Elezioni Comunali Roma 2021

Elezioni Roma, Michetti si scusa per le parole usate sulla Shoah: “Imperdonabile leggerezza”

Il candidato sindaco si è scusato per l’articolo in cui aveva dichiarato che per gli ebrei c’è più pietà perché avevano banche

Enrico Michetti ammette l’errore. Il candidato di centrodestra alle elezioni comunali ha deciso di fare un passo indietro, scusandosi, per le parole con cui aveva commentato la Shoah.

Il 9 ottobre, alla vigilia della giornata europea della cultura ebraica, Il Manifesto aveva ricordato un articolo che, il “Tribuno del popolo” aveva scritto per Radio Radio lo scorso 19 febbraio. In quell’occasione Michetti aveva messo a confronto la tragedia della Shoah con quella delle foibe

La Shoah e le banche

“Ogni anno si girano e si finanziano 40 film sulla Shoah, viaggi della memoria, iniziative culturali di ogni genere nel ricordo di quell’orrenda persecuzione. E sin qui nulla quaestio, ci mancherebbe. Ma mi chiedo – aveva scritto nel 2020 il candidato sindaco - perché la stessa pietà e la stessa considerazione non viene rivolta ai morti ammazzati nelle foibe, nei campi profughi, negli eccidi di massa che ancora insanguinano il pianeta. Forse perché – aveva commentato Michetti - non possedevano banche e non appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta”.

Parole che nascondono un pregiudizio

Le parole del candidato di centrodestra erano state commentate anche da Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma. “Quando chiediamo di ricordare la Shoah non lo facciamo per noi ebrei – ha premesso Dureghello in un Tweet - lo facciamo perché la Shoah è il paradigma del male e il male va combattuto senza ambiguità di nessuno tipo. Le parole di Michetti – ha scritto Dureghello - sono pericolose e nascondono un inquietante pregiudizio”.

L'imperdonabile leggerezza

Un “pregiudizio” dal quale Enrico Michetti, criticato anche dal suo competitor Roberto Gualtieri, ha deciso di prendere le distanze. “Nonostante abbia con fermezza condannato ogni forma di discriminazione razziale, anche in tempi non sospetti, ed in primis quella rappresentata dalla Shoah – ha dichiarato il candidato di centrodestra -  mi rendo conto che in quell'articolo ho utilizzato con imperdonabile leggerezza dei termini che alimentano ancora oggi storici pregiudizi e ignobili luoghi comuni nei confronti del popolo ebraico”.

Le scuse di Michetti

Michetti ha quindi ammesso di aver computo “un’imperdonabile leggerezza” per la scelta dei termini contenuti nell’articolo. E “per questo mi scuso sinceramente per aver ferito i sentimenti della Comunità Ebraica, che come tutti gli italiani apprezzo e ritengo parte perfettamente ed orgogliosamente integrata della città di Roma da sempre e nel Paese tutto”.

Il sopralluogo al Ghetto

Le scuse arrivate per le parole contenute nell’articolo, arrivano un mese dopo la presa di distanze dalle dichiarazioni di una candidata della lista Michetti, la novax Francesca Benevento, che aveva definito il ministro Speranza “un ebreo che risponde agli ordine dei suoi padroni, di origine ebraica”. Anche per gettare acqua sul fuoco, in una delle sue prime uscite pubbliche Michetti, si era recato al Ghetto, per incontrare cittadini e ristoratori. “Ho trovato un ambiente sano, propositivo e soprattutto un grande sentimento patrio tra i giovani e questo mi ha riempito il cuore” aveva dichiarato in quell’occasione il “Tribuno di Roma”.

Il sopralluogo, dopo le polemiche legate al post della NoVax ed a quelle di un candidato con il tatuaggio di Benito Mussolini, aveva contribuito a rafforzare l’immagine di Michetti come quella di un moderato. Un’immagine che il candidato tiene a difendere, come le recenti scuse per i termini utilizzati verso lo Shoah sembrano confermare. 
 

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