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Elezioni Comunali Roma 2021

Elezioni Municipio VIII: intervista a Maria Claudia Benincà candidata presidente di "Roma ti riguarda - Beridini Sindaco"

Le proposte della candidata di "Roma ti riguarda - Berdini Sindaco" sui principali temi riguardanti il Municipio VIII

Il futuro degli ex Mercati Generali e lo stadio della Roma. Il Farmer's Market chiuso alla Garbatella, il destino del deposito Atac di San Paolo e la gestione delle aree verdi. Ecco cosa ha risposto Maria Claudia Benincà alle domande di Romatoday.

Benincà, i cantieri negli ex Mercati Generali restano la grande incompiuta del territorio. L’attuale progetto di trasformazione vi convince? E cosa pensate dell’ipotesi di realizzarvi uno stadio della Roma?

No, l’attuale progetto non ci convince per nulla. Fare uno stadio in una zona così centrale e per di più senza metropolitana è una follia, può proporlo solo chi ha interessi economici nella zona. Lo stadio non può che collocarsi in una zona decongestionata e con buoni servizi di trasporto, c’è più di un’area pubblica a Roma che si presta, ma deve essere un terreno già pubblico. Se si insiste a voler fare speculazione edilizia attraverso lo stadio questo non ci sarà mai. Ma, la riflessione è, se proprio è necessario uno stadio perché lo stadio Flaminio progettato da Nervi, è stato mandato in rovina? Dovremmo imparare a riconvertire e riammodernare piuttosto che lasciare scheletri e costruire altri mostri. I mercati generali erano una grande occasione per fornire servizi culturali di qualità a questo quadrante della città. C’era un bel progetto, perfettibile, ma buono che comprendeva tra l’altro la realizzazione di un secondo auditorium per la musica in modo di non dover andare sempre ai Parioli per sentire un concerto. E’ stato abbandonato e l’area, che era pubblica, cioè nostra, è stata di fatto regalata a privati che lo vogliono riempire di centri commerciali. Noi siamo per tornare al progetto originario: un grande parco urbano dedicato ai giovani e un grande auditorium.


Alla Garbatella la sede dell’ex Farmer’s Market nel 2019 è stata chiusa. I lavori non sono mai partiti e la struttura rischia di degradarsi. Cosa può fare il municipio per rimettere in funzione quell’edificio?

Purtroppo la storia dei cantieri annunciati e mai realizzati si ripete continuamente. Come per la scuola dell’infanzia di via Odescalchi: fondi stanziati da anni, progetto pronto. Il Municipio aveva promesso di inaugurarla entro l’inverno 2019, ma ad oggi non ha nemmeno cominciato i lavori.  Il mercato della Garbatella è stato vittima della furia neoliberista: quando c’è una cosa che funziona la si chiude per fare un bando pubblico. Ma c’è anche un problema nella visione che sta dietro alla gestione cittadina dei mercati che non sono visti come il sistema della sicurezza alimentare, collegato alla nostra campagna, ma solo come somma di elementi isolati. L’apertura di troppi supermercati ha ucciso il commercio e allo stesso tempo la socialità dei mercati rionali, non riuscendo nell’evoluzione verso il modello europeo di luoghi in cui la materia prima alimentare diventa anche gastronomia e socialità. L’unico esempio Eataly precluso però alle famiglie che vivono di precariato e stipendi bassi. La crisi dei mercati è una crisi di modello e di mancata programmazione pubblica.

Il deposito Atac di San Paolo è tra gli immobili messi all’asta per salvare l’azienda di trasporto pubblico dal fallimento. Ritiene che il Comune debba provare a riscattarlo, come fatto per altri depositi Atac, oppure per non gravare sul bilancio capitolino, sarebbe meglio venderlo ai privati?

Direi che è il contrario: l’Atac è stata mandata gambe all’aria per costringerla a vendere i suoi gioielli, le ex rimesse. Ricordiamo che i romani ricevono pro-capite dal Governo la metà di quello che riceve Milano per i trasporti, quindi perché dovrebbe meravigliare il deficit, al netto della malagestione che pure c’è. Per quanto riguarda le rimesse, si tratta spesso, come quella di San Paolo, di edifici di archeologia industriale di inizio ‘900 di grande pregio. Sono aree coperte di grandi dimensioni collocate in luoghi strategici della città, certo fanno gola a molti speculatori, ma proprio per questo vanno mantenute in mani pubbliche, perché siano a disposizione anche dei nostri figli e nipoti. La nostra idea è quella di una grande piazza coperta un luogo dell’incontro e dello stare insieme, con una biblioteca, e mostre, ma anche il mercato e la gastronomia. Il modello potrebbe essere quello della sala Borsa di Bologna, fruita da migliaia di persone tutti i giorni, ma più in grande.

Tra le ricchezze del Municipio VIII figurano le tante aree verdi. Come fare per garantirne la manutenzione, visto che il numero non sempre sufficiente di operatori in forza al Servizio Giardini?

In tutto il Municipio gruppi di cittadini si stanno prendendo spontaneamente cura dei parchi e dei giardini, per quello che possono. È una tendenza che va aiutata e sottratta alla burocrazia in cui la stanno ingabbiando, ma non può sostituire un servizio pubblico di qualità: la manutenzione del verde deve essere garantita da Comune e Municipio. I cittadini così potranno dedicarsi ad organizzare la vita sociale nei parchi, all’animazione e alla valorizzazione invece che essere costretti a tagliare l’erba. Non ci sono scorciatoie, il servizio giardini va ripristinato nel suo organico. Succede in tutte le capitali europee, perché non a Roma.  Il servizio giardini, che con la sua scuola giardinieri uno dei fiori all’occhiello della Roma del secolo scorso, è stato di fatto smantellato per fare largo alle false cooperative basate su personale precario sottopagato e che hanno fatto aumentare i costi. La conseguenza è l’incuria del verde che abbiamo sotto gli occhi. Ma si può cambiare. Vorrei aggiungere che qui abbiamo uno dei parchi più belli di Roma, la tenuta di Tor Marancia, che aspettiamo da 40 anni e che abbiamo ottenuto con la lotta dei comitati di quartiere ma non è ancora nemmeno completamente fruibile e non parliamo della manutenzione del verde. Abbiamo delle parchetti che nell’ultimo anno sono stati smantellati dei loro giochi, altalene, scivoli e dondoli.
 

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