Elezioni Comunali Roma 2021

La scissione dell'atomo verde: l'ambientalismo è di tutti (o di nessuno)?

IL COMMENTO - Alle comunali romane la tematica ecologista sarà polverizzata su più partiti

"Ci ho pensato, mi sarebbe piaciuto, ma non ci sono le condizioni minime. Per partecipare alle primarie serve un percorso lungo di condivisione. Magari se si fosse votato tra tre mesi mi sarei messa a disposizione. Ma con le regole approvate un mese prima del voto non riesco a competere come vorrei, non con un percorso fatto insieme al mio mondo di riferimento": con queste parole Rossella Muroni, deputata romana che sta costruendo l’esperimento ecologista di Facciamo ECO in Parlamento, ha fatto un passo indietro rispetto alla corsa per Roma. Non correrà alle primarie del centrosinistra previste per il prossimo 20 giugno; aveva aperto alla possibilità sulle colonne di Roma Today, ma i dati di contesto sembrano aver prevalso.

E di "dati interessanti di contesto" si può ben parlare, se si riflette invece sull’appoggio, aperto e pieno, di un ex big ambientalista come Alfonso Pecoraro Scanio alla sindaca uscente Virginia Raggi: “Ahinoi, ci fa sempre penare”, ha scritto una fonte green a RomaToday, commentando l’uscita dell’ex ministro dell'Ambiente che è stato rilanciato e sottolineato dalla grancassa pentastellata. Quel che appare, insomma, è che, dalle elezioni romane fino allo scenario nazionale, l’ambientalismo sembra essere patrimonio di tanti, e forse di nessuno. Probabilmente non ancora della forza organizzata che dovrebbe rappresentarlo e che sembra un po’ scissa: date le dimensioni elettorali, ci perdoneranno i Verdi se avanziamo l’impressione che si tratti di una scissione dell’atomo. A sostegno della prima cittadina Cinque Stelle ci sarà, probabilmente, una lista civica di impianto ecologista; a sostegno del candidato alle primarie del PD Roberto Gualtieri ci sarà, probabilmente, una lista politica di impianto ecologista. Forse vedremo simili raggruppamenti anche a destra, quando il fronte conservatore individuerà il suo nome per la corsa al Campidoglio.

I Verdi romani, ultimi epigoni della Federazione dei Verdi e rappresentanti italiani dei Verdi Europei, siedono al tavolo del centrosinistra: ma il loro patrimonio è disperso, come in una diaspora ecologista. Gli esponenti dell’ecologia si ritrovano in ogni fronte politico e sembra lontano l’approdo prefigurato dalla stessa Muroni, quello una forza ecologista di taglio euromediterraneo, che attualmente manca. In Europa del nord le forze verdi iniziano ad essere il punto di riferimento di chi una volta votava a sinistra, mentre le forze tradizionali del movimento operaio sembrano rimanere competitive solo nella penisola iberica. Tornando a Roma, l’ex Cinque Stelle Simona Ficcardi è la nuova rappresentante in campidoglio del Sole che Ride, ma la formazione politica che diede in qualche modo persino un sindaco di Roma (con Francesco Rutelli) sembra lontana dal superare una soglia di rilevanza elettorale significativa.

I motivi? Sono vari. E’ vero che in Europa del Sud una strada ambientalista diversa da quella che si può costruire nei (ricchi) stati nordeuropei manca ancora; ed è vero che sono i partiti della sinistra ad appropriarsi delle parole d’ordine della lotta ambientale, ne è un esempio il rebranding del  Partito Socialista francese che si professa ormai “socialista-ecologista”. Vero sembra essere altrettanto che i Verdi hanno avuto dei tempi d’oro in Assemblea Capitolina, con il 7% ai tempi di Rutelli o anche, solo, il quasi 5% del secondo Veltroni: che fine ha fatto quel patrimonio?  E' vero infine che le piazze dei Fridays for Future, in tutta Europa e anche in Italia, dimostrano che la voglia di una forza ecologista solida e credibile c’è, e può trovare gambe per camminare, se una classe dirigente giovane e competitiva avesse voglia di andarle a recuperare. 

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