Martedì, 28 Settembre 2021
Elezioni Comunali Roma 2021

Luigia Luciani si candida con Calenda: "Le sue sono posizioni chiare. Michetti e Raggi ambigui, soprattutto sui vaccini"

La giornalista di RadioRadio a RomaToday: "Calenda mi ha voluto in squadra per la mia conoscenza della città"

Nel calciomercato elettorale che precede l'ufficializzazione delle liste per le elezioni comunali di Roma, uno dei colpi che ha fatto più rumore è quello messo a segno da Carlo Calenda. Nella sua lista "Carlo Calenda sindaco" in Campidoglio correrà la giornalista Luigia Luciani, 45 anni, nota al pubblico romano quale conduttrice della trasmissione Lavori in Corso su Radio Radio. Non una trasmissione qualsiasi: oltre ad essere seguitissima infatti è anche lo spazio radiofonico in cui Enrico Michetti, candidato sindaco del centrodestra, si è guadagnato la sua fama di "tribuno". Dalla vicinanza (professionale) a Michetti alla candidatura con Calenda: un colpo di teatro arrivato nei giorni della disastrosa perfomance di Michetti al confronto con gli altri candidati. Impossibile quindi non pensare ad una strategia per rubare voti al centrodestra. In realtà però la candidatura è nata prima. "Durante una trasmissione", spiega a RomaToday Luigia Luciani, "incalzato da me su vari temi, Calenda ha concluso l'intervista chiedendomi di fare la sua vicesindaca. Era una battuta che però due giorni dopo si è trasformata in un incontro prima e nella proposta di candidatura poi". 

Cosa ti ha convinto di Calenda?

"Le sue scelte forti, di rottura. Poteva essere più conveniente partecipare alle primarie di centrosinistra e invece ha preferito compiere una scelta apparentemente azzardata e controproducente, lontana dalle logiche classiche di un partito. Ha scelto me e altri candidati non pensando alle preferenze che sono o siamo in grado di portare, ma in base al reale apporto che possiamo dare alla causa di Roma". 

In trasmissione le tue posizioni di sinistra sono emerse spesso. Perché allora candidarti con Calenda che da molti viene visto lontano da idee di sinistra?

"I suoi valori e le sue convizioni sono chiare e nette: ha idee totalmente opposte dalla destra su migranti, temi etici, diritti, vaccini. Sono posizioni che condivido e che sicuramente lo rendono più di sinistra rispetto a tanti".

Posizioni opposte anche a quelle di Michetti...

"Già, esatto. Trovo assurdo per esempio i mancati appelli a vaccinarsi e l'ambiguità di certe posizioni che non condivido affatto. Ambiguità che è anche di Virginia Raggi e per me non è concepibile".

C'è una condivisione di valori e idee con Calenda. I metodi però sembrano quelli di una certa destra: penso ad esempio all'accentramento su di sè dell'intera comunicazione. Sembra non abbia una squadra

"A livello comunicativo capisco che la percezione sia questa. Dietro le quinte però posso dire che lui ha già riunito più volte i candidati chiedendo contributi e spunti e soprattutto l'impegno per questa campagna elettorale. Nella fase decisiva di questa campagna elettorale emergerà anche a livello comunicativo tutto il valore di chi si candida al suo fianco nella lista civica Carlo Calenda sindaco". 

Tu in particolare cosa porterai in consiglio comunale? 

Come ho già detto in altre interviste non c'è stato modo di definire aree di competenze. Posso dire che Calenda, quando abbiamo parlato, mi ha voluto in squadra per la mia conoscenza della città. In virtù del mio lavoro e di quanto conosco Roma mi sono permessa di consigliargli di non prendere in giro i romani, di ascoltarli e di non promettere e basta. 

In base alla tua conoscenza quale pensi sia il problema prioritario su cui intervenire?

Ne dico due: bisogna prendere atto e intervenire sull'aumentata disparità di reddito che c'è tra una zona e l'altra di Roma, tra i quartieri centrali e quelli periferici, questi ultimi finiti ulteriormente impoveriti in questi ultimi 2 anni. Per intervenire bisogna anche affidarsi a tutta quella rete di associazioni che lavorano sul territorio e che vanno aiutate con un intervento sulla sburocratrizzazione di certe competenze. Ne guadagnerebbero le associazioni, ma soprattutto tanti romani che avrebbero una rete di welfare diffuso staordinariamente efficace. 

Cosa pensi della perfomance di Michetti al confronto al festival dell'architettura?

Da cronista ho trovato inspiegabile il suo abbandono. Non c'è stata una rissa, ma un confronto negli ultimi cinque minuti. Capisco il suo voler tenere i toni bassi, ma mi è parso eccessivo. Sui continui richiami all'antica Roma e alla Roma papalina mi è sembrata una scelta comunicativa sbagliata ed esagerata che di fatto ha svuotato tutte le risposte date.

Cosa pensa di Michetti?

Da un punto di vista umano, nulla da dire: è una bravissima persona. E' un ottimo avvocato amministrativista, ma non basta.

Cosa gli manca?

Un programma, vedremo cosa tirerà fuori. Sicuramente ha un grande appoggio da parte dei partiti anche all'interno della sua lista civica. Questo è sicuramente il suo punto di forza.

Pensa che, anche grazie al suo "ingaggio", Calenda possa rubare dei voti a Michetti?

Assolutamente sì, ma lo penso da sempre, ben prima del mio coinvolgimento nel progetto. C'è un'area più moderata del centrodestra certamente più vicina a Calenda che alle posizioni no vax di Michetti. 

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