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Elezioni Comunali Roma 2021

Elezioni Roma, Micaela Quintavalle (Partito Comunista): "Sui trasporti di Roma ho la bacchetta magica”

Intervista all’ex autista, ex M5S, oggi schierata dalla sigla di Marco Rizzo Segretaria: “Virginia Raggi parla solo con i confederali che fanno i propri interessi. Leggo Marx da quando ho 14 anni"

Micaela Quintavalle è la candidata sindaco del Partito Comunista di Marco Rizzo. Già autista Atac poi licenziata per il suo presenzialismo mediatico, ha “dato un’occasione” come tanti – ci racconta – al Movimento Cinque Stelle. Abbiamo riassunto il suo percorso pochi giorni fa su Roma Today. Entra in corsa nella campagna elettorale romana dopo lo sfortunato decesso di Claudio Puoti, medico dell’INI di Grottaferrata e primo candidato sindaco per la sigla guidata dall’esponente politico torinese. L’abbiamo sentita al telefono.

Micaela, che ne pensa di Karl Marx?

Leggo Marx da quando ho 14 anni e condivido totalmente il suo pensiero. Sto in questi giorni completando la mia formazione con il partito che mi consentirà di approfondirlo. Sento il pensiero marxista molto più addosso di altri stemmi che nel passato mi hanno affibbiato.  

Diciamo che di stemmi ne ha indossati vari, fra cui quello dell’Atac. Disse che senza “manina” sindacale non si entrava, nonostante il curriculum. E’ ancora così?

Adesso non saprei, io ormai sto fuori. Non credo, comunque. I concorsi che sono stati fatti recentemente sono concorsi più regolari rispetto agli anni in cui sono entrata. Provai tre volte e non c'è stato modo di farcela nonostante avessi l’iscrizione all’albo conducenti e centinaia di ore di guida in tutta Europa. Vedevo comunque scavalcarmi personaggi con all’attivo solo 8 ore maturate in scuola guida. Poi incontrai un sindacalista e l’azienda decise che avevo imparato a guidare.

La si ricorda alla festa per la chiusura della campagna elettorale di Virginia Raggi e a sostegno di Marcello de Vito.

Marcello De Vito è mio amico tutt’oggi, anche se non condivido il suo passaggio in Forza Italia. Bisogna comunque dire che è tornato da dove veniva. Per il resto dai 18 anni fino al 2013 votavo Rifondazione, poi non mi ci sono più riconosciuta e ho pensato che non fosse la sinistra marxista che piaceva a me. Allora veniva fuori il M5S che era fatto di tantissime brave persone. In loro hanno creduto milioni di italiani. Ricordo che era il 2 giugno e stavo facendo il 64 alla stazione Termini, in pausa feci un video in cui dissi che appoggiavo Virginia Raggi. Poi a cambiare sono stati loro.

Il peggior errore della Raggi?

Non aver minimamente interagito con i lavoratori, o meglio aver condotto un'interazione di pura facciata. Si è creata il suo gruppo e si è chiusa lì dentro.

In effetti i sindacati ci hanno detto che il bilancio della Raggi sul lavoro capitolino è più che buono.

Non sono d'accordo, evidentemente parla solo con i confederali. Ma i confederali guardano ai loro interessi di bandiera e non ai lavoratori.

La Roma di Micaela Quintavalle come sarebbe?

Micaela Quintavalle dice innanzitutto che sta studiando tantissimo e non farà promesse visto che non abbiamo la bacchetta magica, ma su questo tornerò. Come è noto viviamo nei vincoli europei e se non ci stanno i soldi non si possono realizzare le promesse che uno fa. In secondo luogo sottolineo che a candidarsi è una squadra, un partito che ha un programma che condivido in toto. Ma personalmente il mio valore aggiunto è quello di essere l’unica che sa risolvere davvero il problema dei trasporti a Roma.

Ci dica da dove partirebbe.

Sicuramente occorre recuperare il costo dei biglietti: non ho mai capito perché l'azienda eroga un servizio e sembra affezionata a non venir retribuita quando con quei denari si potrebbero apportare moltissime migliorie alla rete. Servono poi differenziazioni contrattuali, gli autisti vanno staccati dal carrozzone degli amministrativi che sono improduttivi. Serve da ultimo mollare il contratto a chilometraggio e ritornare al contratto a qualità. Sono nei trasporti dal 2001 e, mi creda, su questo la bacchetta magica ce l’ho.

Altri fronti programmatici?

Questa Roma non mi piace, non è la Roma che ho sognato quando ero bambina. Vorrei più sportelli antiviolenza gestiti dal comune, senza esternalizzazioni alle associazioni; fra quattro esami diventerò medico e vorrei una gestione più territoriale degli anziani, vorrei più presidi di medicina preventiva, vorrei una riqualificazione delle periferie. Fuori dal Raccordo Anulare ci sono solo tre licei e bisogna mettere biblioteche in questi rioni. Mi occuperò soprattutto di lavoro. Se cerchiamo di internalizzare ogni tipo di attività comunale eliminando al massimo i meccanismi di privatizzazione sapremo dare più lavoro ai giovani e agli esternalizzati di tutte le età. Sul problema dei rifiuti faremo delle proposte come Partito Comunista.

A proposito, com’è la vita di un’autista-studentessa?

E' una vita estremamente dignitosa che ricordo con grande passione. Oggi che sto finendo i miei studi mi sento di essere molto più vicina a pazienti, lavoratori e cittadini di chi ha avuto la fortuna di concludere un percorso in sei anni perché i genitori potevano aiutarlo in questo senso. Lo dico senza alcuna reprimenda verso chi ha avuto più possibilità di me, ma io non sono figlia di medici, ma di due persone che mi stanno dando la possibilità di realizzare la mia vocazione dopo il licenziamento.

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