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Virginia Raggi (foto Ansa)

Virginia Raggi (foto Ansa)

M5s, i ribelli grillini tornano all'attacco di Raggi: "No a scelte dall'alto su candidato sindaco e liste elettorali"

I cinque consiglieri capitolini ribadiscono il no al Raggi bis senza passare dal voto on line di base e portavoce. Ieri un altro strappo interno alla maggioranza sulla vicenda del cinema Palazzo

"Pensiamo che le scelte, sia per il candidato che per le strategie politiche, non possano essere calate dall'alto in modo precostituito". Così i ribelli del Movimento 5 Stelle in Campidoglio tornano a farsi sentire. Niente candidatura della sindaca Raggi alle prossime comunali prima che il suo nome sia passato al vaglio degli attivisti e di un voto on line sulla piattaforma Rousseau.

Non è la prima volta che il gruppo di grillini dissidenti punta il dito contro il Raggi bis. Sono Enrico Stefàno, Alessandra Agnello, Marco Terranova, Donatella Iorio, Angelo Sturni. I primi a consumare lo strappo con la prima cittadina poco dopo l'annuncio della sua candidatura alle comunali 2021 arrivato la scorsa estate. Adesso hanno anche una pagina Fb dedicata, si chiama "il piano di Roma". Qui si discute della Capitale, di idee e visioni per il futuro della città, ma anche di questioni di metodo interne al Movimento Cinque Stelle romano. 

"A nostro avviso è fondamentale che i portavoce uscenti e gli attivisti, insieme a tutta la comunità del Movimento romano, possano partecipare direttamente alle decisioni di indirizzo politico che riguarderanno le elezioni amministrative del 2021". Alla scelta del candidato sindaco, in primis, ma non solo. Per quanto riguarda il "processo di formazione delle liste riteniamo assolutamente in linea con i principi e i valori del Movimento Cinque Stelle il metodo ed il percorso già adottato nel 2016 che garantisce, ancora oggi, la più ampia trasparenza e partecipazione democratica degli iscritti e degli attivisti del Movimento romano, attraverso l'uso della piattaforma Rousseau". 

Nel finale poi la frecciata che tra le righe sembra essere un messaggio diretto alla sindaca: "Auspichiamo che in questo contesto si facciano avanti candidati onesti, anche intellettualmente, in grado di costruire e tenere unita una squadra di persone competenti e capaci di attuare un programma sfidante e ambizioso. Il nostro sogno è che nel futuro di Roma continuino a splendere le stelle". 

Ricapitolando, prima "temi e idee al centro della nostra attività", poi, "solo in un secondo momento prenderà avvio il dibattito sull'individuazione del candidato sindaco per il Movimento Cinque Stelle, che dovrà mettere al centro l'idea di squadra alternativa a quella dell'uomo solo al comando". Una chiara presa di posizione e sancisce ulteriormente lo strappo con Raggi rispetto a un mancato confronti su nomi e temi, da tempo sofferto sia dalla base degli attivisti sui territori che da una parte di consiglieri capitolini. Una squadra da tempo spaccata al suo interno quella grillina di maggioranza in Campidoglio. 

Lo strappo sul Cinema Palazzo

E proprio ieri si è consumata l'ennesimo scontro sulla vicenda legata allo sgombero del cinema Palazzo. "Io mi dissocio da questo modo di fare politica che non mi appartiene - ha dichiarato la consigliera pentastellata Agnese Catini - mi dissocio formalmente da questo sciagurato accostamento effettuato sbandierando la legalità, da tweet incauti cui si è cercato di riparare con comunicati successivi". 

Il riferimento è al tweet con cui la sindaca Virginia Raggi ha ringraziato le forze dell'ordine per "gli sgomberi" effettuati e il ripristino della legalità, di fatto accostando e equiparando lo sgombero di San Lorenzo a quello di Forza Nuova in via Taranto, avvenuto in contemporanea. Salvo poi a fine serata ritrattare tentando sempre a mezzo social di riparare alla gaffe che gli è costata una lunga giornata di attacchi e lamenti dal mondo della sinistra romana. Anpi compresa. Uno scivolone che non le è stato perdonato nemmeno all'interno. Tanto che lo stesso vicesindaco Luca Bergamo ha preso da lei le distanze, chiedendo subito di "salvare" quell'esperienza che ha arricchito il quartiere. Altro che Forza Nuova. Un rapporto anche quello tra il vice e la prima cittadina da tempo ai ferri corti. 

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