INTERVISTA | Marcello De Vito (M5s): "Vi presento Crea Movimento. Una mia candidatura? È prematuro"

Parla a RomaToday il presidente M5s del Consiglio comunale. Dalla nuova avventura con Crea Movimento ai giudizi su Raggi: "Su ambiente e rifiuti troppi errori"

Ha da poco battezzato un nuovo laboratorio politico dal nome Crea Movimento. Un po' un ritorno ai Cinque Stelle della prima ora e a quella partecipazione dal basso che era pilastro inamovibile del grillismo. Dai Cinque Stelle però non sembra avere intenzione di allontanarsi. Marcello De Vito, consigliere M5s e presidente dell'aula Giulio Cesare, tra gli esponenti romani più critici nei confronti dei vertici nazionali grillini così come dell'amministrazione di Virginia Raggi, si prepara a una nuova avventura. Un'associazione che punta a "proporre una diversa visione politica, non solo sui temi". In parte simile a quella che i pentastellati hanno perso, tutta basata sul confronto-dibattito aperto tra gli iscritti coinvolti in tavoli tematici e assemblee aperte in rete. Non un partito alternativo ma un soggetto che promette di attirare a sé anche "le adesioni di molti esponenti del Movimento". Un'anticamera per una sua candidatura a sindaco di Roma? Non dice no. Parlarne oggi però "è prematuro".  


Con l'assemblea costituente del 7 novembre è nato ufficialmente il laboratorio politico Crea Movimento che lei stesso ha fondato. Ci spiega di cosa si tratta? 

In realtà è nato ad agosto, con alcuni amici. È appunto un laboratorio politico, un think tank. Un progetto che ha l'intento di proporre una visione politica innovativa, non solo sui temi, ma anche su un'etica e un linguaggio capace di andare oltre i vecchi schemi, specie quando supereremo questa grave emergenza sanitaria.

Quante adesioni ufficiali ha a oggi l'associazione e da dove provengono?

Hanno aderito non solo molti esponenti del Movimento di tutti i livelli, da quello nazionale a quello municipale fino ad attivisti storici, ma anche molti esponenti della società civile, ingegneri e avvocati, medici e ricercatori, rappresentanti dell'associazionismo. 

Come si pone rispetto al M5s (del quale lei fa ancora ufficialmente parte)? Si può definire una corrente interna o siamo alla fase embrionale di un nuovo partito politico? 

Mi sono dimesso da presidente dell'associazione proprio per evitare strumentalizzazioni, visto anche il mio ruolo istituzionale. Il nuovo presidente che verrà eletto nel Consiglio direttivo nazionale lunedì prossimo potrebbe anche essere un iscritto del M5S. Ma, come le dicevo, il progetto ha coinvolto anche tanti tecnici, professionisti, persone della società civile, associazioni.

Il suo addio ai grillini è dato per scontato da mesi. È stato più che critico sia con i vertici nazionali che con l'amministrazione Raggi. Perché non lascia definitivamente? 

Mi pare più che altro sia il Movimento, con tanti suoi esponenti di vertice, che si stia allontanando da se stesso. Hanno disatteso aspettative e promesse su tanti temi identitari, dalla Tav all'Ilva sino alla vicenda Autostrade. Ad agosto hanno cancellato con 24 ore di discussione due regole fondanti, come il limite dei due mandati e il divieto di alleanze. Tutto questo per garantire la loro continuità politica e il mantenimento della poltrona:  come le dicevo sono gli attuali vertici che si stanno allontanando dal M5s. 

Cosa pensa di questi Stati Generali del M5s? Li ha invocati per settimane.

A Roma si userebbe la parola "guazza". Credo che si voglia dare un'idea di partecipazione, ma che in realtà il film sia già scritto. La vera partecipazione nel Movimento non esiste più.

"Si sta prediligendo la via dell'auto proclamazione attraverso videoconferenza autoreferenziali e riservate ad amici e fedelissimi". Sono sue parole a commento della prima video assemblea di tentata riconciliazione di Raggi con gli attivisti romani. Lei ha partecipato? Perché dice che era riservata agli amici? Cosa non le è piaciuto in concreto di come si è svolto l'evento? 

In realtà mi riferivo anche ad altre e precedenti videoconferenze. A ogni buon conto, il punto vero è anche in questo caso il rispetto di principi fondanti: il M5S ha sempre scelto i suoi candidati mediante le primarie (comunarie), aprendo fasi di confronto con la base e concedendo uguali spazi a tutti. Invece mi pare che si stia procedendo per autoproclamazione. Anche questo rientra nella deriva verticistica del M5S.

Luigi Di Maio ultimamente ha fatto più volte trapelare l'intenzione di perseguire la strada dell'alleanza con il Pd anche per Roma. Strada che escluderebbe la candidatura di Raggi. Lei che idea si è fatto? Sarà davvero Raggi alla fine dei giochi il candidato sindaco del M5s? 

Come cerco di far capire, le scelte in una forza come la nostra spettano alla base, non ai vertici.

L'unico altro candidato al momento in campo è Carlo Calenda. Cosa pensa del leader di Azione? 

Non lo conosco, non posso esprimere un giudizio. Posso avere la semplice impressione che sia una persona molto competente, molto preparata, ma altrettanto divisiva, poco portata ad agire in squadra ed a riconoscere l'altrui valore. Ricordo che Roma si governa solo con una grande squadra fatta di non meno di 70/80 persone di grande valore e competenza in tutti i ruoli cardine, politici, amministrativi e ai vertici delle aziende.

Con Crea Movimento avete messo in piedi dei gruppi tematici appositi su Roma. Suonano come anticamera di un programma elettorale. E di una sua candidatura al Campidoglio magari con una lista civica... Ci sta pensando?

Il suo quesito mi pare prematuro. Intanto da presidente di Crea mi sono dimesso, dato il mio parallelo ruolo istituzionale, proprio per evitare simili strumentalizzazioni e per tutelare questo straordinario progetto. 

Tempo fa indiscrezioni lo davano vicino alla Lega, interessato a un passaggio nel partito di Matteo Salvini. Smentisce di aver avuto contatti del genere? 

Ricordo che sono in politica da 7 anni. Un presidente d'aula ha il dovere istituzionale di relazionarsi con tutte le forze politiche. Qui non si tratta di convergere in un partito o in un altro, ma di condividere con responsabilità i contenuti per rilanciare la visione di questa città. Poi, se ci sarà bisogno di rappresentare le istanze dei cittadini, non ci tireremo indietro.

Una riforma per i poteri di Roma Capitale sembra essere la priorità da sempre per tutti. L'ha inserita anche tra i temi di discussione di Crea Movimento. In questi due anni però il M5s è stato al Governo, non si poteva accelerare in tal senso?

Certamente andava sfruttata meglio la sinergia istituzionale tra il Governo nazionale e Roma Capitale, purtroppo anche questa volta si è persa l’occasione per equiparare Roma alle altre grandi capitali mondiali. Occorre prevedere una qualificazione costituzionale di regione a statuto speciale, con la capacità di determinare la propria azione politica ed amministrativa sul territorio. Nel contempo, acquisire risorse finanziarie con il recupero delle imposte nazionali e con il processo di internazionalizzazione. I modelli virtuosi delle capitali nel mondo sono molti, il gruppo di lavoro saprà sicuramente lavorare su questo. 

In un recente report della Commissione europea sulla qualità di vita percepita in 80 città, si certifica ancora una volta il totale flop di raccolta rifiuti e pulizia nella Capitale. Solo l'8% degli intervistati si dice soddisfatto. Cosa ha sbagliato l'amministrazione M5s in questi quasi cinque anni di mandato? 

In questo settore, oggettivamente, tanto. È mancata continuità: sinceramente anche io ho perso il conto di assessori e amministratori di Ama. È mancata capacità di dialogo con la Regione. Si è partiti con un approccio troppo ideologico su un tema che necessita concretezza. L'ovvia conseguenza è che non vi sono stati miglioramenti, la differenziata è rimasta al palo del 45%, tanto per fare un esempio. Occorreva, da una parte mappare il territorio per definire le modalità di raccolta in base alla viabilità urbana - in alcuni quartieri, dal centro storico alle periferie, la cd raccolta del porta a porta, rispetto al posizionamento dei cassonetti, non si è rivelata efficace - dall'altra invece avviare il ciclo dei rifiuti a 360 gradi, valutando anche la possibilità di un'azione sinergica e strutturata tra Acea e Ama.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Vigili nella bufera, Raggi guarda Report e decide di ruotare gli agenti. In bilico il comandante Napoli

  • Primark inaugura a Roma: lunghe file dalle prime ore del mattino

  • Roma, la mappa del contagio dell'ultimo mese: ecco i municipi e i quartieri con più casi

  • Apre Maximo Shopping Center, un nuovo centro commerciale a Roma: 160 negozi sulla Laurentina. Grande attesa per Primark

  • Incidente sulla Pontina: l'auto ha un'avaria, lui scende e viene investito da un tir. Morto 43enne

  • La pasticceria di Roma premiata con "Tre Torte" dal Gambero Rosso: è tra le migliori d'Italia

Torna su
RomaToday è in caricamento