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Letta apre il dossier Roma: "Primarie via maestra". Calenda si sfila: "Nostre strade si separano"

Il segretario dem indica la modalità di scelta del candidato sindaco e ribadisce la necessità di una coalizione

Enrico Letta, segretario del Pd, apre il dossier amministrative e indica le parole chiave: primarie e coalizione. Poche parole, pronunciate a Radio Immagina, che ribadiscono concetti ormai chiari da una decina di giorni: il centrosinistra sceglierà il proprio candidato sindaco attraverso le primarie. "Le elezioni amministrative sono un passaggio decisivo. Ma intervengono in una terra di mezzo. La via maestra deve essere la via delle primarie con le quali individuare i nostri candidati. La partecipazione delle primarie è sempre una spinta energetica per sfidare gli altri candidati". 

"Solo così saremo di nuovo vincenti. Il centrosinistra ha vinto quando ha fatto coalizione e questo dobbiamo tornare a fare", dice nel filo diretto a Radio Immagina. Primo appuntamento di una iniziativa che Letta vuole rendere permanente, a cadenza bisettimanale. Un modo per confrontarsi direttamente con gli iscritti. A loro sarà dedicata l'assemblea nazionale di sabato e a loro, dice Letta, vuole essere dedicata la sua segreteria. "Il partito che voglio proporre è un partito in cui gli iscritti saranno il cuore di tutto perché saranno iscritti a decidere sulla grandi questioni". E poi "il partito dei territori, della prossimità" e infine "il partito che si candida a guidare il Paese con le sue idee, ma non un partito del potere".

Deciderà la base insomma, anche se va registrato che al momento non c'è ancora né un regolamento né soprattutto una data. Un vuoto che lascia margine alle ipotesi e alle trattative per convincere, su Roma, il "peso massimo" Nicola Zingaretti. Lui giura e dichiara che non si candiderà, ma i rumors ci sono. Il pressing di Letta per ora sembra essere caduto vuoto, soprattutto perché in campo c'è ancora la Raggi e l'impossibilità di stringere un accordo con il M5s sin dal primo turno. Da qui l'accelerazione verso le primarie. 

Si tira fuori dalla contesa Carlo Calenda. "Il dado è tratto. Scelta legittima. A questo punto le nostre strade si separano. Crediamo che occorra smettere di parlare per mesi solo di Pd, coinvolgere i cittadini in modo trasversale e operare un rinnovamento di classe dirigente che le primarie tra correnti non garantiscono", scrive su Twitter il leader di Azione. "Ci confronteremo sui programmi con apertura e reciproca disponibilità", aggiunge Calenda.

Plauso dal vicesegretario del Pd Lazio, Enzo Foschi: "Sono molto felice delle parole usate da Enrico Letta in merito alle primarie come 'via maestra'. Alla politica e ai cittadini non servono né stanze segrete, né candidati unti dal 'signore'. Permettere di scegliere, insieme ai romani e alle romane, la candidata o il candidato sindaco, è certamente il modo più bello per rispettare una comunità. Sono orgoglioso che il Pd sia sempre in prima linea nel coinvolgere i nostri cittadini. Abbiamo davanti a noi una grande sfida: far rinascere Roma. Questo è il nostro obiettivo e la vittoria non sarà dell'uomo solo al comando ma di un'intera comunità politica. 

Soddisfatto Tobia Zevi, uno dei candidati della coalizione da tempo in campo: "Bravissimo Enrico Letta! Le primarie servono. Basta correnti e accordicchi nelle segrete stanze, si' alla partecipazione popolare e al confronto su idee e squadre. Ora velocemente data e regolamento e che vinca il/la migliore!".
 

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