Elezioni Comunali Roma 2021

Elezioni Roma, Giulia Lupo (M5s): "Sulle periferie gli altri candidati usano un linguaggio ‘coloniale’"

Tra l'Assessorato a Tor Bella Monaca di Michetti e la Sindaca delle periferie, cosa è stato fatto e dove ripartire per il M5s

La periferia, da area critica, solitamente descritta come degradata, a fucina di progetti in campagna elettorale. Quartieri come Tor Bella Monaca, San Basilio, Massimina diventano meta di tutti quei candidati che, sotto elezioni, propongono di strapparle dai loro problemi e diventarne portavoce.

Lo sa Enrico Michetti, che pochi giorni fa ha proposto l'istitutizione di un assessorato alle periferie a Tor Bella Monaca, intervenendo anche alla trasmissione televisiva Tagadà, su La7,  a suon di: "Io sono in periferia, mi trovano lì". È il motto anche della "sindaca delle periferie", decisa a riprendere in mano la città.

Un tema su cui la Senatrice 5 stelle Giulia Lupo, eletta nell'8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni), offre il suo punto di vista a RomaToday.

Come a ogni tornata elettorale, molti politici stanno facendo il tour delle aree a margine della Capitale per parlare coi cittadini e raccogliere le loro istanze. Quali sono secondo Lei i principali scollamenti tra le istituzioni e le periferie al di fuori del periodo elettorale? Come ristabilire un dialogo onesto e una presenza costante della politica i quei territori?

“Da cittadina vedo uno scollamento totale tra una certa politica e le periferie, al di fuori della campagna elettorale. I competitor di Virginia Raggi hanno fatto dei tour elettorali che in molti casi li hanno portati a conoscere l'esistenza di determinati quartieri, mentre Virginia Raggi non solo percorre le strade dei quartieri più periferici da 5 anni, ma vive in una periferia e tale è stato il suo impegno da essere definita "Sindaca delle periferie".

E quali sono secondo lei i meriti che l’hanno portata a guadagnarsi questo titolo?

“In questi cinque anni sono state messe in campo opere ed attività molto importanti, come il portare l'illuminazione pubblica dove mancava da oltre 40 anni al rifacimento delle strade, ai progetti legati al microcredito fino ai grandi progetti di rigenerazione urbana, alla chiusura dei campi rom e all'immenso tema della legalità. I cantieri stradali sono stati anche l'occasione per intervenire sulla rete idrica e fognaria. È stato fatto un lavoro profondo e non interventi di facciata come avveniva in passato. Credo che il modo più onesto per avere un dialogo con quei territori si fondi sul dialogo diretto e sui fatti concreti, quelli che per anni sono mancati e che questa amministrazione è stata in grado di portare avanti”.

Come giudica il progetto dell’Assessorato alle periferie proposto in queste settimane da Enrico Michetti?

“In queste settimane il candidato delle destre non è stato in grado di spiegare quali sarebbero concretamente le funzioni di tale ‘assessore’, cosa andrebbe a fare, con quali strumenti e con quali risorse. Il problema della proposta di Michetti è che si tratta di una proposta vuota, priva di significato e che denota una scarsissima conoscenza delle periferie e delle problematiche che riguardano i luoghi della Capitale più distanti dal centro. Ben venga una cabina di regia sulle periferie se consente di far funzionare meglio le cose però, ricordo peraltro che la stessa sindaca Raggi ha nominato un delegato alle periferie come Federica Angeli, il cui impegno e la cui competenza penso possano essere riconosciute da tutti”.

Anche la Sindaca Raggi, negli ultimi mesi, ha lanciato un’iniziativa che punta a stravolgere la narrativa delle periferie, “Spaccio Arte”: ritiene che possa contribuire davvero a strappare i territori dalla criminalità e restituire le piazze di spaccio alla cittadinanza?

“Assolutamente sì, iniziative come questa restituiscono un'idea corretta della periferia: non luogo da presidiare esclusivamente per contrastare i fenomeni di illegalità, ma nuovo centro culturale, di socialità e di lavoro per chi ci vive e per chi voglia trascorrere il proprio tempo libero in luoghi spesso poco conosciuti dagli stessi romani. Ho visto bambini giocare in strade dove prima si spacciava e basta. Ho toccato con mano quanto queste attività rappresentino una concreta mano tesa a cittadini che risultavano dimenticati da tutti”.

Solo due settimane fa, in visita congiunta a San Basilio, l’ex premier Conte ha sostenuto che “Dobbiamo superare il concetto di periferia e Virginia ha interpretato in questi anni il progetto del M5S”. Oggi, quindi, il concetto di periferia come area critica della città è stato definitivamente superato?

“Le criticità esistono al centro come in periferia. Così come gli esempi virtuosi, le opportunità sono ovunque. Gli altri candidati usano un linguaggio ‘coloniale’ quando parlano di periferia, mentre Virginia Raggi e Giuseppe Conte hanno saputo interpretare una nuova idea di progresso e di sviluppo della città che passa attraverso una concezione policentrica dei servizi, delle attività culturali, del modo stesso di concepire la città. Pensare alla periferia solo come un luogo problematico in cui il Sindaco o chi per lui dal Campidoglio deve risolvere dei problemi, come fanno Michetti, Calenda e Gualtieri, rappresenta un modo di concepire la città non solo molto vecchio, ma anche offensivo per chi in periferia ci abita e ci lavora”.

Parlando della sua vicinanza al Movimento 5 stelle, quant’è cambiata la base ideologica del Movimento rispetto a 5 anni fa? C’è stata un’evoluzione o stravolgimento su alcuni temi in questi anni?

“Nessuno stravolgimento. È chiaro che su alcuni temi c'è stata un'evoluzione perché diversa era la posizione e la funzione che il MoVimento esercitava 5 anni fa rispetto a quella che esercita ora. Ma le idee di fondo che governano il nostro operato sono sempre le stesse: rispetto dell'etica pubblica, legalità, giustizia sociale, tutela dell'ambiente e sostegno alle piccole e medie imprese”.

Qual è stata l’affluenza agli stand del M5s in queste settimane di campagna elettorale? Percepisce un aumento o riduzione rispetto ai primi tempi? Che cosa resta oggi dei Meetup da cui siete partiti anni fa?

“L'affluenza ai nostri stand è assolutamente incoraggiante, e d'altronde il presidente Conte sta riempiendo le piazze in tutta Italia come nessun’altro. Continueremo a stare nelle strade nelle piazze, perché è il modo migliore per portare le istanze dei cittadini nelle istituzioni come abbiamo sempre fatto, dei Meetup resta invece un immenso bagaglio di esperienza, di valori e di impegno civico che tuttora portiamo con noi”.

Quali sono stati in questa campagna elettorale i punti di forza del Movimento 5 stelle e quali quelli, dopo 5 anni di mandato su Roma, da cui ripartire?

“Determinazione e coraggio sono stati e resteranno i punti forti che continueranno a contraddistinguere il nostro impegno su Roma. Non dobbiamo mai dimenticare da dove siamo partiti: il commissariamento prefettizio, Mafia Capitale, il debito monstre da oltre 13 miliardi di euro. Nonostante questa situazione di partenza da brividi, Virginia Raggi e la sua squadra sono riusciti a rimettere in sesto i conti, salvare ATAC dal fallimento, mettere su strada oltre 900 nuovi autobus, risanare quasi 1000 chilometri di strade e pianificare una serie di interventi e di appuntamenti che riporteranno Roma ad essere protagonista sul palcoscenico internazionale. Penso in particolare Al Giubileo 2025 e alla candidatura di Expo 2030. C'è inoltre da gestire l'immensa mole di risorse legate al PNRR. Si tratta di soldi che il nostro paese è riuscito a ottenere Grazie all'impegno e alla credibilità di Giuseppe Conte. Virginia Raggi ha presentato progetti per Roma che valgono quasi 25 miliardi: tremo al solo pensiero che tutto questo possa essere gestito dalle forze politiche che in passato hanno messo in ginocchio questa città e che sono state responsabili delle macerie che con grande fatica abbiamo dovuto mettere da parte per ricostruire in questi cinque anni. Confido che i romani non facciano un errore del genere”

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