INTERVISTA | Tobia Zevi: "Servono le primarie per scegliere il sindaco. Pronto a candidarmi"

Classe '83, diversi incarichi politici anche alla presidenza del Consiglio sotto Paolo Gentiloni, promotore dell'osservatorio "Roma puoi dirlo forte", ora sogna il Campidoglio

Tobia Zevi

Per la scelta del candidato sindaco di centrosinistra che correrà alle elezioni del 2021, invoca le primarie. Alle quali annuncia già di voler partecipare. Tobia Zevi, classe '83, diversi incarichi politici dalla provincia di Roma alla presidenza del Consiglio sotto Paolo Gentiloni, promotore nel 2016 dell'osservatorio "Roma puoi dirlo forte", ora sogna il Campidoglio. Convinto che l'uomo solo al comando non sia mai la soluzione, e che Roma abbia bisogno di una squadra larga e partecipata. Demolisce l'operato di Raggi ma sotto traccia critica anche il Pd: "Non ha fatto un'opposizione forte"

Si è più volte definito "innamorato" di Roma. Come sta oggi la città? 

Roma è entrata nell'epoca covid già in stato comatoso e ora rischia di morire. La crisi in corso per i settori del turismo e del commercio rischia di esplodere in autunno. La città sta male, ma allo stesso tempo ha sempre dimostrato grandi capacità di resilienza rispetto ad altri grandi centri urbani. È multicentrica, molto estesa in termini di spazio e poco densa, i romani sono dotati di grande ingegno, ed è ricca di bellezze, tutti lineamenti strutturali che potrebbero renderla esempio e modello di Capitale che resiste e supera la crisi. Certo sarà necessario un profondo processo di trasformazione e cambiamento per poterla salvare.
 
Come valuta l'amministrazione Raggi?

Un disastro. Penso che la sindaca abbiamo fornito un racconto surreale dopo il lockdown, parlando tutti i giorni di cantieri che inaugurano e spazi pubblici che rifioriscono, ma ci rendiamo conto tutti che alcuni problemi di fondo non solo non sono stati risolti, ma si sono addirittura aggravati. Non è però solo una questione di singole scelte sbagliate o non fatte. Roma non si governa solo dal Campidoglio.

Che intende dire?

Che è mancato e manca il coinvolgimento dei corpi intermedi di questa città. Associazioni, comitati, realtà cittadine già molto attive sui territori con le quali creare un dibattito il più possibile ampio, fatto di partecipazione, entusiasmo da alimentare attorno a grandi domande e grandi temi che interessano la città. L'uomo solo al comando non funziona e non funzionerà in futuro. Per governare Roma serve una grande squadra, che abbia una visione. 

A proposito di uomini e governo. Nel 2021 si vota ma la sinistra non ha ancora un candidato...

Ecco su questo penso che il tema Roma non possa aspettare altri sei mesi, è assurdo pensare di posporre la questione romana, che è grande questione nazionale, a dopo le regionali, o a dopo eventuali nuove fasi del governo o a ipotetiche nuove ondate di coronavirus. Va gestita subito e senza calare nomi dall'alto, scelti con processi poco trasparenti. Vanno indette le primarie entro l'anno. E non riducendole a una conta di tessere di partito. Sta a noi costruire un meccanismo nel quale le persone tornino a sentirsi protagoniste. 

Parteciperà?

Ci sto pensando seriamente. 

Di big papabili nel totonomi ne sono usciti diversi. Penso a David Sassoli, Roberto Gualtieri, Paolo Gentiloni...Al di là delle primarie, a lei chi piacerebbe?

Conosco le persone che ha nominato, le stimo, ho lavorato quattro anni con Gentiloni, lo votai alle primarie del 2013. Il punto però è: ci dicano se vogliono candidarsi e se possono lasciare gli incarichi di prestigio che già ricoprono. 

Sembra quasi che nessuno voglia farlo...

Ecco non può passare il messaggio che governare Roma sia una rogna, governare Roma dev'essere un onore. Se per qualcuno non lo è allora quel qualcuno non è la persona giusta, anche se ha un curriculum stellare. 

Accordo o non accordo con il M5s? A Nicola Zingaretti piacerebbe. Vorrebbe trovare un Giuseppe Conte romano. Secondo lei è fattibile?

L'unico Giuseppe Conte romano che mi viene in mente è Francesco Totti! Scherzi a parte non lo trovo fattibile, se parliamo di una fusione fredda, a tavolino, come avvenuto a livello nazionale. Detto questo, l'elettorato di Raggi era ed è da rispettare e studiare, nella militanza del 2016 ci fu molta partecipazione e impegno, in tanti uscivano dalla sinistra romana. Ci sono aspetti di contiguità, magari riuscissimo a individuare un processo capace di riunire le istanze di entrambe le parti. Se alle primarie partecipassero candidati ben visti anche dai Cinque Stelle sarebbe assolutamente positivo, lo dubito perché è uno strumento lontano da loro, così come io non sceglierei il candidato su Rousseau. 

Il Pd ha fatto un'opposizione forte a Raggi nel periodo del lockdown. E Raggi in quanto amministratore uscente è al centro degli attacchi. Alle elezioni però il vero nemico sarà la destra. Come si batte?

Il Pd ha fatto un'opposizione forte? Diceva della destra, non sono così convinto che sarà il nemico numero uno. Raggi pur essendo indebolita potrebbe risalire nelle posizioni, specie se arrivasse al ballottaggio. Le partite sui due turni sono molto diverse. Detto questo la destra dei continui scandali, di mafia capitale, delle parentopoli l'abbiamo conosciuta con Alemanno, i romani la ricordano bene. Se il centrosinistra metterà in campo coraggio, un volto pulito, una squadra larga ha molti strumenti per batterla, anche perché non mi pare che la destra al momento sia molto interessata a vincere. 

Se fosse sindaco di Roma quali azioni avvierebbe nei primi 100 giorni di mandato? 

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Tre le cose che ritengo prioritarie e fondamentali. Prima: una fortissima lotta a povertà e disoccupazione, insieme a un'azione di rilancio dell'economia. Seconda: un grande progetto di riqualificazione dello spazio pubblico, per combattere il degrado, dalle aree verdi agli spazi della cultura. Terzo: una grande riforma delle istituzioni comunali che dia più poteri ai municipi assumendo nell'area metropolitana un centro di coordinamento. Insieme a un coinvolgimento dei cittadini con strumenti di partecipazione attiva. Bisogna mettere insieme trasparenza, efficienza e partecipazione, per cambiare in meglio le comunità in cui viviamo. 

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