Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Elezioni Comunali Roma 2021

Elezioni Roma, intervista a Monica Lozzi candidata Sindaca di REvoluzione Civica

La gestione dei rifiuti, il contrasto alla criminalità e l'abbattimento delle villette dei casamonica. La manutenzione del verde ed il decentramento amministrativo. Ecco alcuni dei temi affrontati nell'intervista con la candidata Monica Lozzi

Classe 72, romana, laureata in Sociologia ed assistente giudiziario al Tribunale di Roma, Monica Lozzi è stata capogruppo del M5s. Eletta nel 2016 alla guida del Municipio VII che, con i suoi 330mila abitanti, è il più popoloso della Roma. Contraria alla ricandidatura di Virginia Raggi, si presenta nella corsa al Campidoglio con il movimento "REvoluzione Civica", da lei stessa fondato.

Lozzi, lei nel 2016  è stata eletta con il M5s come consigliera del Municipio VII e nel 2016 anche come presidente. Nel 2020 ha però deciso di lasciare i pentastellati. Ci ricorda il motivo?

Ho lasciato il M5S quando ho preso coscienza del fatto che il movimento di cui facevo parte, che sosteneva di voler cambiare il modo di fare politica e di voler stimolare un cambiamento culturale, era solo un’illusione. Ho capito che la tanto sbandierata meritocrazia era una bugia, che l’unica preoccupazione per molti eletti è la conservazione di rendite e posizioni, che non c’è alcun confronto democratico sulle questioni più importanti e che a decidere sono i soliti noti, quasi sempre i più esposti mediaticamente. Dal Movimento non arrivano segnali di priorità ai programmi elettorali, ma solo ai possibili apparentamenti per vincere le elezioni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’indisponibilità a parlare di un futuro di Roma che valorizzasse territori e cittadini, basato su un programma elettorale serio e su persone competenti. Non c’è stata la volontà di analizzare con sincerità quanto si era riusciti a fare durante questa Amministrazione e cosa invece era stato un palese fallimento. Si è voluti andare sull’usato sicuro, replicando un’esperienza non proprio di successo… A questo punto ho preferito andar via.

Si sta candidando con una formazione politica nuova, di cui lei stessa è stata la fondatrice: REvoluzione Civica. Perché ha deciso di intraprendere questa strada?

Siamo in corsa da soli per il Campidoglio e per i Municipi con la lista REvoluzione Civica, che è un progetto civico per la città di Roma che non intende connotarsi né a destra né a sinistra, proprio perché vogliamo concentrarci solo sui temi più importanti del territorio, senza sottostare a logiche di partito o a interessi di parte. Siamo fermamente convinti che destra e sinistra siano logiche ormai superate ed è per questo che con REvoluzione Civica vogliamo portare avanti un’idea di politica che sia concentrata sul proporre soluzioni attuabili nel costante confronto con le realtà civiche che da sempre operano per la valorizzazione di questa città. Siamo inoltre convinti che Roma non possa essere governata da una persona sola al comando e che serva una squadra coesa e competente. Noi siamo pronti a lavorare per cambiare questa città con un programma ambizioso ma concreto in collaborazione e in costante confronto con i territori e i cittadini, valorizzando competenze e professionalità di cui questa città è ricca.

La Capitale è ciclicamente in emergenza rifiuti. Qual è la proposta di REvoluzione Civica per superare questa condizione?

Sicuramente la carenza impiantistica di AMA ha conseguenze sulla raccolta e il permanere dei rifiuti in strada, ma anche il non aver incrementato e migliorato la raccolta differenziata in città ha contribuito a rendere critico lo smaltimento del rifiuto indifferenziato. Per questo le proposte di Revoluzione Civica vanno in una duplice direzione: dal punto di vista impiantistico bisogna procedere ad una riconversione dell’esistente e alla realizzazione di nuovi impianti e questo potrà avvenire nel medio e lungo termine. Ciò che si può fare subito è migliorare ed incrementare il servizio di raccolta differenziata. Bisogna estendere il più possibile il “porta a porta” cosiddetto spinto a tutte le aree urbanisticamente idonee e migliorare il sistema di raccolta differenziata stradale sostituendo i cassonetti con mini isole ecologiche, postazioni di conferimento presidiate, cassonetti intelligenti. Deve essere separato l’umido dal secco all’origine stimolando il più possibile l’utilizzo di compostiere domestiche e di comunità. Bisogna migliorare l’informazione e la comunicazione verso i cittadini così da renderli protagonisti e parte attiva nel percorso di miglioramento e incremento della raccolta differenziata e prevedere riduzioni della TARI per i cittadini più virtuosi. Ai Municipi deve essere decentrata la funzione di controllo sull’attuazione del contratto di servizi e di sanzione nel caso del non raggiungimento degli standard richiesti nel contratto medesimo. Queste sono alcune delle proposte da noi messe in campo con l’aiuto di tecnici ed esperti del settore.

Chi è Monica Lozzi, la candidata Sindaca di REvoluzione Civica

Il contrasto alla criminalità a Roma è un fiore all’occhiello che rivendicano in molti. La sindaca cita spesso l’abbattimento delle villette dei Casamonica al Quadraro, nel municipio VII che lei ha recentemente amministrato. Com’è andata quella vicenda?

È purtroppo vero che spesso i risultati conseguiti grazie all’impegno ed ai fondi del Municipio siano stati attribuiti alla sindaca, e l’abbattimento delle ville dei Casamonica, sia in via del Quadraro che a Gregna Sant’Andrea, ne è l’esempio più evidente. L’abusivismo edilizio è una specifica competenza dei Municipi ed è un settore che abbiamo voluto aggredire fin dal nostro insediamento. Appena eletti abbiamo dato ai nostri uffici un chiaro indirizzo politico: riprendere in mano le carte relative agli abusi più vecchi e assolutamente non condonabili. Tra gli immobili che ricadevano in questa casistica c’erano proprio quelli riconducibili alla famiglia dei Casamonica. Ripresi in mano fascicoli anche degli anni Ottanta, abbiamo sollecitato gli uffici municipali per il completamento dell’iter amministrativo, abbiamo deciso di stanziare le somme necessarie nel nostro bilancio municipale per i bandi delle demolizioni poi effettuate da nostre ditte, abbiamo pagato i traslocatori, i fabbri, i container per metterci il materiale tolto dalle abitazioni, abbiamo coinvolto Tavolo Municipale di sicurezza presieduto dal Viceprefetto, abbiamo attivato la Polizia Locale del VII Gruppo e, infine, organizzato materialmente le demolizioni. Il Gabinetto del Sindaco ha attivato il Comando Centrale della Polizia Locale e dell’SOS Sociale per sostenere le persone che venivano allontanate dalle abitazioni. Risultato di tutto questo lavoro? All’anniversario dell’abbattimento dei Casamonica è mancato poco che non fossimo nemmeno invitati…

Come si garantisce la manutenzione di parchi e giardini in una città che vanta oltre 300mila alberi e 41 milioni di mq di verde gestite dal Dipartimento di Tutela Ambientale?

Dei 415.000.000 mq di Aree naturali protette e parchi agricoli sul territorio di Roma Capitale, in totale i metri quadrati di verde urbano in manutenzione al Dipartimento Tutela Ambientale sono pari a 41.302.565 mq, per un totale di 1.826 aree. Nel territorio di Roma Capitale ci sono circa 315.000 alberature tra cui 119.000 alberature stradali. Dunque, dinanzi a numeri così importanti, noi vediamo percorribili unicamente le seguenti strade:  1) decentrare la competenza della gestione del verde e delle risorse umane ed economiche ai Municipi 2) ricreare  il servizio giardini di Roma Capitale con risorse umane e mezzi idonei per fornire un servizio d’eccellenza e ricorrere al minimo agli affidamenti esterni. Questi sono i due passaggi che garantirebbero manutenzione di parchi, giardini e alberature stradali.

In campagna elettorale il tema del decentramento amministrativo viene spesso tirato in ballo. In quali ambiti lei l’applicherebbe in via prioritaria?

Il primo punto del nostro programma riguarda proprio questo, ossia il decentramento amministrativo che agevoli e valorizzi l’attività dei Municipi. Questo perché siamo convinti che senza una riorganizzazione totale dell’Amministrazione Capitolina nessun sindaco riuscirebbe ad amministrare la Città e a garantire una migliore qualità dei servizi e, di riflesso, una migliore qualità di vita dei romani. Il decentramento prevede l’autonomia dei Municipi, finanziaria e di poteri, concentrando in essi la maggior parte dei servizi e definendo chiaramente le competenze di ogni struttura. Questi obiettivi possono essere ottenuti a normativa vigente con una semplice delibera, ma devono essere seguiti da una più complessiva riforma di Roma Capitale, con la costituzione dei Comuni Metropolitani. I primi ambiti sui quali interverremmo sono verde, manutenzione stradale e quella degli edifici.Tutte le grandi capitali nel mondo hanno un’organizzazione decentrata dell’attività amministrativa senza che questo vada ad inficiare l’unità identitaria delle loro città. I Municipi sono medio/grandi città italiane con una struttura politica/amministrativa che li mette in grado di poter gestire in modo efficiente ed efficace tutte le attività gestionali tipiche dei comuni.

Lozzi invece come pensa si potrebbe migliorare la mobilità in una città così estesa?

Roma oggi appare come una vera e propria autorimessa a cielo aperto, si presenta a turisti e visitatori, ma soprattutto ai suoi cittadini, come una città disordinata, indisciplinata e di conseguenza insicura. La nostra Città ha bisogno di una evoluzione che punti a progettare, pianificare e realizzare una nuova mobilità che sia multimodale, a basso impatto ambientale, inclusiva e aperta all’innovazione tecnologica. Per questo il nostro programma elettorale, nell’ambito della mobilità, si snoda in cinque punti: sicurezza stradale, ampliamento della rete del Trasporto Pubblico Locale, Piano pubblico parcheggi, piano merci, infrastrutture e mobilità sostenibile. A proposito dell’ampliamento della rete del Trasporto Pubblico Locale, sarebbe necessario lo sviluppo della rete tramviaria urbana e del sistema ferroviario metropolitano e regionale, mentre per una mobilità più snella opteremmo per la realizzazione di corsie preferenziali e per l’installazione di semafori intelligenti che diano priorità al transito dei mezzi pubblici. Inoltre si migliorerebbe di molto la fluidità del traffico realizzando nuovi nodi di scambio per agevolare l’interconnessione tra diverse modalità di trasporto, soprattutto nelle aree di ingresso in città in prossimità degli svincoli del Grande Raccordo Anulare.

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