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Elezioni Comunali Roma 2021

Elezioni comunali, Olimpia Troili: “La transizione ecologica deve essere una scossa per Roma”

Intervista alla giovane candidata dem all’assemblea capitolina: “Lavoro e giovani devono tornare ad essere al centro della politica”

Oltre 15.000 preferenze alle scorse europee nella circoscrizione Italia centrale. Più di due anni dopo la 34enne Olimpia Troili ci riprova. Stavolta l’obiettivo non è Bruxelles con il parlamento europeo, ma Roma e l’assemblea capitolina. Nella lista del PD rappresenta una novità, uno dei nomi candidato a portare quel ricambio generazionale da più parti evocato. Anche per questo abbiamo voluto intervistarla.

Laureata in Filosofia e in Sviluppo e Cooperazione Internazionale, ha svolto un dottorato di ricerca in Storia dell’Europa presso la Sapienza Università di Roma. Ha prima lavorato in Europa e poi, dopo essersi proposta alle elezioni europee, in regione Lazio. Ora la sfida per il Campidoglio.

Troili, da Bruxelles a Roma. Dalle europee ad un’elezione locale. Che cosa l’ha spinta a proporsi per questo ruolo?

Beh, Roma è la mia città e nel tempo l’ho vista cambiare molto e in peggio perché sporcizia, lungaggini burocratiche intollerabili e i tempi biblici della giustizia hanno ridotto gli investimenti facendo mancare le opportunità di lavoro, soprattutto per giovani e donne. Penso abbia bisogno di una scossa, di risvegliarsi dal torpore che l’avvolge, di ritrovare un po’ di orgoglio e di lasciare da parte indolenza e disincanto. In questo senso era per me impossibile restare in panchina a guardare.

Da dove ripartire secondo lei?

Lavoro e giovani devono tornare ad essere protagonisti della vita cittadina. Per vedere una Roma davvero competitiva poi ci vuole un grande impegno politico che venga tradotto in progetti di sviluppo, orientati alla sostenibilità, capaci di creare nuovi posti di lavoro stabili e generare ricchezza diffusa. Oggi è possibile grazie alla grande conversione ecologica che dobbiamo affrontare di cui le grandi città devono essere protagoniste. Le risorse nei prossimi anni non mancheranno.

Una visione ambiziosa, ma apparentemente poco concreta. Come si passa dalle parole ai fatti?

Come dicevo nei prossimi anni a Roma arriveranno i fondi del PNRR e quelli, ancor più importanti, per prepararci al Giubileo. Con queste ingenti risorse dobbiamo puntare a realizzare e manutenere grandi infrastrutture - sostenibili e intelligenti – che siano a servizio dei cittadini e creino degli indotti economici partecipati, aperti e soprattutto nuovi posti di lavoro. L’offerta del trasporto pubblico va radicalmente rinnovata ed ampliata. Vanno realizzati nuovi impianti sportivi e grandi spazi polifunzionali aperti  alla cultura. Dobbiamo utilizzare le risorse che arriveranno per restituire spazi pubblici ai nostri quartieri, completando i servizi nei luoghi più lontani dal centro. Il turismo ha bisogno di essere ripensato.

Parlava prima di transizione ecologica. La sensazione è che anche su questo Roma sia indietro. Come si fa a stare al passo con le altre capitali europee?

Bisogna attrezzarsi per una notevole riduzione delle emissioni: è un dovere per le grandi città. Per questo bisogna puntare su un diverso modello di trasporto pubblico locale pensando a come alimentarlo con energia pulita. Penso che il futuro sia l’idrogeno. Cominciamo ad attrezzarci con flotte, distributori e accumulatori per ridurre l’impatto ambientale dei nostri spostamenti. Occorre modificare alcune delle nostre abitudini prima che sia tardi. Incentivare la micromobilità e l’intermodalità.

Nelle sue parole il tema trasporti appare centrale. Parlare di transizione ecologica ai romani è però difficile con i rifiuti per strada…

Infatti l’altro grande tema è quello del trattamento dei rifiuti: anche lì la direzione ce la indica da tempo l’Europa. Ridurre, riutilizzare, riciclare oltre a pensare a nuovi impianti che utilizzino le tecnologie più moderne. Per questo ho parlato più volte di banche del riuso ed economia circolare. Quando si parla di nuovo modello di sviluppo si dovrebbe pensare innanzitutto a questo. I cambiamenti climatici esistono, li avvertiamo ormai chiaramente sulla nostra pelle, nessuno può pensare che ciò non lo riguardi.

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