramente speculazione, io invece penso che tutto quello che ostacola le vostre attività vada rimosso. Il mio sarà un intento marcatamente collaborativo, al servizio di chi crea lavoro, occupazione, servizi”: continuano gli incontri di Confcommercio Roma con i candidati sindaco per il Comune di Roma. Il 7 luglio è stato il turno di Enrico Michetti, candidato per il fronte di centrodestra, che però ha voluto fortemente sottolineare la sua piena appartenenza civica.

Un intervento fortemente versato sulle materie di cui Michetti è storico specialista – il diritto amministrativo – “tagliato” con particolare attenzione al mondo del commercio, dell’industria, dei servizi. “Noi promuoveremo una revisione integrale dei regolamenti e delle normative concertata con le categorie. Si parla parecchio di gestioni commissariali, ma la procedura commissariale di per sé non dovrebbe esistere. I poteri commissariali sono i poteri del dittatore e l’unica Costituzione in cui erano previsti fu quella di Weimar; poi arrivò un certo Adolf Hitler e si ricorda bene come andò a finire. Nell’arco di due anni è necessario che ritorni un clima di normale gestione amministrativa; rivedremo completamente i tributi locali e metteremo ordine a una giungla da 160mila norme: non tutte spettano a noi, su molte servirebbe un intervento del Parlamento. Se alle attività commerciali è stato imposto per legge di chiudere, questi esercizi non dovranno pagare alcuna tassa, altrimenti non è un tributo ma una truffa. Ma vi dico chiaramente che con l’attuale stato dei bilanci capitolini, per la situazione dell’IMU potremo fare ben poco. Forse sulla Tari, in carenza di servizio, potremo ridurre fino all’80%, ma finché i conti sono così per l’IMU non posso promettere nulla”.

Efficienza amministrativa è una parola chiave per Michetti. “La legge 241”, spiega il professore, “impone dei tempi certi per i provvedimenti. Se ci sono adempimenti complessi noi aiuteremo il funzionario; se si va oltre termine ci sarà un primo reclamo la prima volta, la seconda volta prenderemo dei provvedimenti, la terza volta dei provvedimenti ancora più forte. Fai questo per un funzionario e ne educhi cento. La Pa deve essere completamente al servizio delle attività produttive. Vi do una notizia”, incalza rispondendo a domanda: “La delega al turismo la tiene il sindaco”.

“Il comune che si mette a servizio delle attività produttiva ha bilanci solidi, è floridi e ha prospettiva. Il comune deve avere un progetto, deve impostare una direzione di marcia e vedrete che intorno ad essa le altre amministrazioni si accodano, si coagulano. Ad esempio, la soprintendenza dice dei no? C'è modo e modo, c’è no e no. Noi faremo a monte una concertazione con le categorie produttive e così potremo far presente alle amministrazioni che con noi collaborano che la città vuole questo e quello, e di ciò si dovrà tenere conto. Guardate”, continua Michetti, “io ho le mani libere. Ve lo dico senza mezzi termini, le forze politiche che mi sostengono pensano senza mezzi termini che il voto clientelare è costoso, pericoloso ed è distruttivo per il paese. Quel che fa guadagnare consenso stabile è invece il corretto esercizio del potere e questo significa valorizzare tutto quello che c'è sul territorio e mettersi al servizio delle forze produttive. Questo so già che mi farà avere grossi problemi con diversi sindacati ma non mi importa”.

“Roma dovrà pullulare di eventi e dovremo costruire insieme il brand più importante del mondo, il brand Roma. Mi criticano perché parlo della storia di Roma e non mi offendo se mi chiamano tribuno. Sono parole gloriose: Roma aveva posto al centro il cittadino fin dai tempi della Repubblica Romana. Il Faraone lavorava per sé stesso, a Roma imperatori, consoli, dittatori, il senato avevano inventato la cittadinanza: la Res Publica costruiva strade, ponti, acquedotti, terme, bagni pubblici. Per questo noi potremo avere tolleranza zero verso chi infrange la legge: chi non rispetta la legge non rispetta il popolo che la emette”. 

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